Gesù Cristo crocifisso, la Vergine e Santi

iconostasi, 1394 - 1394
Pierpaolo Dalle Masegne (attribuito)
notizie 1383/ post 1421

L'iconostasi è divisa in tre parti, quella principale di fronte al Presbiterio e due sezioni laterali di fronte alle cappelle di S. Pietro e S. Clemente. Sopra un struttura architettonica costituita da colonne sormontate da un architrave sono collocate le sculture raffiguranti nella sezione centrale il Crocefisso, la Vergine e gli apostoli e nelle due sezioni laterali, la Vergine con il Bambino al centro e Quattro Sante

  • OGGETTO iconostasi
  • MATERIA E TECNICA MARMO BIANCO
  • ATTRIBUZIONI Dalle Masegne Jacobello (attribuito)
    Pierpaolo Dalle Masegne (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Basilica di S. Marco Evangelista
  • INDIRIZZO San Marco, 328/ Piazza S. Marco, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Cfr. scheda NCTN: 00070782 . L'iscrizione ci informa che l'iconostasi fu eseguita dai due fratelli nel 1394 mentre l'iscrizione della sezione davanti alla cappella di S. Clemente riporta la data 1397. Il lavoro fu dunque svolto in due momenti: la parte centrale circa tra il 1392 e il 1394, e la sezione laterale tra il 1395 e il 1397. I due fratelli furono pagati il 12 febbrario 1394 more veneto e quindi anche la data dell'iscrizione potrebbe riferirsi all'inizio del 1395. Si tratta di un'opera molto importante anche perchè è l'unica che reca una firma indubbia dei Dalle Masegne e che rimane completa. Non ha subito infatti particolari alterazioni ed anzi presenta ancora resti della policromia originale. La scelta iconografica deriva forse dalla transenna presbiteriale di S. Pietro a Roma costruita da Papa Gregorio III, ulteriore testimonianza della concorrenza tra le due città. Sulla base delle sculture della sezione centrale si leggono i nomi delle figure rappresentate. Si notano però alcune incogruenze come ad esempio la base con scritto S. Marco con sopra la figura di S. Giovanni nella tipica collocazione ai piedi della Croce, che dimostra che le figure e le basi furono spostate e scambiate probabilmente nell'ottocento. Le figure sono inoltre rovinate sul retro dove erano inseriti dei ferri di appoggio e la superficie è annerita forse dal fumo delle candele che si era soliti sistemare tra le figure. La critica ha cercato di distinguere le opere dei due fratelli specie alla luce della minor qualità delle sezioni laterali. Il primo intervento consistente è di L. Cicognara (1813 p. 374) che attribuisce tutte le sculture alla stessa mano. J. Buckhardt (1855, p. 579) invece distingue le parti laterali che ritiene opera di un collaboratore, seguito da H. Gabelentz (1903, p. 223). O. Mothes (1859 p. 249) individua influssi pisani e attribuisce tutte le sculture a Pierpaolo. L. Planiscig (1916 p. 193) propone come prototipi delle figure alcuni Apostoli del Duomo di Massa Marittima. C. Gnudi (1937 p. 33) confronta l'iconostasi con l'altare maggiore della Chiesa di S. Francesco a Bologna. L. Heusinger (1967 p. 125) propone alcuni confronti per le singole figure. W. Wolters (1976 p. 67-69, 222-224) distingue l'attività dei due fratelli attribuendo a Jacobello la parte centrale e a Pierpaolo le sezioni laterali eseguite tra il 1395-1397 quando il fratello doveva lavorare a Mantova. Pur accettando l'attribuzione delle parti laterali a Pierpaolo ritengo che non si possa escluderlo all'esecuzione della parte centrale che a mio avviso è frutto del lavoro di entrambi, visto anche che l'iscrizione riporta entrambi i nomi
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500070782A-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Venezia e dei comuni della gronda lagunare
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici di Venezia
  • DATA DI COMPILAZIONE 1990
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006

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