Modena/ R. Galleria Estense/ Scuola lombarda sec. XV/ Ritratto d'upmo/ (dopo il restauro)

negativo, post 1938 - 1939
Podio (notizie 1920 Ca. – 1975 Ca)
notizie 1920 ca. – 1975 ca

Il fototipo presenta una macchia sul lato emulsione: forse dovuta ad un maldestro tentativo di pulitura. La lastra era originariamente contenuta in una busta pergamina; tale custodia si conserva separatamente in una scatola

  • OGGETTO negativo
  • SOGGETTO Italia - Emilia Romagna – Modena – Galleria Estense
    Pittori italiani - Sec. 15-16. – Mazzola, Filippo
    Busto virile – Dipinti su tavola – Sec. 15-16
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Podio (notizie 1920 Ca. – 1975 Ca): fotografo principale
    Mazzola, Filippo (1460-1505): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO Via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola raffigurante un Busto virile faceva parte della collezione degli Obizzi del Catajo. L’opera fu portata a Vienna da Francesco V e riportata a Modena nel 1868. Il dipinto ha visto nell’ultimo secolo, un susseguirsi di attribuzioni da parte di storici dell’arte: tra questi Adolfo e Lionello Venturi lo assegnarono rispettivamente ad Alvise Vivarini e Antonello da Messina. Solo Bernard Berenson nel 1932 lo attribuì a Filippo Mazzola. Rodolfo Pallucchini nel 1945, nel catalogo “I dipinti della Galleria Estense di Modena” scrive che “l’impostazione antonelliana, il viraggio “carbonoso” del chiaroscuro, l’aria stupita del personaggio sono altrettanti caratteri ricorrenti nella ritrattistica del Mazzola. Il ritratto della Brera, quello della Raccolta Brromeo, ed il Santo, a destra della Vergine, della Sacra Conversazione firmata della National Gallery di Londra, costituiscono confronti probanti”. Nel catalogo di Pallucchini è riportato che nel 1938 Enrico Podio liberò la tavola dal telaio di legno che la “ingrandiva goffamente”. La lastra in esame è quindi stata realizzata da Podio dopo il restauro del 1938. Quella dei Podio fu un’importante famiglia di restauratori di dipinti che nel corso del Novecento operò, per tre generazioni, nelle principali città italiane. L’attività fu avviata a Roma nella seconda metà dell’Ottocento da Publio Podio. Il mestiere venne appreso dai figli Decio (del quale non si conoscono gli estremi cronologici), Luigi ed Enrico che aprirono laboratori di restauro in diverse città. L’attività di Decio a Bologna risale alla fine degli anni Venti; in precedenza aveva lavorato come restauratore a Venezia insieme al fratello Enrico Podio. Nel 1975 Decio con il figlio Benito (Venezia 1925 – Grizzana Morandi 1993) si trasferì nel laboratorio bolognese in Palazzo Fantuzzi, in via S. Vitale 23, dove iniziò la collaborazione con Manuela Mattioli, incaricata di occuparsi dell’integrazione pittorica dei dipinti. Decio e Benito Podio, si occuparono prevalentemente del restauro di dipinti su tela e su tavola eseguendo parchettature, foderature ed intelaiature tecnicamente ineccepibili, realizzate secondo le norme di una tradizione artigiana che si affidava ancora all’occhio clinico e all’esperienza, lontana dalle moderne tecniche diagnostiche e d’intervento. L’alta qualità dei loro interventi emerge anche dalle parole di Alessandro Conti, che nel suo “Manuale di restauro” rileva che “la nostra immagine del quadro foderato si è formata sui lavori di restauratori di indiscussa bravura come (...) Decio e Benito Podio di Bologna” (ed. 2004, p. 158). Tra gli interventi “importanti” si ricorda la foderatura eseguita nel 1956 da Decio Podio sulla Madonna dei Pellegrini di Caravaggio; le indagini condotte sull’opera nel corso del recente restauro hanno giudicato ancora soddisfacenti le condizioni del supporto. Consuetudine che accompagna la pratica di restauro è la documentazione fotografica sull’opera, per mantenere memoria dello stato conservativo precedente, per individuare criticità o peculiarità e per rilevare il tipo di intervento eseguito. Anche i Podio si rivolgono, a Roma come a Bologna, a studi fotografici specializzati in riprese di opere d’arte e lasciano sedimentare nel corso del tempo un archivio personale che procede di pari passo con la loro attività professionale. In molti casi però, preferiscono eseguire personalmente le riprese delle opere restaurate lasciando ai laboratori fotografici solo le incombenze di sviluppo e stampa
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800633979
  • NUMERO D'INVENTARIO N_000536
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2015
  • ISCRIZIONI sul pergamino: recto - R. SOPRINTENDENZA/ ALL'ARTE MEDIOEVALE E MODERNA/ DELL'EMILIA E DELLA ROMAGNA/ MOBILE B SCAF. VI N. 89/ INVENT. N. 8687/ LUOGO: Modena/ MONUMENTO R. Galleria Estense/ Scuola lombarda sec. XV/ Ritratto d'uomo/ (dopo il restauro)/ STAMPE N./ FOTOGRAFO Podio/ OSSERVAZIONI -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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