Parma - Affresco dell'Incoronata del Correggio
Riprese dell'Incoronazione della Vergine di Correggio nella Biblioteca Palatina di Parma, prima dello stacco dell'affresco (10 lastre)

negativo servizio, ca 1937 - ca 1937

Il servizio fotografico è costituito da 10 lastre alla gelatina di formato 13 x18, 3 orizzontali (N_000585, N_000586, N_000796) e 7 verticali (N_000583, N_000584, N_000589, N_000590, da N_000797 a N_000799). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. Si segnala che la lastra N_000583 è rotta

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Pittori - Italia - Sec. XVI - Allegri, Antonio, detto Correggio
    Pittura - Affreschi - Dipinti murali
    Italia - Emilia Romagna - Parma - Biblioteca Palatina - Galleria dell'Incoronata - Incoronazione della Vergine
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli (ditta): fotografo principale
    Antonio Detto Correggio: pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Presso l’archivio fotografico storico della Soprintendenza BAP di Bologna si conserva un interessante documentazione fotografica - interamente costituita da lastre negative - prodotta in occasione dello stacco dell’affresco dell’Incoronata di Correggio, effettuato il 3 agosto 1937 da Enrico Podio (vedi BIB, A. O. Quintavalle 1939 e 1948). I fototipi comprendono anche le riprese della situazione precedente l’intervento (da inventario N_000583 a N_000586, N_000589, N_000590 e da N_000796 a N_000799: 10 negativi dello studio Villani con differenti particolari della Vergine e del Cristo), quando ancora l’opera si trovava nella galleria eponima, appunto detta dell’Incoronata, all’interno della Biblioteca Palatina a Parma. E’ necessario soffermarsi sulla lunga storia conservativa dell’affresco, originariamente dipinto da Correggio tra il 1522 ed il 1523 (la letteratura non è concorde sulla datazione: nella scheda di catalogo del museo, compilata nel 1998, viene riportata l'ipotesi della primavera-estate del '22, mentre nel 2008 per la mostra su Correggio si posticipa di 1 anno, vedi BIB) nel catino absidale della chiesa parmense di San Giovanni evangelista, dal quale fu asportato con tutto il supporto murario per sopravvenute necessità controriformistiche di modificare, allargandola, l’abside. Del primigenio affresco fu salvata la sola parte centrale della Vergine con il Cristo che la incorona di stelle: andarono perdute le figure laterali di angeli, putti e santi; soltanto qualche frammento di testa di putto venne preservato e si conserva attualmente presso la National Gallery di Londra. Il trasporto a massello dell’Incoronata venne effettuato attorno al 1587, non prima di essere copiato dal pittore Cesare Aretusi (1549-1612) che dipinse in seguito sul nuovo catino absidale una replica dell’opera di Correggio (vedi lastre da N_000571 a N_000574). Il frammento originario venne poi trasferito nel 1588 presso l’oratorio ducale della Rocchetta, dove rimase fino agli inizi del Settecento, quando il duca Francesco Farnese (1694-1727) decise di raccogliere nel Palazzo della Pilotta la collezione pittorica e di opere d’arte della famiglia, creando nella galleria del Corridore la sua quadreria e facendo murare nella nicchia terminale della sala, il dipinto di Correggio. In merito a tale collocazione sono state rintracciate due riprese, N_000588 e N_000587, che mostrano rispettivamente l’interno della galleria dell’Incoronata della Palatina con l’affresco collocato nella parte terminale e l’esterno incompiuto del braccio del Corridore; si tratta di lastre probabilmente eseguite in stretta vicinanza all’inizio dell’intervento di stacco dell’agosto del 1937 (si noti l’impalcatura già in essere nella nicchia della Palatina). Soltanto due anni dopo la grande mostra dedicata al maestro presso la Galleria Nazionale di Parma (centenario del 1935), il direttore dell’istituzione (in quel momento denominata Regia Galleria) Armando Ottaviano Quintavalle, assistito da una commissione artistica formata dal professore Roberto Longhi e da Carlo Calzecchi, soprintendente all’Arte Medioevale e Moderna dell’Emilia e della Romagna, deliberò lo stacco dell’affresco, in seguito alla disamina dello stato conservativo. Si cita da Quintavalle (vedi BIB, 1939 a p. 42, 1948 a p. 51): “Le varie traslazioni del dipinto, […] soprattutto l’ultima collocazione in una volta reale di un salone , oggi della Biblioteca Palatina, con una inclinazione in avanti di circa 45 gradi, in una statica impensabile che non avrebbe resistito al peso ed al tempo, aveva dato luogo man mano, a lesioni ed a crepe, che credute superficiali erano state mascherate con rattoppi posticci, mentre le lacune venivano volta a volta campite a tempera, per cui l’affresco era stato quasi del tutto coperto”. Come ricordato, lo stacco venne effettuato il 3 agosto del 1937 dal restauratore Podio che seguì diverse riprese sia del disegno preparatorio, venuto alla luce sotto lo strato pittorico, sia dell’opera staccata, trasportata arrotolata presso il suo laboratorio di restauro in via Bertoloni 2/11 a Bologna (vedi scansione del timbro ad inchiostro presente sul pergamino della lastra N_000584). Sotto l’intonaco venne dunque ritrovata la sinopia (tracciata a pennello da Correggio sull’arriccio, dalla quale emerge un ultimo ripensamento sulla figura di Cristo, che qui trattiene il manto con la sinistra, mentre nella redazione finale impugna lo scettro), ripresa in una fase immediatamente successiva lo stacco (veduta d’insieme di Podio N_000539, particolari della Vergine N_000540 e di Cristo N_000541, entrambi dello studio Villani) e nuovamente in seguito al suo restauro e al risarcimento delle lacune, come in N_000605 e N_000606 (entrambe di Podio), dove è parzialmente visibile anche la cornice monocroma di gusto neocinquecentesco dipinta da Girolamo Magnani attorno alla nicchia della biblioteca. [LE NOTIZIE STORICO-CRITICHE PROSEGUONO IN OSSERVAZIONI, PER MANCANZA DI SPAZIO]
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800634225
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2015

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