Cos'è il catalogo generale dei beni culturali

La catalogazione ha lo scopo di identificare e descrivere i beni culturali per i quali sia stato riconosciuto un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico; le attività di catalogazione sono assicurate dallo Stato con il concorso delle Regioni e degli altri enti territoriali. Il Catalogo generale del patrimonio culturale raccoglie i risultati delle attività di catalogazione, e risponde alle finalità di tutela e di valorizzazione dei beni culturali attraverso la conoscenza dei beni nel loro contesto.

I dati oggi presenti nel Catalogo generale del patrimonio culturale sono forniti dal SIGECweb - Sistema informativo generale del catalogo, realizzato con l’obiettivo di unificare e ottimizzare i processi connessi alla catalogazione del patrimonio culturale, assicurando la qualità dei dati prodotti e la loro rispondenza agli standard nazionali; l’omogeneità delle informazioni è, infatti, il presupposto indispensabile per la loro immediata disponibilità, il corretto utilizzo e la condivisione. Nei prossimi mesi il Catalogo generale del patrimonio culturale includerà anche i dati prodotti e raccolti dai centri di documentazione regionali, che vengono attualmente gestiti e valorizzati a livello territoriale a partire da quelli pubblicati in formato aperto.

All'interno del Catalogo generale dei beni culturali sono consultabili informazioni - codificate da specialisti afferenti ai diversi ambiti disciplinari e adeguatamente formati sugli standard catalografici - sulle seguenti tipologie di beni:

 

 

 

Il nuovo sito del Catalogo generale dei beni culturali

Nell’ottica di contribuire e dare impulso alla digitalizzazione, piena fruizione e valorizzazione delle risorse disponibili in rete, ICCD riavvia in maniera significativa la diffusione dei dati di catalogazione e pubblica il nuovo Catalogo generale dei beni culturali. La nuova interfaccia di consultazione aderisce alla politica nazionale di apertura dei dati per consentire il loro collegamento ad altri dati sul patrimonio culturale, secondo il paradigma dei Linked Open Data.

 

I Linked Open Data sono dati in formato aperto e collegabili ad altri dati. Agevolano il riuso di risorse pubblicate sul web e la interconnessione dei dati attraverso meccanismi di similitudine o di uguaglianza favorendo l’espansione del patrimonio informativo di partenza.

 

Cosa viene pubblicato

La prima fase di pubblicazione riguarda schede di beni con condizione giuridica pubblica e privata sulla base degli specifici livelli di riservatezza previsti dalla normativa ICCD per la corretta gestione della diffusione dei dati. Altrettanta cura è riservata alla salvaguardia del bene in caso di specifiche esigenze di tutela, tramite l’oscuramento dei dati relativi alla localizzazione di dettaglio, come già garantito nelle precedenti attività di pubblicazione.

 

Nelle normative per la catalogazione per gestire la diffusione sul web dei dati contenuti nelle schede di catalogo è stato assegnato a ciascun campo editabile del tracciato (campi semplici e sottocampi) un livello predefinito di visibilità, in relazione alla possibilità che possa contenere o meno dati riservati per motivi di protezione della privacy o di tutela vedi: Schede di catalogo: gestione della visibilità dei dati sul web ICCD, 2014 all’indirizzo:

 http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=7567

 

Nel rispetto di questi criteri, ICCD ha interesse a rendere interamente fruibile l’intero patrimonio di schede finora realizzate consolidando procedure dinamiche per la crescita di una mappa certificata, aggiornata e rappresentativa del patrimonio culturale in Italia con il contributo di ricerca di Soprintendenze, Musei, Regioni, Università, Enti ecclesiastici, altri soggetti pubblici e privati. L’obiettivo a cui l’Istituto sta attualmente lavorando è la realizzazione di una interfaccia per il knowledge graph del patrimonio culturale che sfrutti pienamente le potenzialità di ricerca connesse al nuovo paradigma di pubblicazione dei dati.

 

Nel nuovo Catalogo i dati sono resi accessibili innanzitutto attraverso aggregazioni per autori e per luoghi della cultura. L’homepage si aggiorna continuamente e propone di volta in volta nuovi autori e nuovi luoghi in ordine casuale. A seguire, nella fascia centrale, sono evidenziate le consistenze riferite alle diverse tipologie di beni presenti in Catalogo sistematicamente raccolte in Beni storici e artistici, Beni archeologici, Beni naturalistici, Beni fotografici, Beni demoetnoantropologici, Beni numismatici, Beni architettonici e paesaggistici, Beni scientifici e tecnologici, Beni musicali. Su una mappa in basso sono rappresentati i contenitori di beni e i luoghi della cultura:  L’utente può avere così un utile accesso a un’aggregazione di dati sui luoghi della cultura che agevolano la fruizione in situ del bene culturale.

 

Con una prossima release sarà resa disponibile l’intera rappresentazione su mappa del patrimonio culturale immobile e dei contenitori fisici (chiese, palazzi storici, ecc.) di beni mobili su una pagina dedicata del modulo cartografico.

 

La navigazione di ciascun bene del Catalogo è integrata da informazioni di contesto; una specifica funzionalità consente infatti all’utente di recuperare - da una preselezione fatta da ICCD - altri link della rete utili ad approfondire la conoscenza sugli autori del bene culturale cercato e, in qualche misura, anche sulle opere. Ogni sezione del portale relativa a singole collezioni o distinti istituti è accessibile da permalink espliciti raggiungibili da portali esterni. È stato disegnato un layout di presentazione e di navigazione che può essere adottato sia per la pubblicazione dell’intero Catalogo che per l’accesso alle risorse dei singoli Istituti che conservano le opere.

La scheda autore

Cliccando su un autore, si accede alla visualizzazione della pagina dedicata e, se l’autore è stato collegato ad altre voci d’autore su Wikidata, attraverso questo collegamento si accederà anche ad altre fonti (vedi di seguito, aspetti tecnologici); sulla parte destra dello schermo appariranno informazioni estratte da voci dell’Enciclopedia Treccani. Sempre a destra, in basso, compariranno anche immagini da Wikimedia pertinenti, se disponibili.

La scheda luogo della cultura

Cliccando su un luogo della cultura, si accede alla pagina dedicata al cosiddetto “contenitore fisico” di beni culturali e, se il contenitore è stato collegato al DBUnico e/o a Wikidata, attraverso questo collegamento si accederà anche ad altre fonti (vedi di seguito, aspetti tecnologici). Sulla parte destra dello schermo appariranno informazioni estratte da voci dal DbUnico. Sempre a destra, in basso, compariranno anche immagini da Wikimedia pertinenti, se disponibili.

La scheda bene culturale

Cliccando su un bene, si accede alla pagina ad esso dedicata. La pagina è suddivisa in tre zone. In alto, compare la denominazione (titolo) del bene, con gli estremi cronologici dell’opera e le indicazioni sugli autori. A destra compare un’anteprima dell’immagine (per vedere l’immagine intera occorre cliccarci sopra). A sinistra alcuni dettagli sul bene. Per vedere la scheda di catalogo completa è necessario cliccare sul link alla scheda in formato PDF, generata direttamente dal SIGECweb. Il sistema offe la possibilità di visualizzare anche il codice linked open data della scheda pubblicata sul sito dati.beniculturali.it attraverso un apposito browser (link a RDF). In basso compaiono alcuni possibili suggerimenti sul contesto in cui il bene è collocato (opere dello stesso autore o dello stesso periodo) e la mappa geografica che indica la collocazione del bene.

La ricerca libera

È una ricerca Google like, che consente la ricerca tra tutti i termini dei campi selezionati per essere mostrati all’utente sul sito del Catalogo.

La ricerca avanzata

Consente la ricerca su una serie di elementi informativi trasversali alla maggior parte delle schede di catalogo. E’ possibile cercare sul campo “denominazione” (es. “Primavera”, “Chiesa di San Paolo”), su “definizione dell’oggetto” (es.: dipinto, anfiteatro), su “soggetto” (es.: veduta urbana, scena campestre), sul “periodo cronologico”, su “autore”, su “ambito culturale”, su “provincia”, su “comune”, su “numero di catalogo generale”, su “materia e tecnica”, su “ente” (sia ente schedatore che ente competente per la tutela), su “luogo della cultura”. Avviando l’inserimento nel campo di ricerca, il sistema offre automaticamente i suggerimenti sulla base dei termini effettivamente contenuti nel sito di consultazione.

Le faccette di ricerca

Dalla pagina di ricerca è possibile filtrare i risultati sulla base di alcuni criteri predefiniti (solo risultati con immagini, per categoria, per settore, per tipologia, per regione) oppure filtrare sulla base di alcuni ulteriori campi di ricerca (classificazione, autore, luogo dalla cultura, comune).

Attraverso l’utilizzo di linked open data sono stati collegati automaticamente i dati delle schede di catalogo con i dati presenti negli archivi fotografici di ICCD con l’obiettivo di dare organicità al complesso di contenuti catalografici e immagini fotografiche sul patrimonio che finora sono stati gestiti da ICCD su due distinte banche dati. I risultati di questo collegamento (effettuato al momento solo sugli autori delle opere) sono visibili a partire da una scheda autore (es. “Buonarroti”): il sistema mostrerà sia le schede di Catalogo che i fototipi di opere dell’autore selezionato. In futuro i meccanismi di collegamento saranno estesi anche alle opere (soggetto dei fototipi, e descritto nelle schede).

Particolarità del portale

Grazie ai collegamenti stabiliti tra gli autori del Catalogo e le fonti della Linked Open Data Cloud, le pagine degli autori vengono alimentate con le informazioni recuperate in tempo reale dalla rete e che quindi risultano aggiornate ogni volta che le fonti esterne vengono arricchite con nuovi dati (come ad esempio le date di nascita, data di morte, luoghi, ecc.).

Ogni pagina presenta dei collegamenti a fonti esterne relativi all’autore come VIAF, Library of Congress, Internet Archive, SBN, Wikidata, Treccani  e con le immagini di opere di quell’autore presenti su Wikimedia.

I collegamenti con fonti esterne (interlink) sono stati realizzati in parte con procedure automatiche e in parte con una procedura semiautomatica tramite un’interfaccia grafica che richiede la validazione manuale dei collegamenti: OLAF – Open Linked Authority File (vedi di seguito)

Crowdsourcing

Il Portale è integrato con strumenti di crowdsourcing che consentono l’interazione diretta dell’utente registrato con il sistema per l’arricchimento dei dati sul patrimonio attraverso OLAF. OLAF (Open Linked Authority File), è un’interfaccia che consente di associare gli autori delle opere del Catalogo Generale dei Beni Culturali alle entità presenti su Wikidata e in altre fonti della Linked Open Data cloud connesse a Wikidata (Wikidata funge da “smistatore”, ad esempio verso il VIAF – Virtual International Authority File o l’ULAN del Getty, o il Dizionario biografico Treccani, l’Enciclopedia Treccani, le principali biblioteche nazionali, lo Smithsonian etc.).

 

Come funziona OLAF?  OLAF raccoglie in input i dati sugli autori dal database del Catalogo generale dei beni culturali, ed acquisisce in automatico le informazioni esposte sul Web da banche dati esterne (come Wikidata e VIAF). 

L’interfaccia propone agli utenti registrati di selezionare, tra un ventaglio di uno o più candidati, l’entità di Wikidata più idonea all’associazione. Si può suggerire un’associazione rapidamente, confrontando i dati dei candidati con quelli presenti nel Catalogo dell’ICCD.

Che cosa succede dopo? OLAF è un’interfaccia di crowdsourcing: i dati generati dagli utenti vengono inviati all’ICCD e sottoposti a un processo di validazione scientifica. Dopo la validazione, le associazioni vengono salvate definitivamente nel database del Catalogo (tecnicamente, per ogni autore con un’associazione confermata viene creata una relazione di identità, tramite la property owl:sameAs, che lo collega alla corrispondente entità di Wikidata, indicando che si tratta dello stesso concetto).

Queste associazioni ci consentono di arricchire il portale del Catalogo Generale dei Beni Culturali con le informazioni provenienti da fonti esterne interconnesse: la colonna destra delle pagine degli autori (“dalla rete”) è infatti alimentata da fonti esterne, e le risorse recuperate in tempo reale sfruttando le tecnologie Linked Open Data.

 

Aspetti tecnologici

 Il collegamento ad altri dati viene realizzato a partire dai nomi degli autori, dagli istituti conservatori, dai nomi geografici, dai termini dei vocabolari chiusi e dai thesauri che ICCD ha messo nel tempo a disposizione. I dati del Catalogo in formato LOD sono pubblicati sulla base di modelli concettuali, detti ontologie, che sono alla base del cosiddetto web semantico.

 

Una ontologia è una rappresentazione formale e condivisa dei concetti e delle mutue relazioni che caratterizzano un certo dominio di conoscenza. Descrive e definisce i termini e i concetti rappresentativi di un’area di conoscenza (dominio), nonché le relazioni che li collegano uno all’altro. 

 

Alla base della pubblicazione dei dati del Catalogo vi sono le ontologie di ArCo - Architettura della conoscenza, modelli concettuali che mirano a esprimere la complessa semantica sottesa alle attuali trenta normative catalografiche, rilasciati dall’ICCD insieme all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR tra il 2018 e il 2020 per la strutturazione della conoscenza per i beni culturali. ArCo intende rispecchiare l’analiticità strutturale delle schede elaborate dall’ ICCD nonché a valorizzare il contesto dei beni culturali e a restituire la complessità dell’oggetto “bene culturale”, rafforzando la ricchezza semantica dei dati tipicamente catalografici.

 

Le ontologie di ArCo ancora in via di sviluppo, si compongono di più moduli, tutti resi disponibili su GitHub con licenza aperta. A fine novembre 2020 sono stati rilasciati il modulo ArCo che importa “context-description”, il “cultural-event”, la “denotative-description”, il “catalogue record”, il “catalogue campain”, “immovable property”, “movable property”, e la “location”. ArCo è allineata alle principali ontologie del dominio dei beni culturali (Europeana Data Model, Cidoc-CRM, Bibframe, Cultural-ON etc.). ArCo inoltre fa parte ufficialmente della rete di ontologie per la pubblica amministrazione rilasciate da AgID  e definita OntoPiA (vedi https://github.com/italia/daf-ontologie-vocabolari-controllati).

 

Come nasce questo sito?

Durante la prima fase dello sviluppo di ArCo ICCD ha indetto una Call to Co-Creation rivolta alle aziende informatiche che avevano collaborato allo sviluppo delle ontologie, con l’obiettivo di individuare modalità innovative di fruizione e consultazione del Catalogo generale dei beni culturali che mettessero al centro l’esperienza utente e investigassero le potenzialità di interoperabilità dei dati catalografici prodotti nel corso delle attività di ricerca condotte da diverse istituzioni sul territorio nazionale. Una giuria qualificata ha premiato la RTI Regesta e Synapta, cui si è deciso successivamente di affidare l’incarico di realizzare quanto progettato.

 

Prossimi sviluppi

Nei prossimi mesi sarà sviluppata un’apposita sezione del sito dedicata alla navigazione e interrogazione cartografica del patrimonio culturale. Verrà introdotta la possibilità di utilizzare il framework di interoperabilità per le immagini IIIF che consentirà interessanti interazioni con le immagini del patrimonio già in uso per gli archivi fotografici di ICCD. È prevista inoltre l’integrazione sul sito del Catalogo dei dati aperti dei cataloghi regionali dei beni culturali pubblicati dalle Regioni (si inizia con Lombardia e Sardegna, Emilia Romagna e Veneto). Verrà inoltre integrata nell’interfaccia una sezione di “data visualization” riferita ai linked open data sul patrimonio pubblicati su dati.beniculturali:  tali visualizzazioni dei dati mirano a restituire in forma grafica visualizzazioni sul patrimonio e sulle attività di catalogazione. Sono previste attività di coinvolgimento degli utenti “dal basso”, con strumenti di collaborazione del tipo “Sei un ente e hai una foto migliore di quest’opera? Caricala qui”, oppure “Sei un esperto e vuoi commentare quest’opera?” o, ancora, “Hai una foto e un ricordo di quest’opera? Caricala qui” con il link al portale Scene da un patrimonio. Ulteriori modalità di coinvolgimento potranno essere sviluppate in collaborazione con le Università. Le asserzioni aggiunte saranno identificate in modo che ne sia sempre visibile l’autore.