Lavorazione di merletto a tombolo

2025/03/22 - 2025/03/23

La donna è seduta e tiene poggiato sulle ginocchia, con l'aiuto di un supporto, un tombolo di colore bianco. Sul tombolo è fissato un modello disegnato su carta celeste traslucida, al quale sono appositamente posti degli spilli, che viene seguito dalla donna durante la creazione del merletto. Il filo bianco viene annodato formando il merletto tramite la manovra di fuselli in legno; su di essi è arrotolato l'altro capo del filo, di volta in volta tirato o allentato. La donna, con entrambe le mani, utilizza alternatamente due coppie di fuselli e con il movimento e la sovrapposizione dei fili sugli spilli crea i nodi della struttura

  • OGGETTO lavorazione di merletto a tombolo
  • CLASSIFICAZIONE TECNICHE
  • LOCALIZZAZIONE Scanno (AQ)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La lavorazione del merletto giunge a Scanno tra il 1600 e il 1700, sebbene non si possieda una datazione precisa. Nata quasi in contemporanea tra le Fiandre e Venezia nel XVI secolo (BIBR: GIANCRISTOFARO 1995, p. 8), allo stato attuale della ricerca esistono due teorie che possono spiegare il suo arrivo in Abruzzo (BIBR: CLEMENTI 1985). La prima lo vede portato dalle maestranze lombarde chiamate a lavorare, soprattutto nelle chiese, per la ricostruzione post-terremoto del 1703; la seconda, invece, lo fa risalire agli scambi commerciali con le Repubbliche Marinare di Genova e Venezia, sicuramente avvenuti nelle fiere abruzzesi, durante tutto il XVII secolo. In ogni caso, il merletto diviene una delle principali lavorazioni sia invernali che estive (in quest'ultimo caso in gruppi) delle donne scannesi (BIBR: GIANCRISTOFARO 1995). Proprio per la concorrenza dei centri vicini, come L'Aquila o Pescocostanzo, il merletto a tombolo scannese conosce una fase di declino durante il XIX secolo, seguito da una lenta ripresa. L'arte del merletto sin da subito si specializzò nella costituzione di doti per le spose: le carte dotati abruzzesi rivelano una netta prevalenza di tovaglie, lenzuola, tappeti e capi d'abbigliamento realizzati dalle madri per le figlie. Tra questi ultimi, di particolare rilevanza è la #scolla#, parte del costume muliebre tradizionale, un merletto bianco realizzato a tombolo cucito intorno al collo; questo era di volta in volta diverso, realizzato secondo il gusto della proprietaria e differente dagli altri esemplari. Di rilievo è anche la produzione del lenzuolo nuziale, a piega finta di merletto. Da Venezia, assieme all'arte del merletto, arrivò a Scanno anche la moltitudine di libri stampati contenenti i disegni da merletto, sovente riproduzione di capolavori rinascimentali veneziani o fiamminghi, comunque utilizzati dalle donne benestanti abruzzesi per la realizzazione dei propri merletti; le donne appartenenti a fasce più basse della popolazione, invece, realizzavano da sole i modelli su carta.A conferma della vitalità del patrimonio culturale immateriale incorporato nell’abito muliebre tradizionale di Scanno, si mette in evidenza la presenza di una comunità territoriale che attualmente pratica il saper fare artigianale ereditato da un passato di almeno due secoli e che prevalentemente è costituita da artigiani autonomi che hanno l’obiettivo di trasmettere alla generazione successiva il proprio sapere e il proprio saper fare. Questo accade, in particolare, per l’artigianato del merletto lavorato a tombolo. La comunità operante che attualmente pratica questo tipo di artigianato è formata da donne che lavorano prevalentemente in casa propria; in qualche caso dispongono di un laboratorio in locali del centro storico del paese e alcune di esse hanno un’approfondita conoscenza della storia del merletto a tombolo di origine tipicamente scannese. Inoltre, alcune si sono specializzate nella produzione di singolari pezzi di merletto a tombolo realizzati con filo argentato e destinati all’oreficeria artigiana locale, per la composizione di gioielli innovativi, in cui domina la presenza di questo merletto. La domanda di gioielli scannesi con intarsi di merletto a tombolo risulta significativa anche da parte di paesi esteri
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Paletta, Donato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 13-ICCD_MODI_0925576335571
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo
  • ENTE SCHEDATORE Comune di Scanno
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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