Allegorie Piloni

scultura

Tre figure maschili e tre figure femminili, con simboli e attributi che li identificano, poggiano su piedistalli scolpiti con volute e motivi decorativi, che hanno al centro un ovale con differenti temi

  • OGGETTO scultura
  • ATTRIBUZIONI Brustolon Andrea (1660/ 1732): scultore
  • LOCALIZZAZIONE Asolo (TV)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Andrea Brustolon, "Ben fece conoscere quanto era grande anche in opere meno severe e di fantasia; come quando per ornamento di una sala eseguì per la nobile famiglia Piloni sei statue allegoriche di naturale grandezza, che sono veramente mirabili per la bella invenzione, pel corretto disegno, per la proprietà dei caratteri e pel magistero dell'esecuzione. Tre di esse, sotto forme le più dilicate e gentili, rappresentano la Giustizia, la Prudenza e la Grazia e le altre tre, di carattere più energico e pronunciato, e con contorni più risentiti, raffigurano Mercurio, Saturno ossia il Tempo, ed il Peccato simboleggiato per Tizio". La testimonianza è di Antonio Agosti che nel 1803 rendeva note le Allegorie Piloni dello scultore veneto, terminate nel 1727, anno in cui lo scultore realizzava anche il ritratto del committente Tiopo Piloni. La Allegorie furono collocate nel salone del palazzo di famiglia a Belluno, già ragguardevole per il ciclo dei Mesi dipinto da Cesare Vecellio. La serie delle sculture fu la più importante opera di Andrea Brustolon in campo profano, ricordava ancora Agosti nel 1803, e verosimilmente l'incarico per la loro esecuzione risaliva al 1722, data che compare nel bozzetto di Saturno in terracotta, conservato in una collezione privata a Padova. Per la loro altissima qualità esecutiva, le Allegorie sono state accostate al Fornimento Venier di Ca' Rezzonico, Venezia, che ebbe, diversamente dalle Allegorie, una lunga gestazione (1685-1720). Riguardo allo stile, Giustizia, Prudenza e Grazia (divina) appaiono raffinate e leggiadre, negli atteggiamenti e nei volti, per contro al dinamismo dei corpi e all'espressionismo delle fisionomie delle sculture maschili, ma la fonte di ispirazione per l'intera serie furono i modelli pittorici del rococò veneziano (Spiazzi, 1997). Nel 1792 la Allegorie Piloni vennero acquistate dal conte Francesco Tauro e rimasero nelle dimore della famiglia Zugni Tauro fino al 1973, con l'eccezione del trasferimento alla mostra celebrativa l'Unità d'Italia nel 1868, a Feltre ("sala dell'arme" del palazzo municipale), e durante la Grande Guerra, quando furono riposte a Firenze, presso il Museo di San Salvi, dove restarono fino agli anni Cinquanta
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500707731-0
  • DATA DI COMPILAZIONE 2020
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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