Fontana dei Leoni
La Fontana dei Leoni, al centro di piazza delle Erbe, sorge sul luogo di una fonte, documentata già in epoca medievale. Ricostruita nel 1621 su disegno di Filippo Caparozzi, presenta una vasca con uno sviluppo verticale a coppe sovrapposte. Nel 1876-1877 i quattro leoni in peperino furono sostituiti dalle attuali sculture in marmo di Pio Fedi, che sancirono il nome del manufatto. La fontana testimonia così la continuità e le trasformazioni del sistema delle acque nello spazio pubblico viterbese.
Fondo GFN, Archivi fotografici ICCD
Giovanni Gargiolli, Viterbo – Piazza delle Erbe, fontana dei Leoni, 1904-1905, gelatina ai Sali d’argento, 18x24, E001412
dal Catalogo
La Fontana dei Leoni sorge al centro di piazza delle Erbe, importante spazio pubblico lungo l’asse che attraversa il centro storico di Viterbo. La presenza di una fontana nella piazza è documentata già in età medievale, quando l’area era conosciuta come piazza di Santo Stefano, dal nome della vicina chiesa, oggi scomparsa. Il manufatto attuale è tuttavia il risultato di successive trasformazioni che ne hanno modificato l’originaria configurazione. Un intervento decisivo risale al 1621, quando il Comune affidò agli scalpellini Desiderio Pieruzzi e Antonio di Michelangelo da Cortona il rifacimento della fontana su disegno del pittore e architetto viterbese Filippo Caparozzi, autore anche della Fontana del Giardino del Palazzo dei Priori. Nel 1625, Antonio Pieruzzi intervenne nuovamente sulla vasca, adattandola alla nuova configurazione. Realizzata prevalentemente in peperino, la fontana presenta una vasca mistilinea, al centro della quale si sviluppa una composizione verticale di coppe sovrapposte. L’acqua, proveniente dall’elemento sommitale, scende progressivamente nelle vasche attraverso cannelle e mascheroni, recuperando il principio dello sviluppo verticale caratteristico della tradizione viterbese. Intorno alla struttura centrale sono disposti quattro leoni, emblema civico della città. Nel 1876-1877 la fontana fu oggetto di un importante restauro durante il quale i precedenti leoni in peperino, ormai deteriorati, furono sostituiti dalle attuali sculture in marmo realizzate dallo scultore viterbese Pio Fedi; tale intervento ha infine determinato il nome attuale. La Fontana dei Leoni testimonia così la continuità della presenza dell’acqua nello spazio pubblico, sovrapponendo alla matrice medievale una reinterpretazione seicentesca e un significativo intervento scultoreo ottocentesco.
Fondo Ferro Candilera, Archivi fotografici ICCD
Fotografo non identificato, Viterbo – Piazza delle Erbe e corso Vittorio Emanuele, 1969, FFC012495
Fondo MPI, Archivi fotografici ICCD
Fotografo non identificato, Viterbo – Fontana dei Leoni, MPI6117772
Bartoli Langeli Attilio, Merli Sonia, Un aspetto della committenza pubblica in ambito urbano: le fontane, Civiltà urbana e committenze artistiche al tempo del Maestro di Offida (secoli XIV-XV), Atti del convegno per la XXIII edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno (Ascoli Piceno 1-3 dicembre 2011), a cura di Maddalo Silvia e Lori Sanfilippo Isa, Ascoli Piceno, 2013
Pinzi Cesare, Storia della città di Viterbo, Roma-Viterbo, 1887
Pinzi Cesare, I principali monumenti di Viterbo. Guida pel visitatore, Viterbo, 1894