Documentazione fotografica dei danni di guerra e delle prime operazioni di recupero del complesso di San Francesco a Bologna, 1943

negativo, post 1943/07/24 - (?) 1943/12/00

Tutti i negativi erano originariamente contenuti in buste pergamine, che includevano anche le relative schedine inventariali sulle quali è spesso indicato sia l'anno di ripresa, sia l'autore. Quasi tutte le matrici dell'insieme mostrano agli angoli le impronte del portalastre. Le lastre N_001660 e N_001665 erano archiviate con le stampe positive

  • OGGETTO negativo
  • SOGGETTO Ricostruzione postbellica - Restauro - Impalcature - Ponteggi
    Incursioni aeree - Danni di guerra
    Architettura - Chiese - Conventi - Interni - Facciate - Volte - Loggiati - Archi rampanti
    Italia - Emilia Romagna - Bologna - Basilica di San Francesco - Chiostro dei Morti - Cappella di San Bernardino - Monumento sepolcrale ad Alessandro V
  • MATERIA E TECNICA VETRO
    gelatina ai sali d'argento
  • CLASSIFICAZIONE Documentazione dei danni di guerra al patrimonio architettonico e storico artistico
  • ATTRIBUZIONI A. Villani & Figli (attribuito): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Dall'Armi Marescalchi
  • INDIRIZZO via IV Novembre, 5, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La basilica di San Francesco a Bologna, nota per le operazioni di restauro condotte tra Ottocento e Novecento da Alfonso Rubbiani e dalla sua Gilda, venne duramente colpita nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Già inserita nell’elenco dei monumenti nazionali del 1902, la chiesa fu bombardata in tre differenti occasioni: il 24 luglio 1943, il 25 settembre del medesimo anno e il seguente 22 marzo. Le distruzioni belliche interessarono le prime campate della chiesa con lo sconquassamento della facciata, la mutilazione della terminazione a timpano ed il crollo del coperto, giungendo fino a far cedere gli iniziali archi rampanti del fianco destro, che trascinarono nella caduta anche l’angolo di nord-ovest del Chiostro dei Morti. Il fronte principale, in particolare, subì gravi danni durante il primo bombardamento: la facciata rimase divisa in due parti con la sezione sinistra fuori piombo; per la messa in sicurezza del piede della muratura si operò con una gettata di calcestruzzo armato in profondità per consolidare lo scalzamento delle fondazioni. All’interno dell’archivio fotografico ex SBAP BO si conserva un nucleo tematicamente uniforme di 21 lastre attribuibili alla ditta Villani, realizzate durante un arco temporale che va dalla prima incursione del luglio ‘43 sino – orientativamente - alla fine dell’anno. Non tutti i negativi presentano l’indicazione di responsabilità dello studio fotografico bolognese, ma tramite la comparazione fra le medesime lastre del nucleo ed il confronto con le eventuali stampe positive, risulta con buona approssimazione che l’autore possa essere estensivamente considerato Villani (N_001663, N_001664 e N_001665 sono anonime e prive del positivo). Alcune riprese dovettero essere effettuate in stretta prossimità agli eventi bellici mostrando le architetture aspramente mutilate con cumuli di macerie non ancora organizzati per il recupero, come invece documentato nelle immagini che seguirono i primi interventi di riordino; altri fototipi mostrano piuttosto gli interventi d'urgenza adottati per la messa in sicurezza del complesso, seriamente danneggiato nei suoi elementi portanti. In qualche caso è possibile seguire parte del percorso ricostruttivo – quanto meno nelle prime battute – di una determinata situazione, come per le campate davanti al monumento sepolcrale di Alessandro V: N_001658 e N_001707 registrano da differenti punti di vista il crollo del settimo pilastro sinistro, mentre N_001657 focalizza la tomba ricoperta dai detriti precipitati sulle tre sculture del fastigio, gravemente lesionate, e già N_001669 mostra le volte ricostruite tramite il sostegno centrale del pilastro (in secondo piano si osserva una struttura con tettoia che protegge temporaneamente il sepolcro; si noti che in Barbacci '53, p. 72, la ricostruzione dei pilastri e degli archi viene fissata tra l'autunno ’44 e febbraio ’46). Una situazione analoga si presenta per la ricostruzione delle pareti divisorie tra nave centrale e navate laterali, in particolare per la cortina di sinistra sono documentati due momenti della ricostruzione di archi e pilastri: N_001670, con l'impostazione dello scheletro strutturale di due volte, che precede N_001655, dove piuttosto le 4 volte fotografate sono già pienamente impiantate. Il rinforzo delle fondamenta scalzate presso la facciata della chiesa è mostrato nella sequenza di immagini che principiano con N_001665 e N_001666, per continuare nel successivo momento registrato da N_001667. Anche l’angolo di nord-occidentale del Chiostro dei Morti è documentato in N_001656 dopo il danneggiamento subito, mentre N_001654 mette a fuoco la ricostruzione delle tre campate crollate nel fianco aderente la chiesa. L’esterno della basilica è ripreso in una serie di immagini dalle quali non è percepibile se le opere di messa in sicurezza dell’interno siano già state approntate o meno (da N_001661 a N_001664, N_001708)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800640563
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017

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