Piacenza/ Basilica di S. Savino - Fianco
Riprese della Chiesa di San Savino a Piacenza, nel 1931 (4 lastre)

negativo servizio, 1931 - 1931
Gianni Croce
1896-1981

Il servizio fotografico è costituito da 4 lastre alla gelatina di formato 18 x 24, 3 orizzontali (N_001247, N_001248, N_001250) e 1 verticale (N_001249). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. Si segnala la presenza su tutti i fototipi, di un'etichetta incollata sul lato emulsione. Sulle matrici sono visibili le impronte del portalastre

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Italia - Emilia Romagna - Piacenza - Chiesa di San Savino
    Elementi architettonici - Arcate - Finestre
    Spazi pubblici - Strade urbane
    Architettura - Palazzi – Sec. 17
    Architettura sacra - Chiese - Sec. 12
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI Gianni Croce: fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La basilica, fondata dal vescovo Savino nel V secolo, fu distrutta dall'incursione ungara nel 902 e fu ricostruita nel corso della seconda metà del XI secolo per volontà del vicario Sigifredo. Determinante per la rinascita del complesso, fu la conduzione del convento da parte del potente ordine monastico benedettino. La chiesa venne profondamente rimaneggiata nella sua struttura interna durante il Quattrocento ed il Seicento, periodo in cui fu chiuso l'accesso alla cripta e furono atterrate le absidi romaniche. Nel 1721 venne costruita una nuova facciata barocca su progetto dell'architetto Giovanni Battista Galluzzi. Nel 1810, in seguito al decreto imperiale di Napoleone che sancì la soppressione nel Regno d’Italia di tutti gli edifici, delle corporazioni e delle congregazioni ecclesiastiche, venne chiuso anche il monastero di San Savino. L'interesse della basilica come monumento medioevale da recuperare nel suo aspetto originario, iniziò a manifestarsi già a metà del XIX secolo, ma fu necessario attendere la fine dell'Ottocento per vedere affidato all’architetto Camillo Guidotti e all'ingegnere Ettore Martini un progetto di ripristino complessivo del tempio. Questi poderosi lavori di recupero iniziati nel 1902, si conclusero nel 1903 con una solenne inaugurazione. Nei decenni successivi non vennero effettuati lavori di restauro: solamente nel 1919 il sacerdote cercò di promuovere la demolizione della facciata barocca, senza però ottenere alcun significativo consenso. Il servizio fotografico in esame è la documentazione dei muri perimetrali del complesso monastico di San Savino nel 1931, forse per comprovare lo stato di fatto. Nel dettaglio, il fototipo N_001247 è l'angolo dell'edificio seicentesco addossato alla facciata della basilica ripreso da via Roma; la lastra N_001248 è una veduta del lato nord del monastero; i negativi N_001249 e N_001250 sono dei particolari delle vetrate dei corpi longitudinali del convento su via Roma. Come desunto dalle iscrizioni sui pergamini, i fototipi sono stati realizzati dal fotografo Gianni Croce
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641805
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • LICENZA CC-BY 4.0

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