Fontana della Rocca (già di San Pietro)

a cura di Elisabetta Tortora, pubblicato il 26/06/2026

La Fontana della Rocca, situata presso l’accesso settentrionale al centro storico di Viterbo, testimonia una lunga evoluzione: dall’originaria fontana quattrocentesca, alla monumentale opera progettata nel 1566 da Jacopo Barozzi da Vignola. Realizzata in peperino, reinterpreta in forme rinascimentali alcuni caratteri della tradizione viterbese. Distrutta durante la Seconda guerra mondiale, fu poi ricostruita tra il 1947 e il 1948.

Fotografo non identificato, Viterbo, Porta Fiorentina e piazza della Rocca, ripresa aerea in una foto prospettica dell’Aeronautica Militare, 1931, positivo, bn, negativo numero 277551 Fondo AM, Archivio fotografico AFN – ICCD.
Fotografo non identificato, Viterbo, Porta Fiorentina e piazza della Rocca, ripresa aerea in una foto prospettica dell’Aeronautica Militare, 1931, positivo, bn, negativo numero 277551

dal Catalogo

La Fontana della Rocca si trova nell’omonima piazza, di fronte al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz, in prossimità dell’accesso settentrionale al centro storico di Viterbo, con la Porta Fiorentina. Cesare Pinzi, storico viterbese, testimoniò l’esistenza già nel XV secolo di una fontana di San Pietro alla Rocca, oggetto nel 1449 di un intervento affidato al muratore Nicola Stroncaporri, che comprendeva il rifacimento di una vasca, due cannelle con teste leonine, lo stemma pontificio e quello della Comunità di Viterbo. La trasformazione decisiva avvenne nel 1566, quando fu coinvolto Jacopo Barozzida Vignola, allora impegnato a Caprarola. Una lettera autografa, ricordata da Pinzi, documenta l’incarico dei Priori di Viterbo per il disegno e il modello ligneo della nuova fontana. L’esecuzione fu affidata allo scalpellino viterbese Paolo Cenni. A causa di problemi statici, tra il 1575 e il 1576 fu smontata e ricostruita, consolidandone le fondazioni, sotto la direzione dell'architetto Giovanni Malanca. Interamente realizzata in peperino, la fontana presenta un impianto fortemente geometrico: un basamento ottagonale alterna quattro gradinate ad altrettante vasche sovrapposte; al centro si sviluppano verticalmente una vasca ottagonale e due circolari. Pur appartenendo a una fase successiva rispetto alle fontane medievali “alla viterbese”, ne conserva alcuni caratteri, come l’isolamento nello spazio pubblico, la percezione da più lati e lo sviluppo verticale delle vasche, reinterpretandoli secondo il linguaggio monumentale rinascimentale. La fontana fu poi distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e ricostruita tra il 1947 e il 1948, dalla ditta Luigi Paccosi e figli, utilizzando peperino delle cave della Palanzana.

Giovanni Gargiolli, Viterbo Porta Fiorentina e la fontana di piazza della Rocca, 1904-1905, gelatina ai Sali d’argento, 18x24, E001393 Fondo GFN, Archivi fotografici ICCD
Giovanni Gargiolli, Viterbo Porta Fiorentina e la fontana di piazza della Rocca, 1904-1905, gelatina ai Sali d’argento, 18x24, E001393

Fotografo non identificato, Viterbo – Palazzo Comunale o dei Priori, Piazza della Rocca, fontana, positivo, BN, MPI6062859 Fondo MPI, Archivi Fotografici ICCD
Fotografo non identificato, Viterbo – Palazzo Comunale o dei Priori, Piazza della Rocca, fontana, positivo, BN, MPI6062859

Bibliografia

Pinzi Cesare, I principali monumenti di Viterbo. Guida pel visitatore, Viterbo, 1984

Bussi Feliciano, Istoria della città di Viterbo, Roma, 1742

Bibliografia in rete

La storia della Fontana della Rocca a Viterbo, 26/06/2026 (LINK)