fregio ornamentale a finti marmi

dipinto, 1595 - 1595
Domenico Lippi
1546/ 1626

Quattro affreschi strappati e montatai su faesite. Essi sono lacerti di finti marmi e brandelli di decorazioni architettoniche

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Domenico Lippi
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Ducale
  • INDIRIZZO Piazza Sordello, 40, Mantova (MN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Gli strappi in esame costituiscono una traccia della fase decorativa tardo-cinquecentesca della sala del palazzo Ducale denominata all'epoca "degli Arcieri", dal XVIII secolo "dei Principi" e ora "del Pisanello". Attorno al 1966 Paccagnini scopre nella soffitta della sala le tracce dell'eccezionale ciclo arturiano tardogotico (cat. 28-48), che è però nascosto da più strati di pitture a esso sovrapposti. La sala nel 1579 era "scoperta et piena di rottami": viene pertanto affidata a Pompeo Pedemonte per un restauro e l'anno seguente è decorata con paramenti di corami; solo nel 1595 viene dipinta dal "solaro fino a terra", "a color di marmore", da Domenico Lippi e aiuti, come ha scoperto BERZAGHI (1985, p. 47; 1997, p. 112), il quale allude anche ai murali in oggetto. Sopra lo strato tardo-cinquecentesco, nel 1701 viene steso un nuovo intonaco dipinto con una galleria dei Gonzaga da Luigi sino a Ferdinando Carlo (cat. 467-486) e queste pitture sono a loro volta ripassate nel 1808. Gli strappi oggetto di questa scheda sono inventariati nel 1973 come pitture della fine del XVI secolo. L'intervento di Paccagnini porta alla rimozione di tutti gli strati pittorici sovrapposti al ciclo pisanelliano e tra questi anche le decorazioni cinquecentesche, che egli descrive come frammentari "motivi decorativi imitanti un paramento marmoreo" (PACCAGNINI 1972c, p. 16). Rimane in sito qualche tenue traccia vicino allo strombo di una delle finestre verso piazza Lega Lombarda. Nell'archivio fotografico della Soprintendenza esiste una piccola lastra fotografica dell'inv. 2100, anteriore allo strappo: la didascalia (1963 ca.) lo dice provenire da un edificio demolito in via Chiassi. Non sembra si possa spiegare questa divergenza se non con un errore di archiviazione. Questi affreschi sono lacerti di finti marmi e brandelli di decorazioni architettoniche dai quali è impossibile ricostruire l'aspetto tardo-cinquecentesco dell'ambiente. Il 2100 è confrontabile per la gamma cromatica con le pitture parietali dell'appartamento Grande di Castello, realizzato per il duca Guglielmo qualche lustro prima, anche se il motivo ornamentale è più articolato e capriccioso, nel complesso intreccio delle linee e delle forme. La decorazione del 1595 è realizzata nel momento in cui l'appartamento è destinato a Eleonora de' Medici (BERZAGHI 1985, p. 47). Il mantovano Domenico Lippi - nato attorno al 1546 poiché la sua morte è registrata il 29 gennaio 1626 all'età di ottant'anni (L'OCCASO 2010b, p. 39) - cresce in una famiglia di artisti: suo padre Antonio e suo fratello Angelo sono pittori, così come il figlio Ippolito, morto sessantenne nel 1627 e al quale dovrebbe spettare l'Incoronazione della Vergine tra sant'Alberto da Trapani e Giovanni Battista della parrocchiale di Campitello (L'OCCASO 2010b, pp. 38-39). Domenico Lippi, che escludo abbia alcuna parentela con i Lippi artisti fiorentini, nelle imprese di ampio respiro, come la pittura di un ambiente delle dimensioni della "sala degli Arcieri", deve essersi fatto aiutare dai parenti e, probabilmente, anche da Ruggero Nastasi (o Anastasi)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300151998
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Mantova Brescia e Cremona
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Mantova Brescia e Cremona
  • DATA DI COMPILAZIONE 2010
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2009
    2013

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