Euritione e Ippodamia

dipinto murale,

Dipinto murale di forma trapezoidale irregolare, entro cornice in stucco bianco e dorato facente parte dell'ornamentazione plastica della volta

  • OGGETTO dipinto murale
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a olio
    intonaco/ pittura a tempera grassa
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Complesso Museale di Palazzo Ducale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Ducale/ D, 1, 55/ Quarta stanza dell'Appartamento delle Metamorfosi o della Galleria del Passerino
  • INDIRIZZO p.zza Sordello, 40; p.zza Paccagnini, 3, Mantova (MN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto, collocato all'angolo sud-orientale, è uno dei quattro riquadri di dimensioni maggiori della volta. La scena, condotta a olio, rappresenta il rapimento di Ippòdame (o Deidamia) da parte del centauro Eurito, nel corso del banchetto nuziale offerto dallo sposo della stessa fanciulla, Piritoo, al quale furono invitati Centauri e Lapiti e che generò nella cosiddetta centauromachia (Metamorfosi, XII, 210-226). Signorini osserva che la scena presenta qualche affinità con l'illustrazione 116 di Tempesta (pur intitolata “Caenus in Perithoi nuptijs a Centauris interficitur”), in particolare per il gruppo Ippòdame-Eurito. Di particolare finezza e precisione descrittiva sono le suppellettili collocate sulla mensa e i recipienti in argento e argento dorato visibili in primo piano, tra gli sgabelli rovesciati per la fuga del rapitore. Sulle figure dei due protagonisti si riscontrano, ben visibili, tracce di riporto del disegno preparatorio mediante incisione. L'Occaso (2007, pp. 104-105) attribuisce questa e le altre tre scene nei riquadri angolari della volta a Bernardino Malpizzi, al cui ambito riferisce inoltre la tela centrale con "Apoteosi di Ercole". Il disegno preparatorio del dipinto, pubblicato dallo stesso L'Occaso (2015, pp. 125-126), è conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano (inv. F 253 inf n. 951)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303267714-1.3
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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