Bologna/ Chiesa del Corpus/ Domini – Interno/ durante i lavori
Riprese dell'interno della Chiesa del Corpus Domini detta anche Chiesa della Santa a Bologna, durante i lavori di ricostruzione del soffitto della navata (3 lastre)

negativo servizio, 1950/08/00 - 1950/08/00

Il servizio fotografico è costituito da 3 lastre alla gelatina di formato 18 x 24, 2 orizzontali (N_002430, N_002431) e 1 verticale (N_002432). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. Sui fototipi sono visibili le impronte del portalastre

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini
    Architetti italiani - Sec. 17. - Monti, Giovan Giacomo
    Pittori italiani - Sec. 17.-18. - Franceschini, Marcantonio
    Edifici di culto – Chiese - Interni – Impalcature - Ricostruzione postbellica
    Elementi architettonici - Cupole – Volte - Navate
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli (ditta): fotografo principale
    Marcantonio Franceschini: pittore
    Giovan Giacomo Monti: architetto
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Costruito fra il 1477 e il 1480 da Nicolò di Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza, il Corpus Domini è uno dei santuari più cari alla devozione popolare. L'edificio è conosciuto anche con il nome di “Chiesa della Santa” in quanto in esso è conservato il corpo di Santa Caterina de' Vigri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna. Conservando la facciata rinascimentale, Giovan Giacomo Monti rimaneggiò l’edificio nella seconda metà del Seicento, in forma barocca. L’interno è a una navata, con cappelle affrescate da Marcantonio Franceschini e arricchito da sculture di Giuseppe Mazza. La chiesa deve però la sua notorietà all'esuberante portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli. Il santuario venne per la maggior parte distrutto dall’incursione aerea del 5 ottobre del 1943, che abbatté la facciata, il tetto, le volte della nave, alcune cappelle e la parte superiore dei muri di perimetro; inoltre distrusse e mutilò l’interna decorazione ad affresco e a stucco. Il servizio fotografico in esame documenta la ricostruzione del soffitto della navata dopo il duplice bombardamento della seconda guerra mondiale. Le immagini mostrano le impalcature di legno innalzate nella nave, sotto il tetto (N_002430) i cui lavori terminarono nel 1948 (vedi lastre N_001453 e N_001455). Le lastre N_002431 e N_002432 sono vedute interne dei ponteggi ripresi dall'altare maggiore e dalla cupola affrescata da Marcantonio Franceschini. Il negativo N_002431 fotografa il danneggiamento della volta a botte della cappella Angelli Malvezzi. Come desunto dall'iscrizione sui pergamini, il servizio fotografico è stato realizzato dallo studio bolognese A. Villani & Figli, nel mese di agosto del 1950
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641749
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016

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