I dipinti murali della Sala di Manto (Mantova, Palazzo Ducale)

negativo, ca 1954 - ca 1955
Anonimo (metà Sec. Xx)
metà sec. XX

Le lastre sono scontornate con carta gommata nera. In alcuni casi sulla carta gommata è riportato a mano l'identificativo attribuito da Gabriele Finazzer (H identifica il formato del vetro, 9x12 o 10x12). MATERIALI DI CORREDO: I provini stampati a contatto dalle lastre si conservano in 3 buste pergamine nell'Ufficio patrimonio (ambiente C, 2, 1; Serrandina grande 2, scatola nell'ultimo ripiano inferiore); in allegato ai provini si trovano anche le schedine archivistiche relative a gruppi di lastre con indicazioni dei soggetti: "Salone di Manto - particolari vari durante il restauro" (nn. 129-139); "Salone di Manto - particolare" (nn. 141-142); "Salone di Manto - durante il restauro" (nn. 151-161); "Salone di Manto - veduta della sala" (n. 162); "Salone di Manto - particolare dello Sbarco prima della pulitura" (nn. 167-169); "Salone di Manto - in corso di restauro" (nn. 171-172)

  • OGGETTO negativo
  • SOGGETTO Restauro
    Mantova - Palazzo Ducale - Corte Nuova - Appartamento Grande di Corte Nuova - Sala di Manto
    Pittura - Dipinti murali - Costa, Lorenzo il Giovane (attr.) - Leggenda della fondazione ed edificazione di Mantova
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Anonimo (metà Sec. Xx): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Ducale di Mantova
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Ducale
  • INDIRIZZO Piazza Sordello, 40, Mantova (MN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’insieme di 43 lastre, con particolari anche piuttosto ravvicinati di 4 delle 8 scene del ciclo pittorico che decora la Sala di Manto dell’Appartamento Grande di Corte Nuova nel complesso di Palazzo Ducale a Mantova, fu probabilmente eseguito in occasione dei restauri condotti dal professore Guido Gregorietti tra il 1954 ed il 1955 (si ha notizia dei diversi collaudi positivi eseguiti tra l’inizio di febbraio e la fine di maggio del ‘55, VALLI 2015 nota 2408, p. 494). Effettivamente le fonti documentarie restituiscono diverse notizie sugli interventi di consolidamento, pulitura, stuccatura effettuati solo su 4 dei dipinti murali del ciclo (unitariamente dedicato alla fondazione ed edificazione di Mantova e attribuito a Lorenzo Costa il Giovane) quali la “Fondazione del Ponte dei Mulini”, “Manto, col suo seguito, che decide la fondazione di Mantova”, “Arrivo di Manto sui laghi” e un “soggetto mitologico della indovina Manto” (soggetti così riportati nei documenti rintracciati da VALLI 2015). Oltre alle vedute d’insieme del grandioso salone (lastre nn. 162 e 164, entrambe fotografano la parete est con l’episodio dello "Sbarco di Manto") dove si scorge l’allestimento con parte dei marmi del Museo Statuario (LEVI 1925), le restanti riprese sono immagini delle scene - interi o particolari - dell'"Approdo di Manto sulle rive del Mincio" (parete est, al centro), del "Convito di Manto" (parete sud, prima scena), della "Costruzione del Ponte dei Mulini" (parete nord, prima scena) che paiono coincidere con i murali sui quali intervenne Gregorietti. Una sola lastra (n. 159) documenta il riquadro dipinto con l’episodio identificato usualmente come "Federico II Gonzaga sovrintende le opere di fortificazione di Mantova" ubicato nella parete nord (terza scena, cfr. scheda OA 0303267673-0 della Sala di Manto), difficilmente sovrapponibile all’episodio ricordato nei documenti del 1955 come “soggetto mitologico della indovina Manto”. Fatto salvo che l’insieme delle 43 lastre non sembra documentare i restauri di Arturo Raffaldini condotti nel 1926-1927 sotto la direzione di Clinio Cottafavi, Andrea Schiavi e Nino Giannantoni (cfr. COTTAFAVI 1929 e diverse lastre dell’archivio della Soprintendenza ABAP di Brescia catalogate sul portale Catalogo Generale dei Beni culturali, come 0303230466 o 0303229812), e nemmeno l’intervento conservativo del 1975 eseguito dalla ditta di Assirto Coffani (VALLI 2015, p. 495), si ipotizza che il gruppo di riprese in esame possa riferirsi al biennio 1954-1955. Certamente i negativi furono eseguiti come documentazione visiva a supporto di un restauro: sia le modalità di ripresa - con particolari ravvicinati fotografati a luce radente per mettere in rilievo fenditure nel supporto murario, lacune e sollevamenti della pellicola pittorica - sia le originali schedine archivistiche di corredo - che descrivono le immagini come antecedenti o eseguite durante un intervento conservativo - riconducono l’insieme a materiale operativo finalizzato a lavori di consolidamento dei dipinti. Effettivamente alcune lastre documentano un ‘prima’ e un ‘dopo’ come per il volto del fiume Mincio, dove nella lastra 173 - pur nelle differenti condizioni di illuminazione - appare stuccata la fessurazione dietro il capo della personificazione fluviale ben visibile in 129; o come nella lastra 163 dove sicuramente sono state realizzate numerose integrazioni pittoriche delle lacune rispetto alla 161. In queste ultime due immagini si intravedono inoltre i pali di un ponteggio messo in opera per raggiungere i murali collocati nel registro alto delle pareti della sala: tale impalcatura di restauro ha consentito la ripresa ortogonale anche dei particolari ravvicinati delle scene. Non è attualmente verificabile se le due vedute complessive della Sala di Manto, le già citate riprese 162 e 164 prive di ponteggi, siano state eseguite prima o dopo i lavori condotti nel ’54-’55 oppure in un momento disgiunto da tale intervento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303275109
  • NUMERO D'INVENTARIO da 129 a 139; 141-142; da 151 a 180
  • DATA DI COMPILAZIONE 2023
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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