Fontana di Santa Maria in Poggio (già di Santa Rosa)

a cura di Elisabetta Tortora, pubblicato il 26/06/2026

La Fontana di Santa Maria in Poggio, in piazza della Crocetta, è una delle più antiche fontane “a fuso” del centro storico di Viterbo. Realizzata in peperino nel XIII secolo, presenta una vasca circolare e un elemento centrale concluso da una cuspide ottagonale. Il gruppo scultoreo sommitale richiama il miracolo della brocca di Santa Rosa, patrona di Viterbo, legando la funzione pubblica della fontana alla memoria religiosa e identitaria della città.

Fotografo non identificato, fontana - ambito viterbese (prima metà sec. XIII), 1200164495 Catalogo Generale dei Beni Culturali
Fotografo non identificato, fontana - ambito viterbese (prima metà sec. XIII), 1200164495

dal Catalogo

La Fontana di Santa Maria in Poggio si trova di fronte alla chiesa di S. Maria in Poggio, in piazza della Crocetta, la cui denominazione deriva dalla presenza dei padri Crociferi che vi risiedono dal 1603. La fontana risale al XIII secolo e appartiene alla fase di maggiore diffusione delle fontane pubbliche nel tessuto urbano medievale di Viterbo. La fontana è realizzata in peperino ed è una delle più antiche fontane “a fuso” della città: la sua configurazione presenta una vasca circolare, articolata esternamente da specchiature, che accoglie al centro un elemento verticale dal quale fuoriescono quattro cannelle. La struttura si conclude con una cuspide ottagonale, su una delle cui facce compare un bassorilievo raffigurante un cane in corsa, elemento peculiare rispetto al repertorio delle altre fontane viterbesi. La sommità è oggi occupata da un gruppo scultoreo con due figure femminili, una delle quali identificata con Santa Rosa, che ricorda il miracolo della brocca risanata. Secondo la tradizione, la giovane Rosa si recava infatti alla fonte per attingere acqua e qui avrebbe miracolosamente ricomposto la brocca infranta di una compagna. Il gruppo scultoreo costituisce probabilmente un’aggiunta successiva, forse posta in sostituzione dell’originaria pigna sommitale, elemento ricorrente nelle fontane medievali “a fuso” della città. La fontana assume così un duplice valore nel sistema urbano viterbese: conserva i caratteri architettonici della tradizione duecentesca e, al tempo stesso, lega l’infrastruttura pubblica dell’acqua alla memoria religiosa e identitaria della città, inserendosi tra i luoghi connessi alla vita e al culto di Santa Rosa, patrona di Viterbo.

Fotografo non identificato, Viterbo – Fontana di S. Rosa (Piazza della Crocetta), Sec. XII-XVI, 1930 Archivio Mauro Galeotti
Fotografo non identificato, Viterbo – Fontana di S. Rosa (Piazza della Crocetta), Sec. XII-XVI, 1930

Bibliografia

Signorelli Giuseppe, Viterbo nella storia della Chiesa, vol. 1, Viterbo, 1907

Scriattoli Andrea, Viterbo nei suoi Monumenti, Viterbo, 1988

Bartoli Langeli Attilio, Merli Sonia, Un aspetto della committenza pubblica in ambito urbano: le fontane, Civiltà urbana e committenze artistiche al tempo del Maestro di Offida (secoli XIV-XV), Atti del convegno per la XXIII edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno (Ascoli Piceno 1-3 dicembre 2011), a cura di Maddalo Silvia e Lori Sanfilippo Isa, Ascoli Piceno, 2013

Bibliografia in rete

Fontana della Crocetta o di Santa Maria del Poggio o di S. Rosa - piazza della Crocetta - Viterbo centro storico, 26/06/2026 (LINK)