Il castello Pandone di Venafro

Jacovella da Celano, "l'amore che il tempo non annulla"
a cura di Mariana Pizza, pubblicato il Dicembre 2025

Jacovella da Celano é esempio del ruolo politico e sociale delle donne nobili nel Mezzogiorno del XV secolo. Contessa di Celano e Venafro, esercitò autorità territoriale e morale attraverso matrimoni strategici, gestione dei feudi e patronagereligioso. Il Castello di Venafro, sua residenza e strumento di governo, riflette l’evoluzione delle fortificazioni locali e l’influenza femminile nella politica e nella società feudale.

Autore non identificato, Jacovella da Celano (sullo sfondo il castello Piccolomini, Celano, AQ) Grafica per il Jacovella da Celano Film Festival, XXI secolo, illustrazione digitale, Celano (AQ)
Autore non identificato, Jacovella da Celano (sullo sfondo il castello Piccolomini, Celano, AQ)

Jacovella da Celano (Celano, 1418 – Venafro, prima del 1471), nota anche come Iacovella, Jacobella, Giovanna o Giovanna della Ratta, fu contessa di Celano e Venafro e baronessa di Carapelle Calvisio. Figlia di famiglie nobili locali, i suoi matrimoni furono strumenti di alleanza politica: il primo con Odoardo Colonna fu annullato da Papa Eugenio IV; successivamente sposò Jacopo Caldora e infine Lionello Accrocciamurro, con il quale ebbe tre figli. Nel corso della sua vita, dovette affrontare conflitti interni: nel 1462 il figlio primogenito Ruggero tentò di appropriarsi dei suoi beni, imprigionandola a Castelvecchio Subequo o nel castello di Ortucchio; solo dopo l’esilio del figlio riprese il controllo dei feudi.

Jacovella promosse anche attività religiose, restaurando chiese e istituzioni ecclesiastiche a Celano e Venafro, in linea con la pratica del patronage nobiliare, e fu celebrata da poeti contemporanei per la sua intelligenza e bellezza.

Il Castello di Venafro, luogo della sua morte, sorge su uno sperone roccioso del colle S. Croce. Le origini risalgono tra IX e XIII secolo, con evidenze di strutture longobarde tra il 1054 e il 1093. In epoca sveva, sotto Federico II, la fortificazione assunse funzione militare, controllando la valle del Volturno e le vie tra Campania e Molise. Con gli Angioini (1266-1442), vennero elevate torri e cortine murarie per il controllo del territorio; sotto gli Aragonese, la famiglia Pandone trasformò il castello in residenza signorile e centro amministrativo, con cortili interni, sale di rappresentanza, ponte cavalcante e due anelli a scarpa collegati al fossato. Sotto il dominio spagnolo (1504-1714) furono adeguate strutture per l’artiglieria e funzioni amministrative; nel XVIII secolo le trasformazioni privilegiano la funzione residenziale ed estetica, con decorazioni interne e maggior comfort.

Recenti restauri hanno consentito di preservare le stratificazioni medievali, rinascimentali e barocche, rendendo leggibile la storia complessa del complesso. La documentazione sulla vita di Jacovella, sui matrimoni, sui conflitti familiari e sulle attività religiose, associata alla morfologia e alle trasformazioni del castello, permette di ricostruire la gestione di feudi e residenze nobiliari nel Molise del Quattrocento.

 

Dal 2012 il complesso ospita il Museo nazionale di Castello Pandone, sotto la gestione del Ministero della Cultura tramite la Direzione regionale Musei Molise. Questo museo interpreta l’intero edificio come parte integrante del percorso espositivo: il castello è considerato “museo di sé stesso”, con valore architettonico e decorativo, mentre nelle sale interne sono esposte opere che documentano la storia artistica e culturale del territorio molisano dal Medioevo al Barocco.

Il percorso museale comprende affreschi originali del XVI secolo (tra cui le celebri rappresentazioni equine commissionate da Enrico Pandone), pitture, sculture, disegni e stampe provenienti da chiese e collezioni locali o da depositi di grandi istituzioni statali. L’allestimento è inteso a valorizzare la produzione artistica regionale attraverso confronti cronologici e stilistici in un contesto che integra architettura, decorazione e collezioni mobili.

https://www.musei.molise.beniculturali.it/musei

 

Lo Jacovella da Celano Film Festival è una rassegna cinematografica promossa dal Comune di Celano (AQ) e dedicata alla figura storica di Jacovella da Celano, che valorizza cortometraggi su storie di persone esemplari e temi sociali. La manifestazione si svolge nella suggestiva cornice del Castello Piccolomini di Celano, con direzione artistica di Corrado Oddi e proiezioni estive di opere italiane e internazionali.

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