Documentazione fotografica dell'intervento di restauro alla Cappella Muzzarelli di San Francesco a Bologna, 1949-1950

negativo documentazione di restauro, ca 1949/06/00 - ante 1950/09/00
Alfonso Zagnoli
notizie 1908-1957
Antonio Di Vincenzo
1350 ca-1402 ante

Tutti i negativi erano originariamente contenuti in buste pergamine, conservate ora separatamente. Quasi tutte le matrici dell'insieme mostrano agli angoli le impronte del portalastre

  • OGGETTO negativo documentazione di restauro
  • SOGGETTO Architetti - Italia - Sec. XIV - Antonio di Vincenzo
    Architettura - Cappelle - Interni - Restauro
    Volte - Pavimenti - Pilastri - Ponteggi
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di San Francesco - Cappella Muzzarelli
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI Alfonso Zagnoli: fotografo principale
    Antonio Di Vincenzo: architetto
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La basilica di San Francesco a Bologna, nota per le operazioni di restauro condotte tra Ottocento e Novecento da Alfonso Rubbiani e dalla sua Gilda, venne duramente colpita nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Già inserita nell’elenco dei monumenti nazionali del 1902, la chiesa fu bombardata in tre differenti occasioni: il 24 luglio 1943, il 25 settembre del medesimo anno e il seguente 22 marzo. Le incursioni andarono a colpire il complesso poco dopo la conclusione di una serie di lavori che avevano interessato il restauro del convento con interventi all’esterno della Cappella Muzzarelli per il recupero del Chiostro dei Morti. L’originaria architettura gotica della cappella dovuta ad Antonio di Vincenzo venne in parte obliterata da opere seicentesche (“scalpellati i capitelli in macigno” furono nascosti da cornici in gesso, ugualmente i costoloni che percorrevano le vele delle crociere e dell’abside vennero eliminati e la muratura appianata con gesso ed incannucciati, oltre alle bifore trasformate in semplici aperture rettangolari, Amaldi 1950, p. 337). A partire dalla seconda metà degli anni Trenta, con i menzionati lavori al Chiostro dei Morti, si operò sull’esterno della Muzzarelli liberandola dalle sovrastrutture che impedivano la piena vista delle forme architettoniche, articolate nel corpo centrale di raccordo tra abside poligonale e atrio (furono rinvenute diverse tracce delle bifore). Come informa l’architetto della Soprintendenza ai Monumenti di Bologna, Vittore Amaldi, che ne diresse il restauro, i lavori alla cappella nel dopoguerra vennero compiuti tra il giugno del 1949 ed il settembre del 1950 (il coperto fu gravemente danneggiato durante il conflitto). La sequenza di fototipi qui proposta, eseguita interamente dal fotografo Alfonso Zagnoli, ripercorre alcuni passi fondamentali di tale recupero architettonico: dalle due immagini che precedono l’inizio dell’intervento (N_001296 e N_001297) sino alle tre lastre finali a restauro pressoché ultimato (N_001387, N_001388 e N_001389); il ‘racconto visivo’ di Zagnoli trova riscontro in maniera puntuale nel contributo di Amaldi, che contiene pubblicati alcuni dei fototipi tra quelli esaminati nella presente scheda. Il fotografo, che intervenne in diverse occasioni anche riprendendo altre parti del complesso francescano, dovette lavorare a stretto contatto con la soprintendenza committente delle immagini: man mano che il procedere dei lavori portava alla luce tracce dell’originario tessuto architettonico, l’operatore registrava le novità (si cita da Amaldi: "tutti gli assaggi positivi effettuati sono stati rilevati e fotografati quale documentazione", p. 339). Tale incarico fu condiviso da Zagnoli assieme ad un’altra ditta bolognese, lo studio fotografico Villani, chiamato a lavori già principiati nel 1949 per documentare - tra le altre cose - il ritrovamento, sotto il pavimento dell’abside, della tomba del committente della cappella, Lippo di Giacomo Muzzarelli (vedi RSE, scheda NCT 0800640562). Le riprese Zagnoli partono cronologicamente dalle due lastre citate N_001296 e N_001297 che mostrano rispettivamente una veduta d’insieme verso l’abside e un’immagine della parete destra (che affaccia sul Chiostro dei Morti); in entrambe la cappella è sgombra dalle seggiole accatastate di lato: le immagini dovettero essere eseguite in un’unica occasione nel giugno del 1949, a ridosso dell’inizio dei lavori. Le 7 lastre che vanno da N_001302 a N_001308 sono ugualmente datate al giugno di quell’anno, ma non è semplice stabilire la loro contemporaneità; se N_001302 mostra la finestra della seconda campata sinistra con la zoccolatura della colonnina della bifora originaria, N_001308 fotografa una delle aperture absidali, mentre N_001305 e N_001307 documentano il rinvenimento delle primitive decorazioni architettoniche (rispettivamente capitelli dentellati e resti di costoloni che percorrevano le volte). In N_001304 e N_001306 è ben visibile il ritrovamento dell’originale piano di calpestio, rintracciato sotto il pavimento seicentesco a 40 centimetri di profondità (N_001306 mostra il gradino in pietra scoperto nella parte absidale). Confrontata con questi ultimi due fototipi la situazione di N_001357 sembra abbastanza prossima: la sopraelevazione absidale è già in luce e il pavimento che percorre l’intera aula è quello scoperto con l’intervento di recupero. Un secondo lotto di immagini Zagnoli risale al luglio del ’49 (6 lastre: N_001309, N_001310, da N_001313 a N_001316): documenta il rinvenimento di tracce di colorazione rossa lungo gli spigoli dei pilastri e delle volte (N_001309, N_001310, N_001314), oltre alla scoperta delle impronte dei peducci terminali a sostegno delle costolonature della volta absidale ad ombrello (N_001313 e N_001316) con il recupero della chiave di volta (N_001315). [SI PROSEGUE IN OSSERVAZIONI]
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640561
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017

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