Trittico con rappresentazione della leggenda "Hagoromo"

stampa composita di invenzione 1836 - 1839

Trittico yakushae in cui è rappresentato l’attore Tamasaburō I (1813-1855) nel ruolo della dama celeste con indosso hagoromo, la famosa veste di piume, che permette alle dame celesti di volare verso il mondo dei cieli; nella stampa di destra, è raffigurato l’attore Nakamura Utaemon IV (1798-1852) nel ruolo del pescatore Hakuzō (in altre versioni Hakuryō) della leggenda “Hagoromo”. Nella stampa di sinistra è rappresentato l’attore kabuki Ichimura Uzaemon (XII? 1812-1851) nel ruolo di Fujinami Motome. Sopra quello che sembra essere un uchikake, soprabito femminile usato per ruoli di oiran nel kabuki, la dama è rappresentata con addosso la veste celeste (hagoromo, la veste di piume): si presenta come un soprabito dalle maniche larghe, con ricami all’estremità del vestito e sulle spalle che danno una sensazione di leggerezza del materiale; ciò rimanda alla leggerezza del manto “leggero come fosse fatto di piume”. Al centro della veste celeste, in una sorta di riquadro rettangolare verde, è rappresentata quella che sembra essere una fenice dorata, o comunque un volatile. Intorno alla dama è poi rappresentato un drappo lungo e stretto che volteggia nell’aria. Sul capo indossa una serie di ornamenti che erano tipici, nel periodo Edo, delle oiran (donne di intrattenimento): sia davanti, sia dietro, porta lunghe forcine (kanzashi) generalmente fatte di ossa di tartaruga e, al centro, un pettine, posizionato come una sorta di tiara. Il pescatore indossa, invece, un a sottoveste rossa e una sopravveste blu con decorazioni stilizzate gialle, un obi a strisce bianco e verde e una gonna in paglia. Sotto di essa, si intravede una sottogonna e ai piedi dei copri polpacci rossi che riprendono la sottoveste. È rappresentato mentre tiene le mani tra i capelli leggermente scompigliati. Dietro i due attori, è raffigurato il mare di fronte a una pineta con alcune barche (conosciuta come Miho no Matsubara), e il monte Fuji in lontananza; questo è un riferimento a Miho no Matsubara, il luogo in cui si svolge il racconto di Hagoromo. Dietro il pescatore, in particolare, si intravedono tra gli alberi una pagoda e un edificio Fujinami Motome indossa invece il tipico vestiario di un venditore di Yamakawa shirazake (nome con cui veniva venduto il sakè a Kyoto in età moderna), con un kimono a più strati blu e marrone, ricco di scritte, un ventaglio in mano, sul capo probabilmente un tenugui (tessuto che poteva essere legato in diversi modi e in diversi stili). Accanto a lui, due barili di sakè

  • OGGETTO stampa composita di invenzione
  • MATERIA E TECNICA carta giapponese - cromoxilografia
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • ATTRIBUZIONI Utagawa Toyokuni Iii (attribuito): disegnatore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’ukiyoe è il filone artistico giapponese più noto all’estero, tanto che a fine Ottocento, quando il Giappone aprì le porte all’Occidente, influenzarono l’arte europea, dando inizio a quello che in arte contemporanea si chiama “Giapponismo”. L'ukiyoe è un movimento artistico che si distacca profondamente dall’arte prodotta fino a quel momento, che era o buddhista e monocroma, oppure rispettava i gusti dell’aristocrazia militare e della nobiltà di corte. Questa corrente risponde, invece, ai gusti di una classe che inizia a svilupparsi nel periodo Edo (1603-1868): i chōnin. All’interno di questo grande filone rientrano diverse categorie, in base al tema presentato: nel caso della stampa qui presa in esame, si parla di yakushae, cioè le immagini che ritraggono gli attori kabuki, utilizzati come poster pubblicitari sia per l’opera teatrale, sia per promuovere l’attore presso il suo pubblico. Hagoromo (La veste di piume celeste) riprende una nota leggenda nella tradizione giapponese, nella quale si racconta di un pescatore che, mentre si dirige a pescare, trova una bellissima veste appesa a un ramo di pino. La veste appartiene una dama celeste che in quel momento stava facendo un bagno, e perciò l’aveva temporaneamente tolta e appoggiata al ramo. La leggenda si presenta in diverse versioni: secondo alcune, per restituire la veste, l’uomo costringe la donna a sposarlo e diventare sua moglie; nella versione eseguita nell’omonimo dramma nō, l’uomo chiede alla dama celesta di danzare per lui e solo successivamente la restituisce la veste Questo racconto molto famoso è stato portato sul palco del teatro nō e del teatro kabuki, e molte sono state le rappresentazioni ukiyoe che lo hanno ritratto. Inoltre, la figura del pescatore potrebbe fare riferimento ai due pescatori che appaiono nel Sanja matsuri, i quali, secondo la leggenda, trovarono la statua di Kannon ora conservata presso il Sensōji ad Asakusa, Tokyo. Seppur in “Hagoromo” non appare un personaggio di nome Fujinami Motome, il trittico potrebbe essere una sorta di pubblicità per il Tōkaidō (la strada del mare orientale), la più importante strada postale e commerciale nel periodo Edo. Nell’iscrizione della stampa si fa infatti riferimento ad Azumaji, qui presentato come nome di una cortigiana, ma questo termine era utilizzato anche per indicare le strade che da Kyoto portavano alle province orientali, dove il pescatore fa riferimento a Edo, mentre il venditore di sakè fa riferimento a Kyoto. (Si ringrazia la professoressa Bjoerk Tove Johanna per l’analisi della figura di Fujinami Motome e il collegamento del pescatore Hakuzō con il Sanja matsuri)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500746094-0
  • NUMERO D'INVENTARIO 2687
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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