san Giovanni Battista

scomparto di polittico,

La tavola cuspidata a fondo oro raffigura S. Giovanni Battista, dipinto con tutti i suoi attributi, in piedi, con una impostazione frontale, su un basamento esagonale, decorato a motivi geometrici. Il pavimento marmoreo, su cui poggia il basamento, è rappresentato in varie tonalità di colore verde

  • OGGETTO scomparto di polittico
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Pietro Da Talada Detto Maestro Di Borsigliana (notizie Sec. Xv)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Machiavelli Zanobi
  • LOCALIZZAZIONE Lucca (LU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola cuspidata a fondo oro raffigurante San Giovanni Battista apparve sulmercato antiquario fiorentino in occasione della Biennale dell'Antiquariatodel 1961, con l'attribuzione a Zanobi Machiavelli; già nel 1975 fu ricondotta alla paternità del nostro maestro, allora noto come Maestro di Borsigliana, da Massimo Ferretti, che nella stessa occasione ne ipotizzava anche la relazione con la Madonna con il Bambino, confluita poi nel 1986 nelle collezioni del Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca. Non si può che concordare con entrambe le ipotesi: è inequivocabile la pertinenza del San Giovanni al corpus di Pietro da Talada, ne ripropone le sigle e i moduli più tipici, riutilizza per l'impianto iconografico la stessa soluzione adottata nel San Giovanni della pala di Stazzemae in quello, assai consunto, della pala di Corfino, ma soprattutto l'opera mostra espliciti i segni del suo peculiare, arcaicizzante linguaggio, intriso di preziosismi ancora di marca gotico-internazionale, denso di inflessioni iberiche e padane. Altrettanto condivisibile è poi l'accostamento alla Madonna con il Bambino di Villa Guinigi, della quale riprende anche la frontalità dell'impostazione, l'arcaicizzante schema cuspidato della carpenteria e particolari decorativi come il suggestivo pavimento marmoreo. Studi successivi, che hanno anche consentito di individuare il nome anagrafico del maestro e di rinvenire in Talada, piccolo centro dell'appennino emiliano, la sua terra d'origine, hanno permesso di appurare che le due tavole sono tutto quello che rimane del polittico che Pietro dipinse nel 1463 per la chiesa di Rocca Soraggio, presso Sillano. Determinante per ricostruire l'aspetto originale del trittico è una descrizione dell'opera che risale ai primi del Novecento - quando dunque il trittico era ancora integro sul suo altare conservata nell'Archivio della Soprintendenza di Pisa: "detto trittico che misura 1,45x1,75 rappresenta la Vergine col Bambino nel mezzo, a destra S. Giovanni a sinistra S. Pietro e nel basamento i dodici Apostoli; e si per lo stile come per la grazia piena d'incanto e per la squisitezza di colore, è un'opera pregevolissima da esserne presa assolutamente speciale cura". Il documento riporta anche l'iscrizione che era nella parte inferiore dell'opera "Hoc opus f..fieri Joannes calesblarius de Soragio 1463. Et pictus fuit p.me Petrus de Talada". Se la relazione stilistica veniva poi segnalata da Massimo Ferretti, si era tuttavia persa notizia delle origini dell'opera, alle quali è stato possibile risalire grazie ad una documentazione fotografica conservata nella Fototeca de Kunsthistorisches Institut di Firenze: è emerso così che, nel corso dei vari passaggi sul mercato antiquario internazionale, la tavola era stata privata della parte inferiore dove erano firma dell'autore e data di esecuzione. L'aver individuato l'area di provenienza del Maesto di Borsigliana, ovvero Pietro da Talada, fornisce una forte motivazione per quell'adesione ad un linguaggio figurativo di marca emiliana già individuato dalla critica nella produzione del nostro maestro. Talada è infatti un piccolo paese dell'appennino emiliano ben collegato da una viabilità montana alla Garfagnana, dove sono concentra tele tracce della sua attività. La montagna lucchese è del resto un'area geografica che nel XV secolo propendeva anche politicamente per i territore i d'oltre appennino ed è significativo che si chiami a lavorare da quelle zone un pittore attardato, che ostenta un totale disintresse per le novità fiorentine, che andavano invece affermandosi contemporaneamente a Lucca, dove l'orizzonte era mutato e si preparava una nuova stagione artistica
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900556098
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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