Bologna - Chiesa di S. Giovanni in Monte - Aquila di Nicolò dell'Arca

negativo servizio, ca 1948/01/28 - ca 1948/01/28
Alfonso Zagnoli
notizie 1908-1957
Niccolò Dell'arca
1435ca -1494

Servizio composto da 5 lastre negative originariamente contenute in pergamino; tali buste, con iscrizioni e annotazioni, si conservano separatamente. All'interno dei pergamini sono state rinvenute schede inventariali dattiloscritte con le stesse indicazioni

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Italia - Emilia-Romagna - Bologna - Chiesa di San Giovanni in Monte
    Scultori - Italia - Sec. 15. - Niccolò dell'Arca
    Scultura - Terrecotte
    Uccelli - Rapaci - Aquile
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Alfonso Zagnoli: fotografo principale
    Niccolò Dell'arca: scultore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'incursione aerea su Bologna del 29 gennaio 1944 fu particolarmente devastante e causò i maggiori danni ai monumenti. Nella chiesa di San Giovanni in Monte il protiro della facciata fu colpito gravemente dalle schegge di una bomba caduta sulla gradinata. Questo provocò il rovinoso crollo dell'aquila in terracotta di Niccolò dell'Arca, collocata nella nicchia sopra l'ingresso, e la sua frammentazione. Presso l'Archivio storico della Soprintendenza ai Monumenti (STORICO I BO M 14) sono conservati alcuni documenti relativi a questo delicato restauro, in particolare una lettera dell'allora Sovrintendente Alfredo Barbacci, indirizzata al Ministero e datata 22 gennaio 1946. Barbacci descrive le operazioni svolte per il recupero della scultura: "Questa Soprintendenza intraprese il restauro dell'aquila riuscendo a ricomporre, cementando i frammenti e unendoli posteriormente con grappe di rame, la scultura". Furono eseguite integrazioni delle parti mancanti, soprattutto nelle ali riproducendo a masse chiaroscurali "ma trascurando la strigliatura delle penne, così da nascondere al profano, non allo studioso, le lacune". Le modalità del restauro sono descritte in maniera più estesa nel contributo pubblicato dallo stesso Barbacci nel Bollettino d'Arte del 1948 in cui troviamo alcune delle immagini che compongono il servizio (N_001539, N_001542) insieme ad altre che testimoniano lo stato frammentario dopo la caduta (si veda scheda NCTN 0800634255) quando fu necessaria una capillare ricerca dei materiali reimpiegabili . “Con certosina pazienza si raccolsero i frammenti grandi e piccoli, frugando accuratamente nel cumulo delle macerie e persino vagliando il terriccio, riuscendo a ricuperare la maggior parte della preziosa terracotta" (Barbacci 1948, p.78). E' interessante in questo articolo valutare l'importanza della fotografia proprio ai fini di un recupero filologicamente corretto dell'opera: "Il metodo seguito nel restauro è il seguente. Con la guida di una chiara fotografia, presa prima del crollo, si sono dapprima riordinati i frammenti, disponendoli nella relativa posizione originaria. Quindi, a piccoli gruppi, secondo le dimensioni, si sono saldati con mastice e rinforzati a tergo". Contestualmente furono eliminati restauri grossolani ed integrate le parte mancanti, venne rimossa una vernice bituminosa con il conseguente recupero del cromatismo originale. Nell’Avvenire d’Italia del 20 agosto 1949 si dice imminente il ritorno dell’aquila di Nicolò, “ricomposta e completata che ritornerà ad aleggiare sul portale della chiesa”. Il Giornale dell'Emilia del 27 marzo 1950 si comunica che temporaneamente la scultura si trova all'interno della chiesa, su uno degli altari, in attesa del suo ricollocamento nella nicchia e questo proposito il Presidente dell'Ente Provinciale per il Turismo, dott. Giancarlo Pascale, suggerisce in una lettera a Barbacci di mantenere l'originale all'interno della chiesa e di collocare all'esterno un calco. La risposta sarà negativa in quanto, secondo il Sovrintendente, la scultura è ben protetta dal protiro e dunque al riparo da eventi atmosferici corrosivi e ben visibile grazie alla luce naturale. Si confronti con una fotografia dell'insieme a restauro ultimato (la lastra in esame purtroppo è rotta) realizzata dallo Studio Villani nel 1947 (NCTN 0800641275)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641269
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016

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