Lapide ai Tramvieri. figura di soldato: fante

monumento ai caduti a lapide, post 1918 - post 1918

La lapide bronzea è caratterizzata da una finestra rotonda alla quale si affaccia un mezzo busto di fante; alle sue spalle la ruota e l'ala dei ferrotranvieri. E' oggi collocato su due sostegni verticali

  • OGGETTO monumento ai caduti a lapide
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione
  • ATTRIBUZIONI Rancati Ugo (1895/ 1976): plasticatore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio di Stato
  • INDIRIZZO Piazza Cittadella 29, Piacenza (PC)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Si tratta di un manufatto inizialmente collocato vicino all’ex stazione. Quando questa fu abbattuta la lapide fu spostata nell’area riservata a deposito della ferrovia Piacenza-Bettola, una porzione dell’ “Ex deposito SIFT” presso il “Borgo Faxhall” e la chiesa di S. Maria della Torricella, ad est della stazione ferroviaria. L’area fu via via abbandonata e il ritrovamento della lapide di bronzo e di un’altra lapide in pietra, frammentaria, dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale è stato fortuito. Le precarie condizioni di conservazione di entrambe hanno portato alla loro rimozione e all’immediato restauro della lapide bronzea mentre l’altra memoria è ancora in attesa di restauro. Fu probabilmente l’ing. Mario Defacqx, nel 1918, a chiamare lo scultore e pittore piacentino Ugo Rancati per l’esecuzione della lapide a memoria dei sei tramvieri caduti nella Grande Guerra. I loro nomi tuttavia non compaiono nell’Albo ufficiale dei caduti e non si conoscono altri particolari, né si sa per quale azienda lavorassero, se per la ditta Alberto Laviosa, o per la Società italiana di Ferrovie e Tramvie (SIFT) o ancora per le Ferrovie dello Stato, e dunque non si conoscono le volontà che portarono alla commissione e all’esecuzione di questa memoria a loro dedicata. L’iconografia riporta decisamente al mondo ferrotranviario: il busto del soldato è accompagnato dalla ruota metallica scanalata connessa alle ali, simbolo appunto delle ferrovie e delle tramvie. La lapide è oggi esposta all'Archivio di Stato. Rancati, che firmò l’opera, fu autore anche di altri monumenti ai caduti della provincia di Piacenza e nell’area di Milano e Lodi. Lavorò nel piacentino fino agli anni Venti e si recò in seguito, per molti anni, ad insegnare scultura a Sassari, salvo poi tornare alla città natale dopo la seconda guerra mondiale. (Bibliografia e sitografia: http://www.piacenzaprimogenita150.it/index.php?it/202/i-tramvieri-piacentini-ai-loro-caduti-il-recupero-della-lapide; "La grande guerra. Monumenti e testimonianze nelle province di Parma e Piacenza", a cura della SBSAE di Parma e Piacenza, 2013, p. 149)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800577567
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014
  • ISCRIZIONI in basso - I TRAMVIERI PIACENTINI/ AI LORO CADUTI/ CORBELLINI ARTURO/ MANCASSOLA SILVIO/ POZZOLI ANGELO// SACCHETTI SMAELE/ SCRIVANI GIUSEPPE/ TOSCA ALBERTO/ 1915 – 1918 - maiuscolo - a incisione - italiano
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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