Il Redentore. Cristo risorto

statua,
Vincenzo Jerace
1862/ 1947

Personaggi: Cristo. Attributi: (Cristo risorto) croce

  • OGGETTO statua
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione a cera persa
  • ATTRIBUZIONI Vincenzo Jerace
  • LOCALIZZAZIONE Nuoro (NU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Alla fine del XIX° secolo, in occasione del giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII°, lo stesso Papa espresse il desiderio di iniziare il nuovo secolo innalzando, sulle cime di diciannove Regioni d'Italia altrettanti monumenti a Cristo Redentore. La chiesa Romana decise quindi di far costruire venti monumenti a Cristo Redentore da erigere su venti monti d'Italia; uno in onore di papa Leone e diciannove quanti i secoli della cristianità. La statua giunse a Nuoro il 19 agosto del 1901 e il 29 dello stesso mese venne trasportata con un carro trainato da buoi e collocata sul monte Bidda, contrafforte del Monte Ortobene. La Chiesa isolana, indicando nel Monte Ortobene la cima in cui si sarebbe dovuta innalzare la statua, incaricò la Diocesi di Nuoro e l'allora vescovo Mons. Demartis di organizzare i preparativi per quell'evento che avrebbe mobilitato tutta la Sardegna. Il popolo nuorese non fu da meno e di porta in porta, raccolse le generose offerte necessarie per commissionare l'opera che avrebbe reso ancor più sacro l'amato Monte. Per fondere il bronzo fu incaricato Vincenzo Jerace, che dando anima e corpo forgiò la maestosa statua del Redentore che ancora oggi sovrasta la città di Nuoro. Anima e corpo, perchè in quell'opera lo scultore calabrese fuse due tragici episodi della sua vita personale: la morte della figlioletta Maria, e della giovane moglie Luisa. Fu in occasione della scomparsa della piccola Maria, che Jerace scrivendo queste commoventi righe sul suo Redentore, lascia intendere a chi possa appartenere il sorridente volto ai piedi della statua: "...staccato dal suolo e reggentesi su di esso col solo lembo del suo mantello, nella cui piega estrema è avvolto un viso di pargola sorridente, l'umanità sempre bambina al cospetto di Gesù...". Poco tempo dopo lo scultore perdendo l'amata Luisa, affidò nuovamente al suo Redentore questo triste avvenimento: "La creatura che il Creatore mi aveva immeritatamente regalata era scomparsa, mentre il fonditore aveva fuso nell'eterno bronzo la statua già santificata dalle sue intense preci. Sotto la palma della mano aperta, recante il segnacolo della Pace, vi feci incidere: Luisa Jerace, morta mentre il suo Vicenzo la scolpiva". Da questo momento in poi si sarebbe sempre firmato: Vincenzo L. Jerace. Il 15 agosto 1901, proveniente da Napoli approdò a Cagliari il piroscafo "Tirso", col prezioso carico, il giorno successivo arrivò alla stazione di Nuoro. All'iniziale clima di festa fece seguito uno stupore collettivo, poichè quelle casse, contenevano a stento gli elementi bronzei, che assemblati avrebbero composto la poderosa statua. Il clima di festa, raggiunse il suo apice il 29 agosto 1901, quando gran parte dell'Episcopio Sardo, le rappresentanze di cento parrocchie e i numerosissimi fedeli, dopo essersi inerpicati nella tortuosa stradina che porta fino ai piedi della statua, poterono finalmente ammirare il maestoso simulacro
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000159070
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Sassari e Nuoro
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Sassari e Nuoro
  • DATA DI COMPILAZIONE 2008
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2010
  • ISCRIZIONI palma della mano destra - A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vicenzo la scolpiva - lettere capitali - a incisione -
  • LICENZA CC-BY 4.0

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