cassa d'organo, elemento d'insieme di Palladio Andrea (attribuito) (sec. XVI)

cassa d'organo,

La mostra d'organo è data da una serliana a tre arcate scandita da quattro colonne celate in basso e scanalate in alto, concluse da capitelli compositi.Al centro in alto è una struttura a edicola con lo stemma di Paolo III delimitata da due colonne composite scanalate, sorreggenti il timpano con la colomba dello spirito santo sui cui vertici angolari sono due angeli tubicini. Due mensole formate da arme trasformatisi in vegetali la raccordano ai due riquadri laterali del prospetto delimitati da mensole a volute con la croce di S. Spirito a sinistra e lo stemma di Paolo III a destra. La base è coperta da una transenna a balaustrini sorretta da quattro mensole aderenti a un cornicione poggiante su quattro colonne. Il supporto dell'organo è a lacunari con stemmi e ornati vegetali

  • OGGETTO cassa d'organo
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ doratura
  • ATTRIBUZIONI Andrea Palladio (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE Roma (RM)
  • INDIRIZZO Europa, ITALIA, Lazio, RM, Roma, Roma (RM)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Secondo una iscrizione un tempo apposta sulla base delle quattro colonne che sorreggono l'organo, l'opera era stata fatta costruire nel 1547 dal Comm. di S. Spirito Alessandro Guidiccioni, al tempo del pontificato di Paolo III, il cui stemma è ivi collocato; indicazione ancor oggi confermata dalla presenza dello stemma Guidiccioni apposto al centro sulle canne, e da due stemmi che si accompagnano con altri due dell?ordine di S. Spirito, apposti nel soffitto intagliato dell'androne che fa da basamento al vano dell'organo. Il Lavagnino avanza l'ipotesi che l'organo è opera degli stessi intagliatori che eseguirono il soffitto della chiesa, come il soffitto, fu rivestito di una splendente doratura durante il pontificato di Gregorio XIII interno al 1583. E' un'opera grandiosa e imponente, classicamente composta nella forma e negli ornati. La tipologia della mostra dell'organo, sintesi equilibrata di serliana e fronte di tempio, suggerisce l'affascinante ipotesi che l'ideatore della costruzione sia stato Andrea Palladio attivo proprio nel 1547 in altre opere commissionategli dal Guidiccioni; L'ipotesi è avvalorata da un disegno riproducente l'organo di S. Spirito (cfr. R. Lunelli, 1958), eseguita da Giorgio Vasari il Giovane, le cui esercitazioni da Palladio sono documentate . Per la sua forma costituisce un precedente formale per l'organo di Luca Blasi in S. Giovanni in Laterano. La presenza ripetuta degli stemmi di Paolo III, uno dei quali a riscontro con quelle di S. Spirito, indica che l'interpretazione simbolica degli stemmi è la seguente: al tempo di Paolo III (stemma in alto al centro), per volontà e a spese di Paolo III (stemmi laterali), e curante l'opera A. Guidiccioni (stemma sulle canne), fu eseguito l'organo. E' documentato, del resto, il mecenatismo del pontefice e il suo interesse per la musica e l'importanza che a seguito di questa costruzione ebbe la cappella musicale di S. Spirito in Sassia. Queste osservazioni avvalorano con maggiore insistenza l'ipotesi attributiva a Palladio la cui preparazione culturale garantiva a Paolo III la magnificenza di un'opera nata per essere tale; ne si dimentichi, infine, che nel 1546 ere già finito il ritratto del pontefice con i nipoti (Napoli, Capodimonte) eseguito da un altro grande artista veneto, come Tiziano.Si ossevi per concludere che l'idea delle colonne sorreggenti l'organo e delimitanti l'androne semicircolare, fu adottata da Palladio per l'organo nella zona absidale di S. Giorgio MAggiore a Venezia; e proprio al S. Giorgio si ispirò lo Zucchi nei dipinti dell'abside per fare eco al ciborio scomparso del Palladio, così come eco spaziale sono le colonne dipinte nella conca dell'androne sotto l'organo. La balaustra che copre la base della mostra presenta unaforma disarmonica e tradisce la datazione posteriore al 1547 sottolineata dalla differenza di dorature. Fu collocata infatti, assieme al cornicione e mensole di sostegno con teste di cherubini alla metà del sec. XVII, quando era comm. Stefano Vai, il cui stemma è apposto al centro della base. Nell'arch. di S. Spirito presso l'arch. di Stato, si conservano diversi documenti a proposito della costruzione dello strumento, già in funzione nel 1550, come confermano i pagamenti a cantori e musici
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA detenzione Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200217272
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici del Lazio
  • DATA DI COMPILAZIONE 1979
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
  • LICENZA CC-BY 4.0

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