Basilica di S. Petronio/ Bassorilievi della facciata
Basilica di S. Petronio - Formelle laterali del portale di destra dopo i lavori di pulitura del 1950

negativo servizio, 1950 - 1950
Alfonso Zagnoli
notizie 1908-1957

Le lastre erano originariamente contenute in una busta pergamina, conservata ora separatamente in una scatola. Alle lastre N_002482 e N_002484 era allegata una schedina inventariale conservata ora internamente alla busta pergamina di riferimento. Difficilmente riconoscibili i segni del portalastra

  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Scultori italiani - Sec. 15.-16. - Francia, Giacomo
    Architettura sacra - Chiese - Elementi architettonici - Portali
    Scultori italiani - Sec. 15.-16. - Tribolo
    Scultura - Conservazione - Restauro <1950>
    Scultura - Decorazione architettonica
    Scultori italiani - Sec. 15.-16. - Solosmeo
    Scultori italiani - Sec. 15.-16. - Aspertini, Amico
    Scultori italiani - Sec. 15.-16. - Girolamo da Treviso
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di San Petronio
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
  • ATTRIBUZIONI Alfonso Zagnoli: fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il servizio si compone di 8 negativi che riproducono le otto formelle ad ornamento dei pilastri della porta laterale destra della Basilica di San Petronio. Le inquadrature sono ortogonali all’oggetto della ripresa e comprendono anche i motivi decorativi fitomorfi che verticalmente fanno da elemento separatore tra una formella e l’altra, scegliendo così di non decontestualizzare le singole scene. Anche nella scontornatura tramite adesivo in carta gommata, si conserva l’ampia superficie di ripresa. Il servizio documenta il lavoro di pulitura eseguito sul bene nel 1950, data confermata da quanto indicato nelle buste pergamine che contenevano le singole lastre (ad eccezione della lastra N_002485 che presenta la data 1951, ma riteniamo si tratti solo di un refuso). Da documentazione archivistica sappiamo che su iniziativa dell’allora soprintendente ai Monumenti Alfredo Barbacci si procedette con un lavoro di manutenzione e pulizia degli ornamenti lapidei della Basilica Petroniana, adottando un sistema di dissuasione per i colombi che con le loro deiezioni minacciavano il decoro e l’integrità del monumento (Archivio storico ex SBAP - BO M 17, lettera del 20 aprile 1949 inviata dalla Fabbriceria alla Soprintendenza ai Monumenti per compiacersi della proposta di intervento). Da una più tarda corrispondenza inviata dal soprintendente ai Monumenti Raffaello Niccoli al Ministero della Pubblica Istruzione dove si chiede un sopralluogo per monitorare lo stato di conservazione del gruppo scultoreo di Jacopo della Quercia nella lunetta della “Porta Magna”, si cita l’intervento eseguito, si dice, “quattro anni orsono” (la lettera è datata 5 marzo 1954) in cui furono posti “una grata a chiusura della lunetta e una serie di ferri acuminati sopra le cornici”. Malgrado tutta la documentazione rintracciata riferisca alla lunetta del portale maggiore, riteniamo, anche alla luce del servizio in trattazione, che agli anni ’50 debba farsi risalire un lavoro molto più ampio di ripulitura che deve aver interessato almeno le opere di maggiore interesse che ornano il fronte principale. Questo intervento è stato individuato anche nel corso degli esami sullo stato di conservazione dell’opera propedeutici per il lavoro di restauro che ha coinvolto il paramento lapideo di facciata della Basilica tra gli anni 1972 e 1979. In quell’occasione si ravvisarono infatti molteplici interventi sul bene già a partire dall’ ‘800 e ancora nel periodo compreso tra le due guerre, in cui si era proceduto ad applicare sul marmo una sorta di intonaco che avrebbe creato una crosta scura e che, si ipotizza, sarebbe stata “‘ripresa’ in varie zone attorno al 1950, mediante successiva applicazione di un impasto analogo, ma ad olio” (Rossi Manaresi 2003). Malgrado l’intento delle applicazioni di tale impasto fosse quello di proteggere i materiali lapidei, questo, col tempo, si sarebbe rivelato deleterio, contribuendo ad innescare fenomeni disgregativi irreversibili. Nel suo saggio Rossi Manaresi pubblica il confronto fotografico tra la formella del Tribolo con “Giuseppe interpreta i sogni” ripresa nel 1920 e la stessa riprodotta poco prima del restauro degli anni ‘70 (Rossi Maranesi 2003, p. 99). Evidente è la caduta del braccio del San Giuseppe, si dice probabilmente a causa degli effetti di questo trattamento di intonacatura. Nel corrispondente negativo Zagnoli in nostra trattazione N_002488 il braccio appare ancora integro e come nelle altre formelle, non ci pare di scorgere la crosta scura summenzionata che avrebbe ricoperto il bene a restauro concluso. Malgrado Rossi Manaresi citi in altre occasioni il restauro del 1950, cui sembra aver notizia da documentazione d’archivio, non ne restituisce, almeno nelle pubblicazioni di nostra conoscenza, alcuna documentazione fotografica. Zagnoli fu probabilmente incaricato dalla Soprintendenza ai Monumenti di documentare la fase di post restauro delle opere scultoree. Ricordiamo, a proposito dell’intervento di restauro degli anni ’70, il ruolo determinante svolto da Cesare Gnudi che già a seguito degli interventi del 1950 aveva posto un monito d’allarme alla comunità scientifica riguardo alla conservazione del complesso scultoreo della lunetta della porta maggiore di cui abbiamo già trattato nella scheda NCT 0800641475. A conclusione ci piace citare quello che è stato il primo ampio approfondimento storico-critico sulle sculture dei portali petroniani, ad opera di Igino Benvenuto Supino. Lo proponiamo in questa sede, sia per l’importanza della trattazione, ancora termine indiscusso di confronto per qualsiasi studioso che tenti nuovi approfondimenti sull’opera, ma soprattutto per segnalare il magnifico e completo repertorio fotografico, a cura dell’Istituto Micrografico Italiano, che correda l’opera (Supino 1914)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800641477
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016

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