Documentazione fotografica del restauro della Sacra Conversazione di Marco Palmezzano della parrocchiale di Dozza, 1931

negativo documentazione di restauro, ca 1931 - ca 1931
Marco Palmezzano
1459-1539

La scheda insieme è costituita da 5 lastre alla gelatina di formato 18 x 24. Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si mantengono ora separatamente in una scatola

  • OGGETTO negativo documentazione di restauro
  • SOGGETTO Pittori - Italia - Secc. XV-XVI - Palmezzano Marco
    Italia - Emilia Romagna - Dozza imolese - Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine - Sacra conversazione
    Pittura - Dipinti - Pale d'altare - Restauro
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Bolognesi Orsini (studio): fotografo principale
    Marco Palmezzano: pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'insieme è costituito da un gruppo di 5 riprese, che documentano il restauro della pala del pittore forlivese Marco Palmezzano realizzata nel 1492 per la chiesa di Santa Maria Assunta a Dozza imolese; la tavola raffigura una Sacra Conversazione con la Madonna e il Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Margherita. Il contratto, che formalizza il completamento dei lavori, esplicita l’ambiente committenziale di stretta vicinanza con la corte imolese di Girolamo Riario, identificando il committente nel cittadino dozzese Giovanni di Pietro Bonardis e quale mallevadore il vicario di Caterina Sforza, Giovanni Lanci da Forlì. L’opera venne fotografata nel corso del restauro operato nel 1931 dal bolognese Pompeo Felisati, lo stesso anno in cui Rezio Buscaroli ne presentava il primo inquadramento critico, proponendo l’opera come frutto della bottega del maestro forlivese, peraltro ravvisando nella figura della Vergine elementi rondinelliani. La tavola, riconosciuta oggi come autografo giovanile di Palmezzano, doveva essere completata da una lunetta (che il maestro avrebbe dovuto realizzare verosimilmente ad affresco). Le interessanti riprese mostrano sia l'opera nello studio del restauratore durante l’intervento che ha risarcito le lacune e rimosso le ridipinture antiche, sia nello stadio precedente tali operazioni (forse ancora nella stessa chiesa di Dozza?). Nel dettaglio, la lastra N_002285 mostra la pala al termine del restauro: sostenuta dal cavalletto, l’opera si mostra al centro di un atelier di cui si vede il contesto parzialmente ripreso ai lati della tavola. Si possono riconoscere sullo sfondo destro una cassettiera o stipo su cui sono appoggiati numerosi contenitori ceramici, mentre più prossimo è un tavolo su cui poggiano spazzole e piattini per la mestica dei colori. Il lato sinistro offre una vera sopresa: su di un secondo cavalletto sono poste alcune fotografie che risultano essere proprio stampe positive della stessa opera di Palmezzano. L’aspetto della tavola documentato in N_002286 è riconducibile ad una fase intermedia del lavoro, con la presenza di ampie fessurazioni nell’asse del corpo della Vergine, accompagnate da estese lacune dell’intera parte pittorica centrale. Lo stadio di intervento pare successivo la rimozione delle ridipinture sul manto scuro della Madonna. La lastra N_002287 raffigura il dipinto nelle fasi preliminari del restauro. La mascheratura del negativo non permette di avere conferma sulla collocazione dell’opera entro l’atelier di Felisati, che pare collocata in un ambiente dai muri scalcinati. La tavola presenta le tracce di diverse stuccature storiche (che devono ancora essere rimosse), le ampie cadute di colore diffuse sul corpo della Santa Margherita e sul drappo che funge da schienale al trono; sono soprattutto facilmente percepibili le ampie ridipinture che in una fase antica (verosimilmente nel XVII secolo) avevano risarcito le perdite del manto di Maria. La lastra N_002288 è un particolare della precedente ripresa, concentrata sul volto della Santa Margherita. Si notano l’abbondanza di forature da tarlo sull’intera superficie, le vaste cadute presenti sulla veste ed una grossa lacuna all’altezza della spalla sinistra stuccata e ritoccata da un più antico restauro. N_002289 mostra notevoli somiglianze con N_002287: presumibilmente si tratta di una ripresa di ampio dettaglio concentrata sul gruppo centrale, riferibile alla medesima fase del restauro. I 5 fototipi, pur documentando il restauro di un bene mobile, si conservano presso l'archivio fotografico storico della Soprintendenza per i beni architettonici di Bologna, piuttosto che in quella per i Beni storico-artistici; questa evenienza, già riscontrata in diverse occasioni, è spiegabile tramite il periodo in cui furono effettuate le riprese: tra il 1923 al 1939, anni in cui le due istituzioni (denominate rispettivamente "ai Monumenti" e "alle Gallerie") furono accorpate in un unico ufficio la Soprintendenza all’Arte Medieovale e Moderna dell’Emilia e della Romagna, con compiti estesi su entrambi gli ambiti di tutela
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640521
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • ISCRIZIONI sulla busta pergamina di N_002285: recto - R. SOPRAINTENDENZA/ ALL'ARTE MEDIOEVALE E MODERNA/ DELL'EMILIA E DELLA ROMAGNA/ MOBILE C SCAF. II N. 39/ INVENT. N. 8073/ LUOGO (BOLOGNA) Dozza/ chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta/ MONUMENTO / Mad. col B. fra due Santi - Palmezzano/ prima del restauro/ STAMPE N./ OSSERVAZIONI -

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