Quattro elementi

volta,

Volta a specchio affrescata

  • OGGETTO volta
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Giulio Romano (1499 Ca./ 1546): disegnatore
    Rinaldo Mantovano (1502/ 1540): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Complesso Museale di Palazzo Ducale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Ducale/ D, 1, 24/ Camerino dei Cesari
  • INDIRIZZO p.zza Sordello, 40; p.zza Paccagnini, 3, Mantova (MN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La volta a specchio del camerino presenta, nella zona inferiore, lacerti di discrete dimensioni di una decorazione a fresco originariamente estesa all'intera copertura, senza soluzioni di continuità architettoniche: una scelta ripetuta, nello stesso appartamento, sulla volta della sala di Troia e che si ricollega, in parte, al precedente della sala dei Giganti di Palazzo Te. Osservando la volta dal lato ovest, verso la camera delle Teste, in senso orario, si riconoscono: un vegliardo con barba e capelli bianchi (probabile personificazione di un Vento) accompagnato da una figura femminile in atto di riversare due vasi, il cui modello, caratterizzato da una seconda figura femminile con recipienti, è conservato a Windsor (Royal Library); più a destra, un Vento e due figure femminili, di cui l'una in atto di versare grano nel setaccio retto dall'altra: il relativo disegno preparatorio è conservato a Chatsworh (Devonshire Collection), e ad esso si associa il disegno di analogo soggetto conservato a Monaco (Staatliche Graphisce Sammlung), considerato da L'Occaso ulteriore testimonianza grafica originale della decorazione della volta; sul lato nord, il busto della dea Diana tra le nubi; sul lato est, un Vento con fulmine nella mano destra e un putto alato in atto di reggere una targa priva di iscrizione, lo sguardo alzato verso il centro della volta: anche di questa scena si conserva il relativo modello (Berlino, Kupferstichkabinett); più a destra, un altro Vento e due figure femminili, di cui una sicuramente impegnata nel riversare quanto raccolto in grembo, nella veste; sul lato sud, infine, le figure sono totalmente scomparse e in loro luogo si osservano nubi, in gran parte dipinte nel corso del restauro del 1926 ca: secondo Hartt poteva qui figurare Apollo, in posizione opposta a Diana. Talvacchia, ripresa da Koering, propone che i quattro Venti simboleggino anche gli Elementi, rispettivamente, dal primo Vento sul lato ovest in senso orario: Noto-acqua , Borea-terra, Eurus-fuoco e Zefiro-aria. La relazione sottolineata da Hartt tra eventi della natura e corso delle vite umane dei Cesari, secondo l'opera di Svetonio, evidenzia la sottomissione degli imperatori, i cui ritratti sfilavano alle pareti del camerino, al mondo celeste, agli elementi, e allo scorrere del tempo (Notte/Diana e Giorno/ Apollo). Koering ipotizza che al centro della volta fosse dipinto Giove, signore dell'Olimpo nonché dio che presiede all'azione dei Venti, ma anche allusione al potere imperiale di Carlo V d'Asburgo, cui i capi militari (tra cui Federico II Gonzaga) riservano la loro obbedienza e fedeltà. Il recente confronto con gli affreschi della torre di Corte Castiglioni a Casatico di Marcaria (Mantova), che ripropongono, in parte variandola, l'iconografia della volta del gabinetto, ha consentito a Berzaghi di confermare la presenza di Apollo sulla testata opposta a Diana e di ipotizzare che al centro della volta, così come a Casatico, fossero dipinte le quattro divinità Giunone, Giove, Minerva e Venere. Gli affreschi, di cui Cottafavi (1928) ricorda che “raschiature all'intonaco […] avevano da tempo messo in luce qualche frammento”, furono restaurati nel 1926 ca. da Arturo Raffaldini, che colmò le estese lacune riproponendo il motivo delle nubi
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303267709-1
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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