Storia classica - personaggi femminili

affresco,
Michele Primon (attribuito)
post 1641 - ante 1711

Il monocromo rappresenta una scena di sacrificio: in primo piano, quasi al centro della composizione, una giovane di profilo solleva il braccio sinistro, che tende verso l'altare la sua offerta. La fanciulla, i capelli raccolti in una crocchia, indossa un abito a manica corta, che segna il busto con un nastro e scende gonfio fino alle coscie; al di sotto una veste lunga, di trama più fine, aderisce alle gambe; i piedi sono tagliati dalla cornice. Alla sua destra, in secondo piano, sono delineate altre due figure femminili in vesti simili alla prima: una di profilo ha il braccio destro sollevato e il volto rivolto verso la donna alla sua destra, la quale, ripresa di prospetto, è la meno dettagliata delle tre, mancando completamente del braccio sinistro, mentre il destro le attraversa diagonalmente il busto. Alla sinistra dell'offerente si trova l'altrare: si sviluppa su due basi circolari, sopra le quali si leva una forma a fontana, da cui fuoriesce una nuvola di fumo, che spira verso destra. Dietro l'altare sulla sinistra, sopra un basamento circolare in pietra, la statua della dea in prospetto, con il busto nudo, lo sguardo rivolto verso l'offerente, nella mano destra tiene un oggetto affusolato

  • OGGETTO affresco
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a mezzo fresco
  • AMBITO CULTURALE Ambito Veneto
  • ATTRIBUZIONI Michele Primon (attribuito): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Complesso Cavalli
  • LOCALIZZAZIONE Complesso Cavalli
  • INDIRIZZO Via Giotto, 1, Padova (PD)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE A discapito di alcune varianti rispetto all'iconografia più consueta, l'ovale dovrebbe rappresentare l'episodio della virgo vestalis maxima Emilia, anno 178 a.C., narrato da Dionigi D'Alicarnasso e Valerio Massimo: in tal caso l'offerta è da intendersi come la pezzuola del suo abito, con cui riaccese miracolosamente il fuoco sacro lasciato spegnere dalla giovane vestale Giulia; mentre sull'altare, la cui forma circolare rimanda all'aedes Vestae, la statua raffigurerebbe appunto Vesta con il giavellotto nella mano destra. Gli affreschi sono oggi unanimamente attribuiti al frescante padovano Michele Primon sulla scorta di un confronto stilistico con la produzione (siglata) in Villa Contarini a Piazzola sul Brenta. A confermare l'attribuzione interviene anche l'inventario delle collezioni della famiglia Cavalli, redatto il 6 luglio 1722 dal pittore Zuanne Scopin, oggi irrintracciabile ma pubblicato da Pompeo Gherardo Molmenti nel suo volume del 1880, il quale recita: "Dieci quadri dipinti a fresco, tre sopra porte, sei sottobalconi, dieci sotto ovadi, sei soprabalconi, due medaglie con puttini e fiori et adornamento alle due porte, una va sopra le mura, l’altra in giardin; il tutto di mano di Primon"
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500699529-1.5
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso
  • ENTE SCHEDATORE Università degli Studi di Padova
  • LICENZA CC-BY 4.0

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