profeti

formella, (?) 1470 - (?) 1476
Giuliano Da Maiano
1432/ 1490

Quattro formelle intarsiate di forma rettangolare. Tre raffigurano all'interno di una nicchia, Davide con la corona e il salterio, Abramo e Isaia, riconoscibili per la scritta presente sul cartiglio. Una raffigura un giovane in vesti di diacono (forse una rappresentazione di S. Lorenzo), seduto su un pancale; lo sfondo è caratterizzato dalla ripetizione di un motivo ovoidale a finto traforo

  • OGGETTO formella
  • MATERIA E TECNICA legno/ intarsio
  • ATTRIBUZIONI Giuliano Da Maiano: esecutore
    Alessandro Filipepi Detto Botticelli: disegnatore
  • LOCALIZZAZIONE Pisa (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I tre personaggi, Davide, Abramo e Isaia, sono riconoscibili, oltre che per la consueta presentazione iconografica (ad esempio la corona e il salterio per Davide), per l'iscrizione. La figura di Davide è sicuramente collegabile, per stile e inquadramento architettonico, con i profeti Abramo e Isaia, inseriti nella spalliera della panca collocata esattamente di fronte a questa, nella navatella laterale meridionale. I tre profeti sono facilmente identificabili (SUPINO 1893 a, p.173) con quelli visti da Vasari nella spalliera della sedia eseguita da Giuliano da Maiano per il prete, il diacono e il suddiacono, collocata vicino all'altare maggiore. I documenti ci dicono che l'incarico venne affidato a Giuliano nel febbraio 1470 (NOVELLO 1995, nota 5); la sedia, eseguita a Firenze, doveva già essere terminata nel 1474-1475. L'opera non piacque all'Operaio del Duomo, che si rifiutò di aumentare la cifra concordata con l'intarsiatore in quanto vi mancava "alchuna cosa" non meglio specificata (ASP, Opera 564, c. CLXVI). Originariamente i tre personaggi dovevano presentarsi a figura intera, uniti in un'unica composizione, sullo sfondo di tre nicchie divise da colonne o pilastrini ugualmente intarsiati; al centro si trovava Davide, a sinistra Abramo e a destra Isaia. L'aspetto doveva essere simile alla tarsia con S. Zanobi e due diaconi eseguita dallo stesso Giuliano per la Sacrestia delle Messe della cattedrale di Firenze nel 1463-1465 (HAINES 1983, pp. 138-143, 163-168); d'altronde quelle tarsie erano esplicitamente indicate come modello di riferimento nell'accordo stipulato tra Giuliano e l'Opera pisana. Similmente a quanto è documentato per le tarsie fiorentine, il cartone per l'esecuzione di queste figure, da inserirsi in un impianto architettonico spettante allo stesso Giuliano, venne fornito da un pittore. Assai attendibile ci sembra il recente riferimento di questi cartoni a Sandro Botticelli (FERRElTI 1982, pp. 520-521; l'attribuzione era già stata avanzata, ma senza troppa convinzione, da MARCHINI 1959, p. 34). La tarsia raffigurante il Santo diacono è stata invece riferita in passato a Baccio Pontelli (SUPINO 1893 a, p. 176) e riportata di recente a Giuliano da Maiano (FERRETTI 1982, p. 521; NOVELLO 1989, p. 147) per la indubbia vicinanza con le figure di Profeti da lui eseguite per il Duomo nel 1470-1475. Anche questo Santo diacono potrebbe provenire dalla stessa sedia di quelli (destinata a ospitare il prete, il diacono, il suddiacono per la celebrazione della Messa all'altar maggiore), oppure potrebbe essere stata inserita, in origine (ma è meno probabile) in una seconda sedia realizzata da Giuliano nel 1472-1476. Come nel caso dei Profeti, ci troviamo di fronte a una raffinatissima immagine per la quale l'intarsiatore ebbe a disposizione un cartone approntato da Sandro Botticelli (FERRETTI 1982, p. 521)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900665692-4
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Opera Primaziale Pisana
  • DATA DI COMPILAZIONE 1995
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • ISCRIZIONI sopra il cartiglio - Laudate pueri Dominum, laudate nomen Domini - (Bibbia, Salmo 112, 1) - lettere capitali - a incisione - latino

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