Madonna col Bambino, Galactotrophusa. Madonna col Bambino
dipinto
post 1400 - ante 1450
Ignoto (bottega)
1596
Il dipinto raffigurante Madonna che allatta il Bambino (Galaktotrophousa), proviene dalla chiesa di Santa Pelagia. L'opera è eseguita a tempera su tavola ed è riconducibile secondo specifiche bibliografiche ad un ignoto pittore di ambito messinese del XV secolo
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tavola/ pittura a tempera/ doratura
- AMBITO CULTURALE Ambito Messinese
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ATTRIBUZIONI
Ignoto (bottega): pittore
- LOCALIZZAZIONE Museo Regionale "Maria Accascina"
- INDIRIZZO Viale della Libertà, 465, Messina (ME)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Non si conosce l’originaria ubicazione della tavola, non citata dalle fonti storiche, ma è nota la provenienza successiva dalla chiesa di Santa Pelagia. L’opera pertanto è precedente alla costruzione dell’edificio eretto dopo il 1537, per volere del Viceré Gonzaga che fece demolire l’antica chiesa di Santa Croce dei Canonici Regolari del Santo sepolcro di Gerusalemme. Il dipinto è definito dalla critica del XX secolo di stile bizantino con datazioni ed ambiti di esecuzione non sempre concordanti. Il Garrison lo riferisce al secondo quarto del XIV secolo, mentre il Ragghianti l’anticipa agli inizi del secolo, riconducendolo ambedue a pittore adriatico presumibilmente per le caratteristiche del segno marchiato dei contorni della raffigurazione. Il Mauceri dapprima, poi il Consoli e successivamente la Campagna Cicala, invece lo ritengono di pittore del XV secolo, per i caratteri stilistici e iconografici attinti da modelli orientali diffusi in ambito mediterraneo e riadattati attraverso un linguaggio semplificato di estrazione locale. Infatti l’immagine della Madonna ritratta a figura intera è una modificazione occidentale che si innesta in un patrimonio culturale siciliano. I nimbi decorati a pastiglia sono presenti in altre opere del territorio isolano. Nell’impostazione strutturale dell’arco acuto con i santi nei pennacchi guarda, invece, ad un modello diffuso in ambito toscano e nel versante veneto adriatico, tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento. Una forte affinità esecutiva si ravvisa con la Madonna galactotrophusa, definita dei Miracoli, della chiesa del villaggio di Sperone nella frazione di Messina, che mostra una similare impostazione figurativa e identico modello per il volto della Vergine e del Bambino. Emergono medesimi caratteri espressi attraverso un linguaggio più popolare e snellito da colori puri di accostamento. Il disegno in ambedue le opere è semplificato dalle linee di contorno che al contempo segnano un panneggio schematizzato, privo di movimento e con decoro sovrapposto che rende l’immagine appiattita. Pertanto la presenza di queste due tavole nello stesso territorio induce a considerare l’ipotesi di un’ unica bottega di esecuzione, di residenza locale messinese in attività nei primi anni del XV secolo
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900384929
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0