Saturno, un edificio diroccato dal passare del tempo (scultura, elemento d'insieme) di Brustolon Andrea (prima metà XVIII)

scultura

Scultura: figura maschile tiene nella mano destra una falce e nella sinistra un neonato e appresso ha una clessidra e un libro aperto. Piedistallo: ovale con un'architettura in rovina

  • OGGETTO scultura
  • ATTRIBUZIONI Brustolon Andrea (1660/ 1732): scultore
  • LOCALIZZAZIONE Asolo (TV)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Saturno era la divinità agricola dei romani che lo identificavano con il dio greco Crono. Poiché a Saturno-Crono era stato predetto che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato, la divinità iniziò a ingoiare ogni suo nuovo figlio. Ma la scultura di Andrea Brustolon, che raffigura Saturno con la falce e nell'atto di divorare un neonato, è principalmente figura allegorica del trascorrere inesorabile del tempo. Pertanto i suoi attributi significano la falce, l'inflessibilità del tempo che tutto abbatte, il neonato, la sua grande voracità, la clessidra, il tempo che fugge e il libro aperto registra, del tempo, la sua storia. L'ovale del piedistallo mostra invece gli effetti distruttivi del tempo attraverso l'immagine di un'architettura in parte crollata (Biasuz, Lacchin, 1928). Riguardo allo stile, la scultura appare più composta anatomicamente rispetto a quella di Tizio, segno che Andrea Brustolon, nella realizzazione delle Allegorie, lavorava a stretto contatto con i committenti che non volevano cadesse nel grottesco e nel caricaturale (Biasuz, Buttignon, 1989). A Padova, in collezione privata, si conserva il bozzetto in terracotta di Saturno, datato 1722
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500707731-2
  • DATA DI COMPILAZIONE 2020
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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