Documentazione fotografica dell'intervento di restauro alla Cappella Muzzarelli di San Francesco a Bologna, 1949

negativo documentazione di restauro, post 1949/06/00 - ante 1949/12/00
A. Villani & Figli
1932-1970
Antonio Di Vincenzo
1350 ca-1402 ante

Tutti i negativi erano originariamente contenuti in buste pergamine, conservate ora separatamente. Quasi tutte le matrici dell'insieme mostrano agli angoli le impronte del portalastre

  • OGGETTO negativo documentazione di restauro
  • SOGGETTO Architetti - Italia - Sec. XIV - Antonio di Vincenzo
    Architettura - Cappelle - Interni - Restauro
    Volte - Pilastri - Altari - Absidi - Tombe
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di San Francesco - Cappella Muzzarelli
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli: fotografo principale
    Antonio Di Vincenzo: architetto
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La basilica di San Francesco a Bologna, nota per le operazioni di restauro condotte tra Ottocento e Novecento da Alfonso Rubbiani e dalla sua Gilda, venne duramente colpita nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Già inserita nell’elenco dei monumenti nazionali del 1902, la chiesa fu bombardata in tre differenti occasioni: il 24 luglio 1943, il 25 settembre del medesimo anno e il seguente 22 marzo. Le incursioni andarono a colpire il complesso poco dopo la conclusione di una serie di lavori che avevano interessato il restauro del convento con interventi all’esterno della Cappella Muzzarelli per il recupero del Chiostro dei Morti. L’originaria architettura gotica della cappella dovuta ad Antonio di Vincenzo venne in parte obliterata da opere seicentesche (“scalpellati i capitelli in macigno” furono nascosti da cornici in gesso, ugualmente i costoloni che percorrevano le vele delle crociere e dell’abside vennero eliminati e la muratura appianata con gesso ed incannucciati, oltre alle bifore trasformate in semplici aperture rettangolari, Amaldi 1950, p. 337). A partire dalla seconda metà degli anni Trenta, con i menzionati lavori al Chiostro dei Morti, si operò sull’esterno della Muzzarelli liberandola dalle sovrastrutture che impedivano la piena vista delle forme architettoniche, articolate nel corpo centrale di raccordo tra abside poligonale e atrio (furono rinvenute diverse tracce delle bifore). Come informa l’architetto della Soprintendenza ai Monumenti di Bologna, Vittore Amaldi, che ne diresse il restauro, i lavori alla cappella nel dopoguerra vennero compiuti tra il giugno del 1949 ed il settembre del 1950 (il coperto fu gravemente danneggiato durante il conflitto). La sequenza di fototipi qui proposta, eseguita interamente dallo studio fotografico Villani, ripercorre alcuni momenti del restauro architettonico: lo stesso Amaldi precisò che "tutti gli assaggi positivi effettuati sono stati rilevati e fotografati quale documentazione" (ivi, p. 339); effettivamente furono realizzati numerosi scatti per la soprintendenza durante il restauro, compiuti in larga parte, oltre che dallo studio Villani, da Alfonso Zagnoli (vedi RSE, scheda NCT 0800640561). Le 6 riprese Villani in esame comprendono due lastre datate al 1949, prive della specifica del mese (N_001319 e N_001320), mentre le restanti (N_001321, da N_001323 a N_001325) sono dell’agosto del medesimo anno, anche se non paiono realizzate in una medesima occasione. Nella ripresa N_001321, il raccordo tra arco e volta - nel fianco sinistro che introduce all’accesso absidale - appare scalpellato alla ricerca delle forme originarie sotto le superfetazioni seicentesche; tale situazione sembra superata sia in N_001324 e N_001325, con la messa in opera dei costoloni lungo le vele, mentre N_001323 è probabile sia coeva alla citata N_001321 (pur non appurabile con certezza per via delle porzioni inquadrate). Le restanti due lastre N_001319 e N_001320 documentano il ritrovamento nella zona absidale del sepolcro del committente della cappella, il facoltoso mercante di seta Lippo Muzzarelli. Si segnala che tra le fonti consultate (vedi FNT, II b 1949-1968, prot. 1431 del 26 novembre 1949) emerge il nome dell’impresa appaltatrice dei lavori di restauro, ovvero la ditta dell’architetto Bruno Parolini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640562
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • ISCRIZIONI sulla busta pergamina di N_001319: recto - SOPRINTENDENZA AI MONUMENTI DELL'EMILIA/ BOLOGNA/ MOBILE C SCAF. VI N. 94/ INVENT. N. 14619/ PROV. Bologna COMUNE Bologna/ LOCALITA' Bologna/ MONUMENTO Basilica di S. Francesco/ Cappella Muzzarelli/ Abside/ Veduta della Tomba Muzzarelli/ e delle fondazioni dell'altare/ FOTOGRAFO Villani/ DATA 1949/ OSSERVAZIONI -
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA faldone documentario (1)
    faldone documentario (2)

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