Documentazione fotografica del convento di San Francesco a Bologna: Chiostro Grande, Chiostro dei Morti e Refettorio Vecchio (1935)

negativo servizio, 1935 - 1935

Tutti i negativi erano originariamente contenuti in buste pergamine, conservate ora separatamente. Quasi tutte le matrici dell'insieme mostrano agli angoli le impronte del portalastre

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Architettura - Conventi - Chiostri - Loggiati - Interni - Facciate - Volte
    Pittori - Italia - Sec. XIV - Francesco da Rimini
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Convento di San Francesco - Chiostro dei Morti - Chiostro Grande - Refettorio Vecchio
    Pittura - Affreschi - Dipinti murali - Storie di Cristo - Storie di San Francesco
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO E STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli (ditta): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il complesso conventuale di San Francesco a Bologna venne fotografato nell'inverno del 1935 dallo studio Villani: tra le 13 riprese si possono ricoscere gli esterni dei due chiostri innevati (il Chiostro minore detto dei Morti e quello Grande), i loggiati del pianterreno e del primo piano del Chiostro Grande (N_001758 e N_001761), il Refettorio Vecchio con il ciclo pittorico di Francesco da Rimini nella parete di fondo (N_001776). E' possibile che le riprese siano state commissionate per documentare il cattivo stato conservativo del convento prima dell'inizio dei restauri: infatti, con l’arrivo nel 1933 di Carlo Calzecchi Onesti (1886-1943) alla direzione della Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna dell'Emilia-Romagna, il complesso francescano conobbe una nuova fase di interventi. Dopo i discussi restauri di Alfonso Rubbiani condotti tra Otto e Novecento sulla parte absidale e sul fianco settentrionale della chiesa, il prospetto laterale verso la collina e la porzione conventuale attendevano ancora una sistemazione. Dalla metà degli anni Trenta, Calzecchi imbastì un vasto programma di lavori che prevedeva come principali opere la realizzazione dell’intero loggiato sui 4 lati del Chiostro dei Morti (recupero della sagoma esterna della Cappella Muzzarelli, affacciata sul fronte orientale del quadriportico), la nuova ridefinizione dello spazio della piazza antistante la basilica con la riconnessione della facciata della chiesa a quella del Refettorio Vecchio e la sistemazione del Chiostro Grande. La scoperta, nell’estate del 1934, delle tracce del quarto lato del loggiato addossato al fianco destro della chiesa (furono rintracciati anche i resti del sepolcro degli Albiroli, si veda N_001890), durante lavori intrapresi dall’Intendenza di Finanza, gettò le basi per il ripristino del quadriportico; una delle lastre del gruppo, la N_001774 dcumenta la messa in opera di coperture a salvaguardia dei sepolcri ritracciati durante i saggi di ricerca. N_001751 mostra poi il loggiato tamponato (in seguito ritrasformato in porticato aperto) del braccio ovest del Chiostro dei Morti sul quale si affaccia il Refettorio Vecchio. La grande aula, ex Salara, è documentata sia in N_001752, che inquadra la parte pianoterra divisa in altezza da un tramezzo, sia in N_001776, dove è mostrata l'altra metà superiore con i resti del grande ciclo di Francesco da Rimini (si vedono i tasselli degli strappi già effettuati in corrispondenza della Crocifissione centrale). Le ultime tre lastre menzionate, di soli interni, riportano sulle relative stampe positive (si veda il paragrafo RO) una data successiva a quella apposta sui pergamini dei negativi: il 14 giugno del 1937. Tale cronologia potrebbe forse riferirsi al momento della stampa dei tre positivi, non escludendo che si tratti di un refuso; un'altra possibilità per le tre lastre - in ragione anche del fatto che dalle inquadrature non si può comprendere se all'esterno ci sia o meno la neve - è che siano state riprese direttamente nel giugno del '37 (si propone una datazione alternativa per solo questo sotto-gruppo). Il recupero del complesso conventuale principiato attorno alla metà degli anni Trenta da Calzecchi, venne sostanzialmente concluso nel 1942 con il nuovo soprintendente Armando Vené, appena un anno prima degli sventurati bombardamenti che colpirono la basilica (Baldini-Monari-Virelli 2014, pp. 46-49)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640582
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017

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