San Domenico; Storie del Beato Reginaldo; Redentore; Storie di San Domenico; Vescovo

rilievo, 1264 - 1267
Nicola Pisano (e aiuti)
1220 ca./ ante 1284
Arnolfo Di Cambio
1245 ca./ 1302- 1310 ca
Guglielmo Fra'
1235/ 1311

Come la parte anteriore, la parte posteriore è divisa in due comparti dalla statua centrale del Cristo re. Nel compartimento di sinistra sono raffigurate su fondo rosso e oro a mosaico tre storie del beato Reginaldo d'Orleans: il Beato promette a san Domenico di entrare nell'Ordine, il Beato sviene colto da malore, la Vergine risana il Beato e gli porge l'abito dell'Ordine. Nel settore di destra sono raffigurate tre storie di san Domenico: il Santo presenta la Regola a Innocenzo III, Innocenzo III sogna il Santo che regge la basilica Lateranense, Inocenzo III approva l'Ordine. I rilievi sono delimitati ai due estremi da due figure intere aggettanti: san Domenico con libro sullo spigolo sinistro, un vescovo sullo spigolo destro. Cornici marmoree

  • OGGETTO rilievo
  • MATERIA E TECNICA marmo/ scultura
    pasta vitrea/ mosaico
  • ATTRIBUZIONI Nicola Pisano (e aiuti): esecutore
    Arnolfo Di Cambio
    Guglielmo Fra'
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Basilica di S. Domenico
  • INDIRIZZO piazza S. Domenico, 13, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Gnudi assegna grande parte di questo rilievo alla mano di Arnolfo di Cambio, coadiuvato dal collaboratore fra' Guglielmo che dovette forse procedere alle ultime rifiniture dell'opera quando Arnolfo fu sollecitato a raggiungere a Siena il maestro Nicola Pisano impegnato nel pulpito del Duomo (1265-1269). Ad Arnolfo spetterebbe anche la concezione compositiva della parte posteriore del sarcofago che, rispetto alla parte anteriore, presenta una visione diversa: "si riduce di molto il numero delle figure che si dispongono non più in quella successione stipata e addizionata, ma secondo le leggi di un ritmo che lega, che ordina, che spartisce in chiari periodi la composizione. Tale ritmo non si svolge in superficie, ma coordina i volumi, che si dispongono con severa armonia nello spazio, definito e costruito dal semplice, pausato atteggiarsi e raggrupparsi delle figure" (Gnudi 1948). Dal punto di vista dell'esecuzione Arnolfo raggiunge una forma essenziale "in cui ogni linea del panneggio, ogni lenta movenza delle membra non ha mai, come in Lapo, un valore ornementale, ma risponde sempre ad una precisa necessità nella definizione dell'immagine" (Gnudi 1948). Nelle figure di Arnolfo le pieghe degli abiti sottolineano la struttura dei corpi. Sempre secondo Gnudi a Nicola, della parte posteriore dell'arca, spetterebbe la figura del Redentore. Lo studioso afferma, inoltre, che l'Arca di San Domenico "resta la prima chiara testimonianza dell'affermarsi della personalità di Arnolfo con ben determinati e differenziati caratteri sia nei confronti di Nicola che nei confronti di Lapo e Guglielmo" (Gnudi 1948). Romanini concorda parzialmente con Gnudi riconoscendo "la parte posteriore più direttamente segnata, non già dall'intervento personale, ma dalle idee compositive di Arnolfo"
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800024753
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • DATA DI COMPILAZIONE 1983
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 1997
    2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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