Il castello-palazzo di Sangro di Civitacampomarano
La figura di Altabella di Sangro emerge al centro delle dinamiche politiche e patrimoniali che legarono i Di Sangro ai Monforte a metà Quattrocento. Il matrimonio con Nicola di Monforte, definito nel castello di Civitacampomarano, consolidò alleanze e trasferimenti feudali. Le successive scelte politiche del marito, culminate nella ribellione a Ferrante d’Aragona, determinarono la confisca dei territori e l’esilio della famiglia a Mantova, ridefinendo il ruolo e la posizione della contessa.
In ArcheoMolise, Ottobre/Dicembre 2013, n°17 anno V
Kalefati, Alessandro Maria, Impresa araldico-allegorica con aquila bicipite e figura femminile, stemma della famiglia Monforte, da La Dissertazione istorico-critica della famiglia Monforte dei conti di Campobasso, incisione calcografica su carta, 1778, Napoli
Altabella di Sangro (Molise, 1430? – Mantova, 1465), figlia di Paolo di Sangro e di donna Abenante d’Attendolo, fu al centro delle strategie matrimoniali che, a metà del Quattrocento, coinvolsero il casato dei Di Sangro e quello dei Monforte. La sua unione con Nicola (Cola) di Monforte, concordata nel 1447 e celebrata il 21 novembre 1450, fu definita nel castello di Civitacampomarano, sede delle trattative tra i due lignaggi. Qui, alla presenza dei vescovi di Trivento e Guardialfiera, dei Sanframondo, degli Eboli e di notabili campobassani, si procedette alla stipula del contratto nuziale secondo l’uso «per cultellum flexum», che investiva la sposa dei beni mobili e immobili del consorte.
Il matrimonio collocava Altabella al centro della rete feudale compresa tra Campobasso, Gambatesa e Civitacampomarano. I capitoli matrimoniali includevano la cessione ai Monforte dei 205 ducati della rendita di Ferrazzano e, contestualmente, l’ingresso di ulteriori feudi nella sfera del casato di Sangro, rafforzato dalle concessioni ottenute da Paolo di Sangro dopo il passaggio alla parte aragonese. Nello stesso castello di Civitacampomarano, luogo di deposito di documenti e di atti signorili, si definì il trasferimento delle doti e si organizzarono le fasi della successione di Cola, che poco prima delle nozze ottenne il titolo di conte di Campobasso.
La vita di Altabella fu segnata dagli sviluppi politici del marito. Nel 1458 Cola fu nominato governatore degli Abruzzi da Ferrante d’Aragona, ma nel 1459 aderì al partito angioino innalzando lo stendardo di Giovanni d’Angiò anche sul castello di Campobasso. La ribellione comportò la perdita dei principali feudi monfortiani: tra il 1461 e il 1462 l’area di Campobasso fu confiscata e reintegrata nel demanio regio. La situazione rese impossibile la permanenza nel Molise e, nel 1464, la famiglia lasciò il Regno dirigendosi verso Mantova, dove trovò accoglienza presso i Gonzaga e una sistemazione nel castello di Revere.
Le vicende politiche che determinarono l’abbandono del territorio coinvolsero direttamente i luoghi della signoria di Altabella. Il castello di Civitacampomarano, dove erano stati formalizzati gli atti matrimoniali e le prime strategie patrimoniali della coppia, rimase come riferimento documentario della fase iniziale della sua vita coniugale, mentre i territori legati ai suoi diritti e alle sue doti furono progressivamente sottratti ai Monforte nel processo di riconquista aragonese.