monumento funebre di Pisano Nicola, Arnolfo di Cambio, Fra' Guglielmo, Lapo, Niccolò de Apulia detto Niccolò dell'Arca, Buonarroti Michelangelo, Lombardi Alfonso, Coltellini Girolamo (sec. XIII, sec. XV, sec. XV, sec. XVI, sec. XVI)

monumento funebre, 1494 - 1494
Nicola Pisano
1220 ca./ ante 1284
Arnolfo Di Cambio
1245 ca./ 1302- 1310 ca
Guglielmo Fra'
1235/ 1311
Lapo
notizie 1265-1289
Alfonso Lombardi
1497 ca./ 1537
Girolamo Coltellini
notizie 1526-1560

Sarcofago decorato sui quattro lati e sugli spigoli da altorilievi su fondo a mosaico in pasta vitrea rosso e oro; cornice superiore con perlinatura ed ornati a foglie. Coperchio embricato segnato da quattro fasce lisce, che si ripetono sugli spigoli, desinenti in volute sulle quali poggiano altrettante figure a tutto tondo; coronamento a fascia di cherubini sopra il quale appare il Cristo in pietà fra due angeli, a tutto tondo. Cimasa culminante nella figura del Padre Eterno su globo, poggiante su candelabro dal quale partono due grossi festoni di frutti retti da due putti ignudi, in piedi su voluta con melograno, sotto i quali sono visibili quattro delfini. Ai quattro spigoli esterni poggiano le figure a tutto tondo degli Evangelisti. L'arca poggia su gradino scolpito, alla base del quale sono collocati due angeli ceroferari. Il tutto è retto da basamento settecentesco a marmi colorati e venati, con tarsie geometriche, aperto nella parte posteriore dove si conserva il reliquiario

  • OGGETTO monumento funebre
  • MATERIA E TECNICA marmo/ scultura
    pasta vitrea/ mosaico
  • ATTRIBUZIONI Nicola Pisano: esecutore
    Arnolfo Di Cambio
    Guglielmo Fra'
    Lapo
    Niccolò De Apulia Detto Niccolò Dell'arca
    Michelangelo Buonarroti
    Alfonso Lombardi
    Girolamo Coltellini
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Basilica di S. Domenico
  • INDIRIZZO piazza S. Domenico, 13, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il sarcofago, destinato ad accogliere le spoglie di san Domenico, fu allogato a Nicola Pisano dal Beato Giovanni da Vercelli, eletto maestro dell'Ordine Domenicano nel 1264. Secondo Nicco Fasola e Gnudi l'arca, che era già compiuta il 5 luglio 1267, quando vi furono solennemente traslate le spoglie del Santo, fu iniziata nello stesso 1264, mentre secondo il Barsotti fu iniziata nel luglio del 1265. Era, comunque, già in lavorazione all'epoca della Pentecoste del 1265, quando il Capitolo dell'Ordine, a Montpellier, invitava tutti i conventi ad inviare sussidi al Priore di Bologna perchè l'opera non restasse incompleta. Da alcune testimonianze risulta che l'arca fosse sostenuta da alcune (forse otto) figure scolpite due delle quali sono state individuate da Gnudi in gruppi già ritenute basi di acquasantiera conservati presso il Museo Nazionale del Bargello di Firenze e presso il Museum of Fines Arts di Bostom. Altre due cariatidi sono state successivamente ed ipoteticamente individuate da Pope-Hennesy nelle figure dell'arcangelo Michele e dell'arcangelo Gabriele conservate presso il Victoria and Albert Museum di Londra. Con queste è stata posta in relazione anche la figura della Fede conservata al Louvre. Sarebbero andate perdute altre tre statue rappresentanti, probabilmente, la Speranza, la Carità e l'arcangelo Raffaele. I supporti figurati furono tolti quando l'arca fu sistemata nel fondo della nuova "cappella gotica" (1377-1413). All'esecuzione della tomba, ideata da Nicola ed eseguita in buona parte a Pisa prima della partenza di Nicola per Siena nel settembre del 1265, parteciparono anche Arnolfo di Cambio e Lapo, nominati assistenti di Nicola anche nel contratto per il pulpito del duomo di Siena, e fra' Guglielmo. Dalla tomba di San Domenico, che presenta una struttura architettonica senza precedenti nella storia del monumento sepolcrale, derivarono l'arca di San Pietro Martire eseguita da Giovanni di Balduccio per la chiesa di Sant'Eustorgio di Milano e l'arca di Sant'Agostino di Pavia eseguita da un seguace di Giovanni di Balduccio. Il 20 luglio 1469 i Dominicani affidarono a Nicolò d'Apulia il coronamento dell'arca che fu messo in opera il 16 luglio 1473 anche se incompleto: rispetto al programma iconografico definito dal contratto (trascritto da Gualandi) mancavano il san Tommaso d'Aquino, poi mutato in san Procolo e realizzato nel 1494 da Michelangelo che completò anche la figura di san Petronio, e il san Vincenzo, poi mutato in san Giovanni Battista e realizzato da Girolamo Coltellini nel 1539. Mancavano, inoltre, un angelo ceroferario che fu poi realizzato da Michelangelo nel 1494, e il gradino con le storie di san Domenico che fu poi realizzato da Alfonso Lombardi nel 1532
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800024749
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • DATA DI COMPILAZIONE 1983
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 1997
    2006

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