Lavorazione orafa

2025/03/22 - 2025/03/23

L'uomo è seduto di fronte a un banco di lavoro sul quale sono posizionati attrezzi e materiali d'oreficeria, illuminati da una lampada. Con la mano sinistra tiene il gioiello (un #amorino#) che lavora, invece, con la mano destra. Dapprima lo modella con una piccola pinza, successivamente procede ad ingrandire un foro dello stesso oggetto con una fresa, utilizzata anche per levigare i bordi del gioiello

  • OGGETTO lavorazione orafa
  • CLASSIFICAZIONE TECNICHE
  • LOCALIZZAZIONE Scanno (AQ)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'oreficeria da sempre ha rappresentato una delle produzioni tipiche della regione abruzzese; se dal 1200 al 1500 il maggior centro produttivo era rappresentato da Sulmona e L'Aquila, dal secolo successivo iniziano ad emergere altri centri, come Pescocostanzo e Scanno (BIBR: GANDOLFI 2003, p. 8). L'idea di gioiello e l'arte orafa in senso lato a Scanno sono strettamente connesse con l'ambito famigliare e, più precisamente, matrimoniale. In qualche maniera, infatti, si può parlare di "catena del dono" (BIBR: GANDOLFI 2023, p. 35), nella quale l'oggetto, donato da uno dei due innamorati (solitamente l'uomo) all'altro, iniziava il suo percorso fatto di donazioni successive all'interno della famiglia. Tra il fidanzamento ufficiale e il matrimonio, all'interno della coppia venivano donati dei manufatti specifici, solitamente di carattere apotropaico, benaugurante (BIBR: GANDOLFI 2003) e multifunzionale, secondo una serie di tappe ben definite. Tra questi di rilievo sono gli #amorini#, evoluzione di una spilla passafilo chiamata #ciappetta#, in cui è raffigurato un angioletto ornato da pietre e materiali preziosi. Allo stesso tempo essenziali in queste tappe sono gli anelli (#manucce# o #serpentine#), la #presentosa#, ovvero una spilla a stella, con all'interno due cuori incrociati, donata dal fidanzato in ricordo della promessa (BIBR: GANDOLFI 2013, pp. 5-9) e le #circeje# (pendagli donati dalla suocera alla nuora, benauguranti e a forma di cesto). Non era raro, inoltre, che questi oggetti, oltreché nel giorno del matrimonio, continuassero per un certo periodo di tempo a venire indossati dalle donne sposate, anche se queste tendevano a preferire anelli di altro tipo come la fede "piatta" odierna o #ù crucefisse# e la #Cungezziòne#, inequivocabilmente a carattere religioso (BIBR: GANDOLFI 2023, p. 41). Usualmente il materiale privilegiato, per ragioni economiche, era l'argento, utilizzato per realizzare gli oggetti più svariati e di uso anche esterno a quello famigliare-matrimoniale: bottoni, fibbie, fermagli con figurazioni simboliche, spilloni, odorini, teche e fermagli passafilo, utilizzati per adornare gli abiti da lavoro e da festa. Nell'oreficeria scannese, in ogni caso, era maggiormente utilizzata la tecnica di fusione su osso di seppia, poiché più economica e dagli stampi più duraturi. Il patrimonio culturale immateriale incorporato nell’abito muliebre tradizionale di Scanno, vede la sua più brillante testimonianza di vitalità nella presenza di una comunità territoriale che attualmente pratica con successo il saper fare artigianale nel campo dell’oreficeria e che prevalentemente è costituita da artigiani autonomi che hanno l’obiettivo di trasmettere alla generazione successiva il proprio sapere. La comunità operante che pratica attualmente a Scanno l’artigianato dei gioielli creati e incisi a mano, che trovano origine nei monili antichi e nei bottoni che adornavano l’abito muliebre tradizionale di questo borgo, è composta da artigiani indipendenti l’uno dall’altro e da diversi punti vendita, di cui alcuni includono fisicamente le botteghe di oreficeria degli artigiani suddetti. Ciascuno degli orafi attualmente praticanti, di giovane età per la maggior parte, appartiene ad una famiglia che svolgeva lo stesso lavoro, in alcuni casi ereditato da più di una generazione precedente senza discontinuità temporale. La tradizione orafa scannese è attualmente molto conosciuta non solo in Italia, ma anche all’estero, come dimostrano i contatti e le vendite degli orafi locali, che producono oggetti innovativi di cui è molto significativa la domanda
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Paletta, Donato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 13-ICCD_MODI_7007686335571
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo
  • ENTE SCHEDATORE Comune di Scanno
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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