libreria, opera isolata - bottega novarese (primo quarto sec. XX)

libreria, 1923 - 1923

L'armadio è a quattro ante ed è suddiviso in due parti. La struttura è decorata da tre paraste scanalate con capitello corinzio, ed è conclusa superiormente da una cornice modanata, molto aggettante. Le ante, nella parte superiore, sono suddivise in tre specchiature: due di forma quadrata e, quella centrale, di forma rettangolare. La parte inferiore è introdotta da quattro cassetti ed è suddivisa in quattro ante con specchiature di forma quadrata

  • OGGETTO libreria
  • MATERIA E TECNICA legno di noce/ intaglio
  • MISURE Profondità: 60
    Altezza: 307
    Larghezza: 310
  • AMBITO CULTURALE Bottega Novarese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Ospedale Maggiore della Carità, USL 51
  • INDIRIZZO Corso Mazzini, 18, Novara (NO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Sala riunioni, già chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo. Il mobile, dalle forme semplici e severe, affida alle lesene scanalate concluse dal capitello e dall'imponenza del cornicione l'aspetto decorativo. Appartenne alla Società Medica, fondata nel 1923 dal chirurgo Carlo Garampazzi con sede presso l'Ospedale Maggiore. Il mobile può essere considerato un buon esempio di artigianato locale, in grado di fornire prodotti rigorosamente strutturali anche se sobri nelle decorazioni, adatti a rispondere alle numerose necessità della committenza. L'artigianato novarese, come in altre zone della regione, rimane attivo fino intorno al 1940, fino a quando cioè la scuola d'Arti e Mestieri Bellini riuscì ad addestrare i giovani attraverso i corsi diurni e serali delle Scuole Pratiche. L'Istituto Bellini, inaugurato nel 1937 infatti, aveva come obbiettivo istituzionale quello di formare "meccanici, tintori, intagliatori, armajuoli" e di "sussidiare le arti del cesellatore, del fonditore, del vasajo e simili" (ASN, fondo ACIBAM, ctl.25). Furono proprio questi artigiani che diffusero in città i modelli appresi durante la loro formazione scolastica, formazione che può essere meglio precisata scorrendo i materiali didattici in dotazione nella scuola di disegno, obbligatoria per gli allievi dei corsi artigianali: le opere del Vignola, La grammatica ornamentale del Joanes e gli Ornamenti policromi del Racinet, i Monumenti greci dello Stuvard (ASN, fondo CIAMB ctl. 24,1880). Modelli scolastici che venivano poi perfezionati durante gli anni di lavoro presso le botteghe dei maestri e, come sottolinea la Griseri (A. Griseri, Persistenze di cultura fra Arti e Mestieri dell'Ottocento in Piemonte, in "Studi piemontesi", vol. XVI, fasc. 1, marzo 1987, pp. 121-127), osservando gli esempi proposti alla città dagli artisti più noti, reinterpretati secondo il gusto della committenza che a Novara rimane solidamente ancorata ad una matrice di stampo accademico. Perciò anche durante gli anni che videro in altri centri la diffusione di oggetti artigianali improntati alla novità della scuola di Vienna, a Novara furono riferimenti costanti gli elementi derivati dalla tradizione classica, in questo mobile rappresentati dalle lesene, dai capitelli, dalle modanature del cornicione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100046618
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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