BOLOGNA/ CHIESA DEL CORPUS DOMINI/ PARTICOLARE CAPPELLA 2a (adiacente tomba Galvani)/ DOPO I LAVORI DI RESTAURO
Riprese della cappella Zambeccari, nella Chiesa del Corpus Domini a Bologna, dopo il restauro postbellico (4 lastre)

negativo insieme, post 1959/01/08 - ante 1973/12/27
Anonimo (xx Terzo Quarto)
XX terzo quarto

L'insieme fotografico è costituito da 4 lastre alla gelatina di formato 18 x 24, 1 orizzontale (N_003562) e 3 verticali (N_003559, N_003564, N_003567). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. I fototipi presentano sul lato emulsione, una mascheratura in carta nera lungo tutto il perimetro

  • OGGETTO negativo insieme
  • SOGGETTO Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945
    Scultori italiani - Sec. 17.-18. - Piò, Angelo Gabriello
    Profeta Isaia e Profeta Geremia - Sculture - Stucco - Sec. 18
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini - Cappella Zambeccari
    Edifici di culto - Chiese - Interni - Cappelle
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO E STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Anonimo (xx Terzo Quarto): fotografo principale
    Piò, Angelo Gabriello (1690-1770): scultore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO Via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Costruito fra il 1477 e il 1480 da Nicolò di Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza, il Corpus Domini è uno dei santuari più cari alla devozione popolare. L'edificio è conosciuto anche con il nome di “Chiesa della Santa” in quanto in esso è conservato il corpo di Santa Caterina de' Vigri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna. Conservando la facciata rinascimentale, Giovan Giacomo Monti rimaneggiò l’edificio nella seconda metà del Seicento, in forma barocca. L’interno è a una navata, con cappelle affrescate da Marcantonio Franceschini e arricchito da sculture di Giuseppe Mazza. La chiesa deve però la sua notorietà all'esuberante portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli. Il santuario venne per la maggior parte distrutto dall’incursione aerea del 5 ottobre del 1943, che abbatté la facciata, il tetto, le volte della nave, alcune cappelle e la parte superiore dei muri di perimetro; inoltre distrusse e mutilò l’interna decorazione ad affresco e a stucco. I quattro negativi in esame (N_003559, N_003562, N_003564 e N_003567) documentano la seconda cappella sul lato settentrionale del santuario, di giuspatronato della famiglia Zambeccari, dopo il restauro postbellico. La fine dei lavori è dimostrata dal ripristino delle nicchie ai lati dell’altare, con le statue dei profeti Isaia e Geremia realizzate da Angelo Piò e dalla doratura delle decorazioni in stucco. Nello specifico, l’insieme delle fotografie è costituito dalla lastra N_003559 che corrisponde ad una ripresa frontale della cappella, il fototipo N_003562 è una vista laterale verso la controfacciata, mentre le matrici N_003564 e N_003567 sono due vedute laterali della cappella verso l’altare maggiore. Prima delle distruzioni belliche, la cappella ospitava sull’altare il quadro di Emilio Savonanzi “La Vergine ai piedi della croce”, ora sostituito dalla tela “Trinità in gloria” di Marcantonio Franceschini. L’inquadratura prospettica delle ultime due lastre rivela la figura allegorica monocroma di Vittorio Maria Bigari posta sul lato sinistro della cappella. Il recupero in corso dell'archivio fotografico SABAP, offre l'interessante opportunità di osservare l'evoluzione degli edifici e dei beni tutelati e restaurati dalla Soprintendenza. Nel caso della Chiesa del Corpus Domini il restauro architettonico dell’edificio religioso iniziò già nel 1946: diversa sorte invece toccò alle decorazioni scultoree e pittoriche delle cappelle del santuario, i cui ripristini subirono diverse battute d’arresto. Dallo spoglio del faldone “BO M 91/ Ex Chiesa e Convento del Corpus Domini o della Santa”, conservato nell'Archivio storico della “Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara”, contenente gli atti, i carteggi e i progetti relativi alla chiesa bolognese, è stata individuata una planimetria della Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia datata 8 gennaio 1959, in cui furono evidenziati in rosso i lavori di restauro alla cappella Zambeccari. In considerazione a ciò, si può definire che l’insieme di lastre realizzate da autore ignoto, sono state eseguite nell’arco cronologico compreso tra il 1959 e la fine del 1973 (data desunta da una relazione della Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia, redatta da Sergio Piconi, in cui viene precisato che i restauri furono ultimati il 27 dicembre di quell’anno)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641932
  • NUMERO D'INVENTARIO N_003559; N_003562; N_003564; N_003567
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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