白拍子今様男舞之図/ Shirabyōshi imayō otokomai no zu/ Immagine della danza maschile moderna shirabyōshi. Shirabyōshi

stampa composita di invenzione 1852 - 1852

Parte di trittico nishikie con raffigurazione di uno spettacolo di danze otokomai su un palco con botola, da cui la danzatrice sembra apparire. Alla sua destra, si trova il titolo dell’opera “Shirabyōshi imayō otokomai no zu” (Illustrazione della danza maschile su canti imayō delle shirabyōshi). La danzatrice indossa un kimono dalle maniche ampie e lunghe (forse un furisode) riccamente decorati, con medaglioni di fiori e motivi vegetali, sotto quello che sembra essere un hitatare con decorazioni floreali e vegetali; indossano poi il copricapo tate eboshi dorato, una spada legata in vita e tengono in mano un ventaglio, elementi tipici del costume di scena di queste figure d’intrattenimento. Si possono poi intravedere comparire da dietro la schiena grandi gohei decorativi (aste di legno decorate con due shide, due strisce di carta a zig-zag). Nell’insieme, la raffigurazione delle due danzatrici ricorda le raffigurazioni otokomai zu 男舞図, in cui vengono rappresentati wakashū mentre si esibiscono nella danza detta, appunto “otokomai”, e che presentano anch'esse sulla schiena dei grandi gohei

  • OGGETTO stampa composita di invenzione
  • MATERIA E TECNICA carta giapponese - cromoxilografia
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • ATTRIBUZIONI Utagawa Toyokuni Iii (attribuito): disegnatore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il termine “nishikie” fa riferimento a una tecnica particolare di xilografia in cui vengono applicati a impressione un’alta gamma e varietà di colori, con un effetto finale che ricorda gli abiti di broccato tradizionali. Della categoria ukiyoe (immagini del mondo fluttuante), la prima stampa policroma venne realizzata nel 1765 da Harunobu Suzuki (1725-1770), artista xilografo. L’ukiyoe è il filone artistico giapponese più noto all’estero, tanto che a fine Ottocento, quando il Giappone aprì le porte all’Occidente, influenzò l’arte europea, inaugurando il cosiddetto “Giapponismo”. L'ukiyoe è un movimento artistico che si distacca profondamente dall’arte prodotta fino a quel momento, che era o buddhista e monocroma, oppure rispettava i gusti dell’aristocrazia militare e della nobiltà di corte. Questa corrente risponde, invece, ai gusti di una classe che inizia a svilupparsi nel periodo Edo (1603-1868): i chōnin. Mentre il termine ukiyoe fa riferimento in generale ai soggetti e allo stile di rappresentazione, nishikie fa riferimento esclusivamente alle xilografie policrome (mentre parliamo di hanga per le xilografie monocrome con inchiostro nero). Le shirabyōshi erano intrattenitrici che ebbero particolare successo in un arco di tempo a cavallo tra i periodi Heian e Kamakura (XI-XIII secolo); si distinguevano per un tipo di danza energico e dinamico, caratterizzato dal battere ripetuto dei piedi sul palcoscenico, un canto probabilmente monotono, che si basava più sul ritmo piuttosto che sulla melodia, e un vestiario maschile: suikan o hitatare, ōkuchi, tate eboshi, una spada e un ventaglio. Il loro strumento di accompagnamento era il tamburo, tsuzumi. Il termine “otokomai”, danza maschile, era una delle definizioni attraverso cui si designavano le danze shirabyōshi, per il vestiario scelto e per la natura della loro danza. Questo termine rimane nel tempo e viene associato a tutte quelle danze che si caratterizzano per la loro dinamicità e per il tempo accelerato. Questa tipologia di danza entra a far parte probabilmente nel teatro kabuki ai suoi albori, quando le donne ancora potevano esibirsi. Quando queste vennero sostituite dai wakashū, giovani fanciulli, a loro venne associato un filone iconografico definito, appunto, “otokomai zu”, immagini di danza maschile. Il termine “otokomai” lo ritroviamo anche nel teatro nō: si tratta di una tipologia di danza eseguita da personaggi maschili che raffigurano personaggi storici realmente esistiti, generalmente guerrieri; quella del teatro nō è una danza caratterizzata da un tempo affrettato e da movimenti ampi. Sul database di Ritsumeikan University Art Research Center (ARC) questo trittico è classificato come genjie (immagini di Genji). Difficile dire se l’uomo che sta assistendo allo spettacolo potrebbe trattarsi di Genji, poiché nel racconto di Murasaki le shirabyōshi non appaiono. Vengono invece nominate le asobi, spesso confuse con le shirabyōshi, specialmente in epoca Edo, quando queste figure erano scomparse dalle scene dell’intrattenimento. Tuttavia, nel racconto Genji incontra le asobi in strada. Potrebbe trattarsi di una reinterpretazione moderna di questo episodio
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500746091-1
  • NUMERO D'INVENTARIO 3435
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • ISCRIZIONI in basso a sinistra, in un cartiglio rosso - 豊国画 Toyokuni ga (dipinto di Toyokuni) - Utagawa Toyokuni - ideogrammi - a stampa - giapponese
  • STEMMI in basso al centro - commerciale - Marchio - Hori Take - 1 - 吉, 伊勢兼 (marchio dell'editore)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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