Sante Tecla e Agnese
dipinto
1642 - 1652
In alto è raffigurato Dio Padre, di cui si vedono il volto, con la barba e i capelli bianchi, e le mani allargate. Tutt'intorno gli angioletti tra le nubi, i due centrali recano la corona e le palme del martirio. Più in basso, a sinistra è S. Tecla, vestita di viola e oro, ai cui piedi è accovacciato un leone, suo frequente attributo. Si vedono poi un teschio ed un rotolo. A destra è S. Agnese, in veste bianca, ai cui piedi sono l'agnello e la spada. In basso fra le due Sante è dipinto un paesaggio
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 250
Larghezza: 180
- AMBITO CULTURALE Ambito Marchigiano
- LOCALIZZAZIONE Osimo (AN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto fu commissionato dal Vescovo Girolamo Verospi (1642-1652), il quale era cardinale col titolo di S. Agnese. A ciò è appunto dovuta la presenza della Santa nella parte destra della tela. A sinistra è invece raffigurata S. Tecla. Nel XVI secolo infatti l'antico titolo della cattedrale, S. Leopardo, ora ripristinato, cadde in disuso e fu sostituito da S. Tecla Protomartire. Parlando del card. Verospi il Talleoni scrive "Coronò finalmente il suo Pastoral ministero col formare a suo conto un Benefizio, denominandolo S. Tecla, ed Agnese, com'è a vedere nel di lui testamento rogato sotto il dì 5 febraio 1662 da Giuseppe Bonetti, cancellier vescovile. Sta espresso in tal particola testamentaria ch'egli il volle eretto nella chiesa di S. Giovanni colla collaborazione delle messe all'altare di dette Sante, ov'è al presente, da trasferirsi col tempo a quello delle reliquie. V'è anco al giorno di oggi non sull'altare, ma a lato del medesimo un quadro in tela, rappresentante le due Beate Vergini colla palma del loro martirio, e se dice vero il Guarnieri nel suo intitolato miscuglio, lo fè dipingere lo stesso card. Verospi dal celebre Quercino da Cento". La tela ha ricevuto la sua attuale sistemazione, da un precedente e distrutto altare dedicato alle due Sante che si trovava secondo alcuni autori in Duomo e secondo altri, come il citato Talleoni, in Battistero, nel secolo scorso, quando il vescovo Michele Seri Molini (1871-1888) ricavò dal vano creato dal vescovo Giovanni Soglia (1839-1856) per il coro da inverno dei canoni le due cappelle di San Giuseppe e della S. Spina. Quanto alla tradizionale attribuzione al Guercino - di cui ad Osimo si conserva una tela nell'abside della chiesa di S. Marco - essa non è proponibile per ragioni stilistiche. Più pertinente potrebbe se mai essere l'altra tradizionale attribuzione, quella al pittore bolognese Francesco Albani (1578-1660) cui la tela sembra in qualche modo richiamarsi. L'autore comunque andrebbe più probabilmente ricercato in ambito marchigiano, in uno degli artisti che risentono maggiormente dell'influsso pittorico bolognese, così forte in quest'epoca nelle Marche
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100255007
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0