angelo reggicandelabro

candelabro, 1640 - 1660

La figura è rappresentata frontalmente, con il viso lievemente inclinato a destra e la posizione degli occhi verso il basso. Una mano sposta l'ampia veste svolazzante, formata da una sopravveste fermata sotto il seno, senza maniche, ed aperta frontalmente dorate e una sottoveste con manichea campana, lunghe fino al gomito, con gonna che scende fino al polpaccio, sollevata sulla gamba destra, formata da fitto gioco di racemi dorati su fondo blu. L'altro braccio è sollevato verso l'altro per reggere una torciera fatta da una grossa cornucopia rovesciata da cui fuoriescono fiori e frutti che costituisce la base del piattello metallico che funge da porta cero (adattato per il passaggio della luce elettrica). Indossa calzari alti quasi fino al ginocchio e aperti sulle punte dei piedi decorati da racemi dorati su fondo blu. Poggia su base dorata a sezione circolare, lievemente concava nella parte superiore

  • OGGETTO candelabro
  • MATERIA E TECNICA legno/ scultura/ intaglio/ pittura/ doratura
    metallo/ fusione
  • MISURE Altezza: 79
    Lunghezza: 38
  • AMBITO CULTURALE Bottega Italia Settentrionale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Dal Pozzo della Cisterna
  • INDIRIZZO via Maria Vittoria, 12, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La coppia di angeli stanti, unitamente a quella con angeli inginocchiati, fa parte della serie di arredi che vennero acquistati, con delibera del luglio 1940, dalla Provincia di Torino a seguito dell'acquisizione di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, fino a tale data proprietà di Casa Savoia-Aosta. Nell'elenco topografico sono indicati genericamente "due angeli soprammobili" nella "Sala ricevimento", stimati L. 1000 e altri due nella "Sala d'aspetto", valutati per una cifra lievemente maggiore, L. 1200. Pur trattandosi, evidentemente, delle due serie di sculture a tutt'oggi conservate nel palazzo, non è quindi possibile distinguerle. Si tratta di alcuni dei pochi arredi che, non andarono venduti durante le numerose tornate d'asta che nella prima metà del Novecento portarono alla dispersione della mobilia originale del palazzo. Tuttavia, nel catalogo d'asta edito nel 1932 dalla Galleria Dante Giacomini, ove vennero poste in vendita le ricche e variegate collezioni di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta (Torino, 1869-1931), ultimo abitante dell'edificio, nelle quali, secondo una tendenza del gusto ampiamente diffusa tra l'ultimo quarto del XIX secolo e gli inizi del XX, sono annoverati, contemporaneamente, opere d'arte antica, prodotti di alto artigianato realizzati in materiali preziosi e vere e proprie curiosità, figurano anche numerosi oggetti sacri, inclusi gli esemplari in esame, molto ricercati dagli amatori dell'epoca per essere utilizzati, magari adattandone la struttura, quali suggestivi elementi d'arredo, Catalogo delle collezioni private d'arte appartenute a S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, Galleria Dante Giacomini, Roma, 1932, pp. 18, 65. In assenza di riferimenti circa la provenienza della coppia di sculture, è possibile ipotizzare una loro collocazione originaria al di sopra di una mensa d'altare e proporre, sulla base dell'analisi stilistica, sia per la posizione mossa, sia per la ricca veste e la capigliatura ondulata, una datazione alla metà del Seicento
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100210466
  • NUMERO D'INVENTARIO 163668-138846
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE TO
  • ISCRIZIONI sotto piede/ su etichetta rettangolare metallica - Provincia di/ Torino/ Invent. N. 163668 - lettere capitali - a impressione -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1640 - 1660

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE