Fontana di Piano
Nel quartiere medievale di Pianoscarano, in piazza Fontana di Piano, fu ricostruita la fontana centrale nella seconda metà del XIV secolo, dopo la distruzione della precedente fonte durante la sommossa del 1367. Realizzata in peperino, essa rielabora la tipologia “a fuso” con una ricca articolazione di archetti, colonnine e figure scolpite. La sua storia testimonia il ruolo centrale dell’acqua nella vita quotidiana e nell’identità della comunità medievale.
Fondo Ferro Candilera, Archivi Fotografici ICCD
Fotografo non identificato, Viterbo - La Fontana di Piano Scarano, 1923, FFC006146
dal Catalogo
La Fontana di Piano sorge nel cuore del quartiere medievale di Pianoscarano, in prossimità della Porta del Carmine, accesso meridionale alla città storica. Il manufatto attuale risale alla seconda metà del XIV secolo e sostituisce una fontana precedente, distrutta nel 1367 in seguito a una sommossa degli abitanti contro la corte di papa Urbano V. Secondo le cronache, l’episodio ebbe origine dall’uso improprio della fonte da parte di alcuni servitori del seguito pontificio, che provocarono la reazione della popolazione: la vicenda testimonia il valore dell’acqua come risorsa essenziale e bene condiviso dalla comunità. La fontana fu successivamente ricostruita, tradizionalmente nel 1376. Con la sua struttura in peperino, riprende la tipologia “a fuso”, ma la sviluppa attraverso una composizione più articolata rispetto agli esempi duecenteschi. Una gradinata circonda la vasca circolare, ritmata esternamente da specchiature rettangolari; dal centro si eleva una colonna con capitello a foglie stilizzate, sulla quale poggia un prisma esagonale: agli angoli sottili colonne tortili scandiscono le facce, aperte da archetti ogivali entro i quali compaiono figure leonine associate all’erogazione dell’acqua. Al di sopra, un tronco di piramide accoglie immagini di santi, mentre una cuspide ornata da motivi vegetali conclude lo slancio verticale del manufatto. La maggiore complessità plastica del fusto, con archetti, colonnine e figure scolpite, distingue la Fontana di Piano dalle più essenziali fontane “a fuso” del XIII secolo e testimonia l’evoluzione trecentesca di questa tipologia. Al tempo stesso, la sua storia resta profondamente intrecciata a quella di Pianoscarano: la fontana non è soltanto il fulcro architettonico della piazza, ma conserva la memoria di un episodio che mostra quanto il controllo e la tutela dell’acqua incidessero sulla vita quotidiana e sull’identità della comunità medievale.
Fondo Ferro Candilera, Archivi Fotografici ICCD
Fotografo non identificato, Viterbo - La Fontana di Piano Scarano – Una donna che attinge acqua alla fontana, 1934, FFC006129
Piana Agostinetti Cecilia, Fontane a Viterbo. Presenze vive nella città, Roma, 1985
Bartoli Langeli Attilio, Merli Sonia, Un aspetto della committenza pubblica in ambito urbano: le fontane, Civiltà urbana e committenze artistiche al tempo del Maestro di Offida (secoli XIV-XV), Atti del convegno per la XXIII edizione del Premio internazionale Ascoli Piceno (Ascoli Piceno 1-3 dicembre 2011), a cura di Maddalo Silvia e Lori Sanfilippo Isa, Ascoli Piceno, 2013
Gregori Lidia, Il quartiere di Pianoscarano, In Maria Grazia Gimma (a cura di), Il centro storico di Viterbo, Viterbo, 2001