Concilio. composizione segnica informale

dipinto 1963 - 1963

Dipinto astratto realizzato a tempera alla caseina su tela di cotone. La superficie è interamente occupata da una fitta trama di segni rossi tracciati su un fondo viola uniforme. I segni, derivati da una medesima matrice grafica e organizzati in sequenze orizzontali e diagonali, si ripetono variando progressivamente orientamento, dimensione e andamento. L’impianto compositivo è costruito attraverso la sovrapposizione ritmica di elementi lineari e curvilinei che generano un fitto tessuto visivo privo di riferimenti figurativi. La bicromia viola-rosso accentua gli effetti di vibrazione ottica e di dinamismo spaziale della superficie pittorica.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela di cotone/ pittura a tempera alla caseina
  • ATTRIBUZIONI Accardi, Carla (1924-2014)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale - complesso
  • INDIRIZZO Piazza Duomo, 12, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzato nel 1963, "Viola rosso (Concilio; Rosso Viola)" appartiene a una fase centrale della ricerca di Carla Accardi, segnata dall’abbandono della precedente bicromia bianco-nera e dall’introduzione di una tavolozza intensa e luminosa. In questi anni l’artista sviluppa un linguaggio fondato sulla ripetizione di segni astratti organizzati secondo principi ritmici e seriali, dando vita a composizioni nelle quali scrittura, pittura e percezione visiva si fondono in un unico processo creativo. L’opera testimonia uno dei momenti più innovativi della produzione dell’artista siciliana, quando il segno, ormai emancipato da ogni residuo figurativo, si configura come un alfabeto autonomo capace di organizzare lo spazio pittorico secondo affinità visive e relazioni percettive. La critica ha sottolineato come queste composizioni, pur mostrando punti di contatto con alcune ricerche internazionali mantengano una specificità irriducibile, fondata sulla dimensione gestuale e sulla libertà inventiva del segno. L’opera è generalmente ricondotta al gruppo di dipinti presentati da Carla Accardi alla XXXII Biennale di Venezia del 1964, occasione che sancì il riconoscimento internazionale della sua ricerca e le valse il Premio Taranto-Carena. \nAcquistata direttamente dall’artista, entrò nelle collezioni civiche milanesi nel 1982 e rappresenta oggi una delle testimonianze più significative della stagione segnica e cromatica sviluppata da Accardi nei primi anni Sessanta.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039943
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2021||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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