Sant'Apollonia
Statua policroma di figura distesa su letto funebre, rivestito da tessuto a motivi floreali, con la testa sollevata da due cuscini e con le braccia asimmetricamente disposte/ aureola metallica filiforme/ iscrizione dipinta .Figura femminile con il volto ad occhi socchiusi e lunghi capelli ondulat i che scendono sulle spalle, distesa su letto rivestito da tessuto decorat o da motivi di clipei includenti rosette e racchiusi entro corone di eleme nti floreali; vestita di lunga tunica rosa con ampie maniche, cintura dora ta e motivo decorativo floreale sungo il bordo inferiore; calza sandali al l'antica; reca la ds ripiegata al petto e la sn distesa lungo il fianco so stenendo una foglia di palma/ sul bordo del cuscino, iscrizione dipinta en tro cartiglio a fondo giallino con lettere dorata
- OGGETTO statua
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MATERIA E TECNICA
cartapesta/ pittura
- AMBITO CULTURALE Bottega Italiana
- LOCALIZZAZIONE Orvieto (TR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La statua in oggetto, riferibile alla fase di rinnovamento e restauro che interessò la chiesa di S.Rocco intorno al 1930, va ricollegata con la pres enza, registrata nelle relative visite pastorali tra il XVII e il XIX, di un altare dedicato appunto a S.Apollonia. Il culto di questa santa vergine e martire, orribilmente torturata, ben si inserisce nell'ambito di scelte iconografiche dovute all'intento apotropaico tipico dei santuari "contra pestem", cui si ispira il ciclo decorativo di questa chiesa. Essa sorge p resso la "platea Populi" centro della vita civile orvietana, di fronte al palazzo del Capitano del Popolo, e fu costruita per un'iniziativa civica s ollecitata dalla grave epidemia di peste del 1523. Si costituiva infatti i n quell'anno - come riporta il Perali - la Società dei Forestieri che otte neva dal Comune una porzione dell'area già sede delle "Case di Santa Chies a" in parte ormai decadenti, ceduta definitivamente all'ente -che ne godev a fin dal XIV secolo- nel 1515 da papa Leone X. Tra i fondatori della Soci età dei Forestieri, cui è dunque legata la costruzione di questo santuari o "contra pestem" orvietano, figura Michele Sanmicheli (Verona, 1484-1559) , ad Orvieto fin dal 1509 come capomastro dell'Opera del Duomo -incarico c he mantenne fino al 1525-: a lui viene riferito, appunto, il progetto per l'erezione della chiesa di S.Rocco, deliberata nelle Riformanze comunali f in dal 1523, anno del più grave propagarsi del morbo, ma compiuta solo nel 1525, probabilmente anche per l'assenza del Sanmicheli, allontanatosi da Orvieto tra l'estate del 1523 e quella del 1524, proprio per sfuggire al contagio (AODO, "Camerari" 1520-1526, c.41). Edificata in chiare linee cin quecentesche, con l'accentuazione ancora rinascimentale del portale con lu netta in basalto, contribuì senza dubbio ad avviare quel processo di rinno vamento che interesserà, nel corso del XVI secolo tutto il complesso della piazza del Popolo, con la sistemazione, tra il 1528 ed il 32, del nuovo p ozzo con il puteale sangallesco, e con i successivi interventi di ristrutt urazione del palazzo Simoncelli, sul lato orientale della piazza, della ch iesa di S.Bernardo, su quello occidentale, ed infine dello stesso palazzo del Popolo, che versava in condizioni di rovinosa decadenza. Della facciata originaria resta però soltanto la testimonianza costituita dal disegno dell'architetto tedesco F. M. Hessemer che documentò la sua pe rmenenza in Italia, e dunque anche in Orvieto nel 1828, con una serie di s chizzi e vedute prospettiche: tra queste, il prospetto della chiesa di S.R occo (pubblicato, insieme ad altri soggetti orvietani in: Satolli, 1978, f ig.64) spicca nella sua configurazione primitiva, con spioventi ben più ri pidi e dunque una cuspide più accentuata, la finestra rettangolare al di s opra del portale ed il campanile a vela posto sul lato sinistro delle mura perimetrali. La sistemazione attuale è frutto di un consistente intervent o di restauro svoltosi intorno al 1930 su progetto di Luigi Branzani, come testimonia il disegno relativo conservato presso la Biblioteca Comunale d i Orvieto (v. Satolli, 1990, fig.77). Tale intervento fu rivolto evidentem ente soprattutto a conformare, nel prospetto esterno, l'antico edificio ag li esiti delle varie operazioni di restauro purista, con rifacimenti di ca rattere neo-medioevale e neo-rinascimentale che, tra la fine dell'Ottocent o e i primi decenni del secolo successivo, determinarono la nuova e artifi ciosa immagine della città. Quanto invece alle gravi problematiche present ate dalla struttura e maggiormente dalle decorazioni pittoriche, messe a r ischio da una situazione di persistente umidità e di infiltrazioni rilevat a fin nella visita pastorale del 1573, risulta del tutto procrastinata l'a dozione di misure efficaci e definitive volte a risanare l'edificio, sopra ttutto nell'abside e nel lato destro addossati all'antico complesso delle "Case di Santa Chiesa" che comprendeva anche, proprio alle spalle di S.Roc co, il palazzo che divenne sede della magistratura dei Sette, quindi del G overnatore, infine del Carcere e, in tempi più recenti, del Tribunale e po i dell'Ufficio Postale. La chiesa di S.Rocco fu inoltre sede della Confraternita omonima che, come informa la visita pastorale del 1605, vi si riuniva ogni domenica "per re citare l'officio alla Beata Vergine", mentre già all'epoca le celebrazioni si erano ridotte al giorno della ricorrenza del santo titolare. Dopo la s oppressione delle confraternite, ricorda il Piccolomini che la chiesa assu nse la cura delle Carceri, insediatesi, come accennato, nel contiguo palaz zo già dei Sette, all'inizio dell'Ottocento: nella visita apostolica del 1 809 si verifica l'esistenza di grate che consentivano ai carcerati di assi stere alla santa messa dall'interno del prigione stessa -grate eliminate p robabilmente in seguito alla successiva sistemazione nel medesimo palazzo dell'Ufficio Postale, progettata dall'inge
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000084857
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell'Umbria
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico dell'Umbria
- ISCRIZIONI cartiglio lungo il bordo del cuscino - S.Apollonia / ora pro nobis - lettere capitali -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0