Amarilli e Mirtillo. Amarilli e Mirtillo

dipinto, ca 1631 - ca 1632
Van Dyck Anton
1599/ 1641

Dipinto a olio su tela di formato quadrangolare

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiammingo
  • ATTRIBUZIONI Van Dyck Anton
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Reale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Piazzetta Reale 1, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il soggetto è desunto da Il Pastor Fido del Guarini, edito nel 1585: Mirtilllo, travestito da ragazza, dopo essersi aggiudicato una gara di baci tra le ninfe, è qui ritratto mentre restituisce il premio della vittoria, una ghirlanda di fiori, alla propria amante Amarilli. L'artista trattò il soggetto in tre quadri. Il più antico, eseguito intorno al 1631 per il luogotenente olandese Frederick Henry e venduto nel 1713 al principe-vescovo di Schönborn, si trova oggi allo Schloss Weissenstein di Pommersfelden. La tela in Sabauda ne è una replica in buona parte autografa: al maestro debbono ascriversi almeno le figure, contraddistinte da una elevata tenuta qualitativa. La composizione, in particolare la ninfa distesa sulla destra, si ispira ad uno dei Baccanali di Tiziano per Alfonso d'Este, per l'esattezza quello oggi al Prado. Presso la École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi se ne conserva un bozzetto ad olio. Il quadro proviene dalla collezione viennese del principe Eugenio di Savoia Soissons, in gran parte acquistata da Carlo Emanuele III nel 1741. Entrò nel museo torinese fin dalla sua istituzione, nel 1832
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100350989
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali-Galleria Sabauda
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Van Dyck Anton

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - ca 1631 - ca 1632

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE