Seconda traslazione delle reliquie di Sant'Ercolano

dipinto, ca 1454 - ca 1480

Settima scena del ciclo pittorico

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Benedetto Bonfigli (attribuito): esecutore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale dell'Umbria
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo dei Priori
  • INDIRIZZO Corso Vannucci 19 - 06100 Perugia, Perugia (PG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Con la Seconda traslazione del corpo del santo (settima scena) vengono rappresentati in maniera assai minuziosa tutti i monumenti più importanti della città con l'espediente di raffigurare il corteo funebre che si snoda per le vie perugine. Proprio grazie alla meticolosità della rappresentazione dei monumenti fatta dal Bonfigli che è stato possibile datare questa scena tra il 1471 e il 1484 anni di pontificato di Sisto IV della Rovere, il cui stemma è raffigurato sopra il portale di Palazzo dei Priori (Mancini, 1992, p.78). La processione è raffigurata nella parete meridionale della cappella. Nello snodarsi della narrazione la scena precede quella raffigurante la Prima traslazione del corpo del santo dal luogo di ritrovamento alla chiesa di San Pietro (inv. 39), forse per la maggiore resa scenografica del corteo che, dirigendosi verso la cattedrale, necessariamente si snodava davanti ai monumenti simbolo della città. Le due processioni sono ricordate nelle “lectiones” quattrocentesche (Mancini, 1992, p.95), mentre è assente la presunta terza, dalla basilica di San Pietro a Santo Stefano del Castellare, ricordata dallo Iacobilli (1647), esclusa da Mancini (1992). E’ perduta tutta la parte iniziale della scena a sinistra. Davanti alla chiesa di Santo Stefano del Castellare, al fianco sinistro e al campanile della chiesa di San Domenico un gruppo di donne dalle ricche vesti, al centro, preceduti da musici, i rappresentanti delle istituzioni cittadine sfilano accompagnando il feretro portato dai becchini dal volto coperto con un panno bianco, davanti al palazzo dei Priori, sede del governo cittadino riprodotto con minuzioso realismo nei più piccoli dettagli. La presenza della mostra dell’orologio per il quale Angelo di Baldassarre Mattioli fu pagato nel 1468, costituisce un prezioso post quem alla datazione di questa parte del ciclo decorativo, così come la presenza dello stemma dei Della Rovere tra i quattro scudi dipinti sul portale del palazzo, allusivo a papa Sisto IV in carica fino al 1484, ne costituisce il termine ante quem. Perduta la descrizione della Fontana Maggiore il corteo prosegue verso destra, con un gruppo di chierici e di frati domenicani che cantano. Ad accogliere la processione, sul sagrato della cattedrale, un personaggio in una veste rossa, purtroppo molto lacunoso. Nel fondale lo scomparso palazzo del Podestà, col portale d’ingresso alla sommità di una ripida scalinata, arricchito da elementi scultorei e, in basso, l’arco che conduceva alla chiesa della Maestà delle Volte. La facciata del palazzo è in parte occultata dalla Loggia fatta costruire da Braccio da Montone nel 1423, ancora in situ, che ingloba parte dell’antica facciata della cattedrale, in conci quadrilobi a scacchiera, rosa e bianchi (cfr. Garibaldi, 2015, p. 439 con bibliografia precedente)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000016095-7
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale dell'Umbria
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria
  • DATA DI COMPILAZIONE 1996
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2016

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