San Giuseppe con Gesù Bambino con i Santi Domenico e Sant'Antonio da Padova, la Madonna della Cintola, Dio Padre e Cristo

dipinto ca 1700 - ca 1749

il dipinto raffigura San Giuseppe con manto rosso seduto col Bambino sulle ginocchia con ai lati i Santi Antonio da Padova e Domenico (o Vincenzo Ferreri) inginocchiati e vestiti dei sai dei loro ordini. Il primo conversa col Bambino poggiando la destra sul libro rivestito in rosso accanto al giglio, il secondo tiene il suo ramo di gigli nella sinistra, la destra al petto. In alto nel cielo l'Eterno su nubi con manto blu e veste giallo rosa con ai lati il Cristo dal manto blu e veste gialla e la Vergine con manto blu e veste rosa che sostiene lo scapolare. Gli angioletti sottostanti sono in adorazione nel cielo dorato o reggono pastorale e mitria, riferiti a San Nicola di Bari che appare nel riquadro centrale

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 225 cm
    Larghezza: 148 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Fiorentino
  • LOCALIZZAZIONE Bagno a Ripoli (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE la prima citazione del dipinto è nell'inventario del Rondoni (1863) che lo giudicò come "niente di considerevole". Anche il Torrigiani lo trovò nello stesso altare a sinistra nella navata e identificò il soggetto in "Santi Antonio e Vincenzo Ferrei, gloria della Santissima Trinità e la Madonna con la Sacra Cintola" ovvero della "Consolazione". Nl 1913 fu spostato per la prima volta, nel 1934 è già nel chiostro dove si trova tuttora. Forse le sue condizioni devono essere andate peggiorando già dal 1913 tanto che adesso è molto difficile recuperare perfino parte del supporto. Il Torrigiani pensa che l'altare di Sant'Antonio sia uno dei tre costruiti ex novo da Filippo Picchianti, pievano dal 1723 al 1759 e promotore di lavori nella pieve, dunque allora questa pala potrebbe essere stata commissionata per l'occasione ma sappiamo che i lavori dei restauo sono del 1758 mentre il dipinto sembra essee anteriore. Anche la deica dell'altare è tutt'altro che chiara, nel 1724 con la visita di Martelli si ricorda la cappella di San Domenico mentre lo stesso altare nel 1798 è detto di San Vincenzo, forse per la diversa identificazione del santo a destra della pala, ma il Torrigiani parla sempre di Sant' Antonio da Padova. Stilisticamente il dipinto appartiene alla prima metà del XVIII secolo con richiami a Carlo Dolci nell'atteggiamento tenero e lezioso di molte figure e un cromatismo vivace ancora di stampo seicentesco
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900225766-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • DATA DI COMPILAZIONE 1990
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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