cena con sponsali

dipinto, ca 1619 - ca 1619

Figure maschili. Figure femminili. Abbigliamento: abiti lunghi; abiti da paggetto. Interno. Oggetti: tavolo; tovaglia; piatti; bicchieri; posate; candela

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 1.38 m
    Larghezza: 2.03 m
  • ATTRIBUZIONI Van Honthorst Gerrit Detto Gherardo Delle Notti: esecutore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria degli Uffizi
  • LOCALIZZAZIONE Corridoio vasariano
  • INDIRIZZO Piazzale degli Uffizi, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Palazzo Pitti, collezione di Cosimo II de' Medici (?). Dono di Ferdinando II de' Medici alla madre Maria Maddalena d'Austria, nel 1627 (Conti 1976). Villa di Poggio Imperiale (1654-1655). Portato agli Uffizi nel 1773 e registrato in tutti gli inventari successivi di Galleria. E' questa una delle quattro tele registrate nel XVII secolo tra i quadri della villa medicea di Poggio Imperiale sotto il nome del Caravaggio (due sono oggi attribuite al Manfredi: vedi Borea 1970, nn. 8-9), e portate alla Galleria degli Uffizi, come ricorda la scritta sul retro del quadro, nel 1773. Infatti come già notato dalla Borea (1970). Negli inventari della villa si cita, tra i quattro "di mano di Caravaggio", un quadro "finto di notte, sei commensali, fra i quali due femmine....": descrizione che torna solo in parte con il n. 735, nel quale le figure rappresentate sono complessivamente otto. Comunque sia, è da ritenere che anche questo dipinto facesse parte del gruppo di quadri acquistati a Roma per il granduca Cosimo II. Esso, passò nel 1626 nella villa del Poggio Imperiale fra le proprietà della granduchessa, vedova, Maria Maddalena d'Austria. Con gli altri due quadri, di soggetto analogo, anche questo fu attribuito all'Honthorst dal Lanzi (1782), attribuzione che venne però rifiutata dall'Hoogewerff (1917), che lo giudicò di un seguace dell'artista, seguito dallo Schneider (1933). L'attribuzione all' Honthorst è stata però recentemente riconfermata dalla Meloni (1966), dalla Borea (1970), dal Rznicek (1974) e dal Nicolson (1979). Il Braun (1966) nel catalogo dedicato all'opera del pittore scambia il quadro con l'altro 'Banchetto' (vedi n. 730 inventario 1890). Il Reznicek avanza dubbi sul soggetto della scena, che secondo lui non sarebbe un banchetto di nozze, come hanno suggerito la Meloni e la Borea: tuttavia è questo un problema difficilmente definibile. Per quanto riguarda la cronologia, la Borea (1970) indica affinità tra il dipinto e la " Decolazione del Battista" in S. Maria della Scala a Roma, quest'ultima databile al 1617-1618 circa , vedendo affinità tra la figura della Salomè e quella della donna a sinistra nel quadro fiorentino, mentre il Reznicek le vede piuttosto con il " Cristo dinanzi a Caifa" della National Gallerj di Londra (datato al 1617 ca. : vedi Maclaren 1960, p. 180 e ss.). Questi argomenti non bastano tuttavia a suffragare una datazione analoga per il quadro in esame, che presenta altresì notevoli affinità stilistiche con la più celebre "Cena" degli Uffizi (vedi n. 730 inv. 1890) generalmente ritenuta del 1619-1620
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900131449
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Le Gallerie degli Uffizi
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato
  • DATA DI COMPILAZIONE 1980
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2001
    2006

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