San Francesco d'Assisi, Madonna Assunta con angeli e santi, elezione di Papa Gregorio IX, Papa Innocenzo III, Allegorie Giustizia, Prudenza, Fortezza,Temperanza (dipinto murale, ciclo) - ambito romano (fine XVI)

dipinto murale

la cappella presenta un ciclo di affreschi, delimitati da cornici in stucco, sia lungo le pareti che sulla volta

  • OGGETTO dipinto murale
  • AMBITO CULTURALE Ambito Romano
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Conti
  • INDIRIZZO Piazza Conti, 2, Poli (RM)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Dal salone di rappresentanza si accede alla Cappella Conti, un piccolo ambiente interamente decorato da affreschi e stucchi. Le scene dipinte nel sacello rivelano l’intento del committente, Lotario II, di celebrare alcuni papi del suo casato, tra cui Innocenzo III (1198-1216), a cui si deve l’approvazione della regola francescana, e Gregorio IX (1227-1241) che canonizzò san Francesco, santa Elisabetta d’Ungheria e san Domenico di Guzmán. Un preciso programma iconografico dedicato al Poverello di Assisi e alla celebrazione dei fasti religiosi della famiglia Conti. Il ciclo pittorico è stato oggetto in questi ultimi anni di una revisione delle attribuzioni delle quali risulta “dirimente soltanto la restituzione al Cavalier d’Arpino dell’affresco sull’altare della piccola cappella, la Stigmatizzazione di san Francesco, proposta da Luciano Pelliccioni e confermata da Herwarth Röttgen” (Zuccari 2021, p. 101). Anna Coliva nel 1990 identificò in Vespasiano Strada (Roma 1582 circa-1622) l’autore delle decorazioni della cappella e di altri due ambienti del piano nobile del palazzo baronale (cfr. schede 1200066635A-0, 1200066684A-0), sia per le peculiarità stilistiche, sia per l’interpretazione di un’iscrizione dipinta nel salone dove compare il nome “Vespasianus” (Coliva 1990, pp. 31-54). Da una rilettura dell’epigrafe, maldestramente ripassata forse in epoca recente, Alessandro Zuccari ha constatato che il “Vespasianus magistri Andreae Archipresbiter” citato nel cartiglio, non si riferisce all’autore degli affreschi, ma all’arciprete Vespasiano di Maestro Andrea (cfr. Zuccari 2021, pp. 101-102; Moretti in Segni d’Arte 2024, pp. 8-9). Zuccari ha rintracciato nell’impaginato stilistico della cappella lo stile dei fratelli Cesare e Vincenzo Conti, in particolare di Vincenzo, pittori marchigiani molto attivi nei palazzi nobiliari tra Umbria e Lazio alla fine del Cinquecento. Ai fratelli Conti sono state assegnate anche le decorazioni degli altri ambienti del primo piano del palazzo baronale (Zuccari 2021, pp. 101-111, 540; Moretti in Segni d’Arte 2024, pp. 6-12)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200066659A-0
  • DATA DI COMPILAZIONE 1972
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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