Chiesa di S. Maria dei/ Servi - Rifacimento delle/ volte - ricerche e restauri/ pittorici/

negativo servizio, 1953/08/00 - 1953/08/00

Le lastre erano originariamente contenute in buste pergamine, conservate ora separatamente in una scatola. I segni sono del portalastra sono difficilmente ravvisabili in quanto nascosti dalla mascheratura

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Pareti - Intonaci - Affreschi
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di Santa Maria dei Servi
    Architettura sacra - Chiese - Restauro <1952-1953>
    Decorazione architettonica - Fregi
    Pittori italiani - Sec. 14. - Vitale da Bologna
    Pittori italiani - Sec. 14. - Simone dei Crocifissi
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Zagnoli, Alfonso (notizie 1908-1957): fotografo principale
    Vitale Da Bologna (1330-1359 Notizie): pittore
    Simone Dei Crocifissi (1355 Notizie-1399):
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO Via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il servizio, realizzato nell’agosto 1953 da Alfonso Zagnoli, documenta del ritrovamento di affreschi trecenteschi sotto gli intonaci della chiesa di Santa Maria dei Servi. A seguito di cadute di intonaco dalle volte della navata maggiore nel febbraio 1952 il Genio Civile in collaborazione con il Provveditorato Generale alle Opere Pubbliche e la Soprintendenza ai Monumenti disposero una serie di interventi di ricognizione sullo stato delle strutture. Si individuarono molteplici fratture e lesioni delle volte collabenti tali da minare la stabilità e la sicurezza dello stabile. Tra l’aprile e il maggio del 1952 vennero disposti dunque i ponteggi per i lavori di restauro delle volte della nave maggiore e dell’adiacente navata settentrionale. Si procedette all’abbattimento e ricostruzione in laterizio armato delle vele di alcune delle volte e la messa in sicurezza delle altre. Contestualmente a queste opere la Soprintendenza ai Monumenti dispose una preventiva ricognizione sugli intonaci che si concretò in un’opera generale di raschiatura delle superfici da cui emersero le originarie decorazioni trecentesche delle membrature architettoniche obliterate da tinte recenti e giudicate “di esecuzione assai grossolana” (Ex Soprintendenza BAP - Archivio Storico II – Bo/M71 – lettera inviata dalla Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia al Ministero della Pubblica Istruzione in data 22 maggio 1953). Gli assaggi di raschiatura si estero anche ai soffitti e alle pareti di gran parte dell’ambulacro meridionale e portarono alla luce affreschi che, seppure in gran parte mutili, risultarono di grandissima qualità e si giudicarono preziosissimi indizi per poter ulteriormente circostanziare le fasi costruttive della chiesa. In particolare furono di grande interesse gli affreschi rinvenuti nelle prime due campate del peribolo absidale che furono riconosciute da Cesare Gnudi, allora Soprintendente alle Gallerie, come mirabile opera di Vitale da Bologna, permettendo di datare le strutture architettoniche interessate ad un periodo non successivo al 1361 (presunto anno di morte dell’artista) e dunque anteriore agli interventi di ampliamento e ristrutturazione della primitiva chiesa operati dal servita Andrea Manfredi da Faenza collocabili tra il 1381 e il 1396 (Niccoli 1961, pp. 80-81). Sono stati rinvenute pitture murali a decorazione degli spicchi della volta della prima campata rappresentanti i dottori della chiesa (N_002649 e N_002658) che proseguono solo parzialmente ed in maniera difficilmente leggibile nella seconda campata. Negli intradossi dei due archi trasversali si dispiega una decorazione a rombi e a tondi con una teoria di Santi e di Padri serviti. Nelle pareti del tornacoro della prima campata è stata riconosciuta al di sopra del cinquecentesco monumento sepolcrale a Lodovico Leoni, una assai frammentaria Assunzione della Vergine, mentre nella corrispondente parte apicale della parete opposta rimangono tracce di affresco raffiguranti un padiglione. Quest’ultima superficie doveva essere solo parzialmente affrescata ab origine per la presenza di un’arcata solo successivamente tamponata che si apriva sul coro. Sull’intonaco della tamponatura è stato rinvenuto un lacerto di affresco con il volto del Bambino (N_002656) evidentemente di datazione più avanzata rispetto al resto (Niccoli 1961, p. 83). Nelle pareti destra e sinistra della seconda campata il ciclo prosegue con Storie della Maddalena disposte su tre registri e inframezzate verticalmente da decorazioni a racemi e figurette. Sono stati rintracciati inoltre in questa occasione nell’arco che divide il presbiterio dal peribolo absidale sul lato a settentrione dipinti murali rappresentanti la Vergine in attesa (N_002657) e un Angelo e San Giuseppe da datarsi alla seconda metà del Trecento, ascrivibili a Simone dei Crocefissi (Buitoni 2014, pp. 36-39 e D’Amico 1994). Questi si aggiunsero alla già scoperta Trinità (N_002655) attribuita da Longhi a Simone dei Crocefissi, ma da doversi leggere come opera del tardo Vitale (D’Amico 1994, p. 182). I negativi in trattazione illustrano con dovizia di dettagli le pitture murali al termine delle operazioni di restauro. L’intero servizio fu eseguito in almeno due distinti momenti. La prima fase è da corrispondersi per la maggioranza dei fototipi alla conclusione dei lavori prima dello smontaggio dei ponteggi. La dettagliata e articolata documentazione delle scene affrescate, comprese quelle in posizioni sommitali, non sarebbe stata infatti possibile senza l’ausilio di sopraelevazioni. I negativi N_002649 e N_002658 illustrano invece i risultati conseguiti a seguito del restauro nel momento successivo al disallestimento delle impalcature con un’inquadratura complessiva delle campate con punto di vista dal basso verso l’alto. L’Archivio Fotografico della Soprintendenza conserva le lastre negative dei servizi firmati Alfonso Zagnoli. Si fa rinvio alle schede NCT 0800641487 – NCT 0800641488 – NCT 0800641489 – NCT 0800641490
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641491
  • NUMERO D'INVENTARIO N_002649-N_002660
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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